~ Episodio 3 ~
Ne Ho Il Diritto!
Le ciabatte di plastica dei due ragazzi producevano un rumore sordo e irregolare contro i ciottoli del vialetto che si allontanava dalle terme. Ogni passo rimbombava nell'aria fresca del mattino, amplificato dal silenzio che avvolgeva il luogo. Le gocce d'acqua che scivolavano dai loro corpi si mescolavano al crepitio delle pietre sotto i piedi, creando un contrasto tra la quiete naturale circostante e la tensione che si percepiva chiaramente tra di loro.
JungKook, ancora in costume e con l'acqua che gli colava dalla pelle, sentiva il freddo invadere ogni fibra del suo corpo. L'aria frizzante di novembre, nonostante il sole fosse già alto, non riusciva a riscaldarlo. Il mattino avanzato non bastavano a dissipare la sensazione di gelo che si aggrappava alla sua schiena e alle braccia, amplificata da ogni folata di vento. Tremava visibilmente, vulnerabile sotto il peso di quel freddo che sembrava penetrare fin nelle ossa.
La mano di TaeHyung, calda e decisa, gli stringeva il polso con una fermezza che non lasciava spazio a esitazioni. Lo trascinava via, incurante del suo disagio. JungKook tentava di mantenere il passo, ma la forza con cui veniva tirato, unito al freddo paralizzante, lo rendeva impacciato nei movimenti. Il terreno irregolare e scivoloso sotto i piedi lo costringeva a fare attenzione per non cadere, ma TaeHyung non mostrava alcuna intenzione di rallentare.
Il cuore di JungKook martellava con intensità crescente, ma non era la fatica a scatenare quel tumulto interiore. Ogni passo, ogni secondo trascorso sotto la stretta ferma di TaeHyung, amplificava un'angoscia che pareva non lasciare scampo. Le dita dell'Alfa sul suo polso non erano solo una presa fisica, ma anche un segno di un confronto imminente. JungKook ne era certo: non avrebbe potuto evitarlo, né con silenzi né con parole che, in quel momento, sembravano completamente inutili.
TaeHyung si fermò al centro della stanza, lasciando cadere con un brusco gesto il polso di JungKook, mentre la rabbia continuava a pulsare sotto la superficie del suo volto impassibile. Senza dire una parola, si diresse verso il bagno, tornando poco dopo con un asciugamano tra le mani. «Dove cazzo eri?» chiese, la voce era bassa ma tagliente, come un rasoio che scivola sulla pelle. Non aveva fatto in tempo ad immergersi nelle terme quindi perché aveva i capelli umidi? Dove e soprattutto con chi era stato? Tutte domande che tradivano una risposta conosciuta.
Nonostante l'ira evidente, si avvicinò e cominciò ad asciugare JungKook, con un gesto che conservava una strana delicatezza. I movimenti delle mani tradivano la tensione, ma al tempo stesso sembravano voler offrire un conforto che cozzava con la furia delle sue parole.
JungKook sentiva il cuore esplodergli nel petto mentre lo osservava. Cercava di mantenere una calma che, con ogni sguardo di TaeHyung, si sgretolava sempre più. Gli occhi dell'Alfa erano come lame che penetravano a fondo, in cerca di ogni singola bugia. Tentare di negare era futile, TaeHyung aveva già sentito quell'odore, l'aveva annusato davanti a tutti, sapeva esattamente cosa fosse successo, con chi, e dove, ma JungKook, spinto dalla disperazione, non poté fare a meno di provarci.
«Ho perso tempo in bagno», disse, mantenendo lo sguardo fisso su di lui. Era una bugia detta con la disinvoltura di chi ha imparato a mentire per sopravvivere. Ma TaeHyung non era un ingenuo e la sua pazienza aveva ormai raggiunto il limite.
«Non dire stronzate!» esplose l'Alfa con un ringhio rabbioso. «JiMin mi ha detto che sei scappato come un ladro». La tensione nell'aria divenne quasi insopportabile, come una corda sul punto di spezzarsi.
JungKook afferrò l'asciugamano dalle mani di TaeHyung con un movimento brusco. L'ironia della situazione non gli sfuggiva: mentre litigavano, TaeHyung si preoccupava di asciugarlo, dopo averlo trascinato via quasi nudo e tremante. «E ti sembra strano? Ora lo sa anche lui». Il tono aspro di JungKook ferì TaeHyung, il cui volto si contrasse per un istante, lasciando intravedere un'ombra di colpa.
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Addicted I
Fanfiction[Omegaverse] Un amore malato lo definirebbero molti Ma noi lo chiameremo Addicted. Perché? Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro. Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro. Perché sono arresi e...
