~ Episodio 2 ~
Sei Mio Di Diritto
Una volta giunto nella sua stanza, JungKook si cambiò molto in fretta, non voleva rimanere nella stanza con JiMin; il pensiero di un incontro con lui lo rendeva inquieto. Accelerò il passo, il cuore che batteva più forte all'idea di ciò che lo aspettava. Tuttavia, appena giunto davanti alla porta della casa grande, si trovò faccia a faccia con Kanjiro Kato, il segretario di Koyuki.
Kanjiro, dall'aspetto curato, rifletteva l'eleganza tipica giapponese. La sua pelle chiara, priva di imperfezioni, si combinava a una corporatura esile e un portamento impeccabile, che gli conferivano un'aria composta ma al tempo stesso delicata. Il completo che indossava sembrava cucito su misura, adattandosi perfettamente alla sua figura sottile. Nonostante il suo sorriso cortese, nei suoi occhi si intravedeva una leggera ombra di pena, come se fosse consapevole delle responsabilità che accompagnavano il suo ruolo.
JungKook non aveva bisogno di ulteriori spiegazioni: intuiva già ciò che lo aspettava. Il comportamento di Koyuki non aveva mai lasciato spazio a dubbi sul suo interesse per lui. Con un cenno gentile, Kanjiro lo invitò a seguirlo. Mentre camminava accanto al segretario, JungKook cercava di mettere ordine nei propri pensieri, consapevole che un'altra umiliante situazione era imminente.
Quando si fermarono davanti a una porta chiusa, Kanjiro bussò leggermente. «La signora Kato è pronta ad accoglierla», annunciò con voce neutra, mentre dall'interno giungeva una risposta pacata ma autoritaria: «Avanti».
JungKook si ritrovò con la mano sulla maniglia, esitante. Gli occhi di Kanjiro lo fissavano con un'espressione che mescolava cortesia e una sorta di muta comprensione, un atteggiamento che paradossalmente aumentava il suo disagio. Sentiva il peso di essere intrappolato in una dinamica che non poteva controllare, una condizione che gli ricordava fin troppo bene il prezzo della sua natura di Omega.
«Puoi entrare, JungKook-ssi», fu l'invito porto dal segretario della donna.
Prima di entrare, chiuse gli occhi per un attimo. La memoria di TaeHyung gli attraversò la mente: l'immagine del suo volto sereno mentre dormiva accanto a lui quella mattina. Era un pensiero che lo confortava, dandogli la forza di affrontare ciò che lo aspettava.
Respirò profondamente, poi aprì la porta.
All'interno, una penombra soffusa avvolgeva la stanza. Koyuki, distesa su un letto, era un'immagine di bellezza letale, la sua figura sinuosa messa in risalto dalla luce tenue. La sua pelle pallida sembrava quasi brillare, mentre i suoi movimenti erano calibrati per catturare ogni attenzione. Non si poteva negare il fascino magnetico che emanava, ma JungKook non provava altro che distacco.
«Mi scuserai se non ti offro lo spettacolo della mia miglior lingerie, preferisco evitare inutili formalità» disse lei, il tono basso e vellutato, mentre si alzava con una grazia innata. Il suo sorriso era affilato, ogni gesto studiato per impressionare. «Credo sia più semplice andare dritta al punto».
JungKook rimase fermo, i suoi occhi che incontravano i suoi con una sfida silenziosa. Koyuki era abituata ad avere tutto ciò che desiderava senza fatica, ma lui non si sarebbe lasciato piegare. La sua posizione poteva essere svantaggiata, ma non avrebbe ceduto al ruolo che altri cercavano di imporgli.
«Non parlare», sussurrò lei, avvicinandosi con fare predatorio, «Agisci!»
JungKook mantenne la calma, il suo respiro controllato. La sua forza non stava nel confronto fisico, ma nel suo spirito. Qualunque fosse il gioco di Koyuki, sapeva di poterlo affrontare. Non era più solo il ragazzo fragile che era stato un tempo: adesso aveva qualcuno da proteggere, qualcuno per cui lottare.
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Addicted I
Fiksi Penggemar[Omegaverse] Un amore malato lo definirebbero molti Ma noi lo chiameremo Addicted. Perché? Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro. Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro. Perché sono arresi e...
