~ Episodio 3 ~
Dice Che Tu Sei Il Ragazzo Più Bello...
Dopo un lungo periodo di riflessione, trascorso interamente davanti alla grande finestra del suo ufficio, TaeHyung si decise a uscire. Il pensiero di JiMin, della tensione tra loro e di come la situazione fosse sfuggita di mano, lo tormentava. JungKook aveva ragione, doveva scusarsi. Prima di andare direttamente da lui, fece una sosta per comprare qualcosa da mangiare. Forse, pensò, il cibo avrebbe aiutato a stemperare l'atmosfera, a rompere quel ghiaccio fatto di silenzi pesanti e sguardi sfuggenti. Quello era il loro modo di comunicare, un modo che negli ultimi tempi si era perso tra le pieghe dei continui litigi.
Quando arrivò a casa di JiMin, percepì subito la tensione nell'aria. Nonostante fossero amici da anni, il recente accumulo di cose non dette gravava sul loro rapporto. Si scambiarono poche parole di cortesia prima di affrontare il vero motivo della visita. Decisero di parlare mentre mangiavano, nella speranza che quel gesto semplice potesse rendere il confronto meno ostile.
Seduti al tavolo, TaeHyung iniziò a divorare il cibo con voracità. Aveva saltato persino la colazione dopo lo scontro di quella mattina, e la frenesia della giornata lo aveva lasciato esausto. Ma, per quanto fosse affamato, sapeva bene che non era il cibo il motivo per cui si trovava lì.
«Questa storia di JungKook...» cominciò, tra un boccone e l'altro, «...mi sta facendo impazzire. Non so più come comportarmi con lui».
JiMin lo osservò per un istante, poi abbassò lo sguardo sul piatto. Sul suo volto si leggeva chiaramente il peso della situazione. Quando infine parlò, la sua voce fu ferma, priva di esitazioni: «Comincia a comportarti come un essere umano, non come una bestia».
TaeHyung si bloccò, le bacchette sospese a mezz'aria. Di colpo, la fame gli parve meno impellente.
«Mi ero già scusato con lui» disse infine, ma il tono tradiva un'incertezza che forse nemmeno lui voleva ammettere. «Aveva frainteso tutto. Ora sa che non ho tradito il suo segreto eppure sembra andare sempre peggio».
JiMin si passò una mano sul volto in un gesto carico di frustrazione. «Amico mio, io non so come tu faccia a essere così impedito». Il tono era stanco, ma affettuoso, nonostante tutto, cercava ancora di aiutarlo a vedere il quadro completo.
TaeHyung spalancò gli occhi, perplesso.
«Lo hai accusato di essere in combutta con tuo padre e di non poterti fidare di lui, anche se non ha praticamente dormito pur di sistemare lo scherzo che ci ha fatto!» proseguì JiMin, «E hai praticamente detto che ha fatto sesso con me, solo perché ci hai visti dormire vicini» questa volta alzò la voce. «E tu pensi che una semplice scusa possa cancellare tutto questo?»
TaeHyung rimase in silenzio. Le parole di JiMin colpirono nel segno, costringendolo ad affrontare una verità che aveva cercato di ignorare. Non si trattava solo di scusarsi. JungKook aveva provato ad aiutarlo, mentre lui non aveva fatto altro che dubitare e accusarlo.
Si appoggiò allo schienale della sedia, lo sguardo perso nel vuoto. Sapeva che JiMin aveva ragione: aveva gestito male la situazione sin dall'inizio e ora doveva trovare un modo per rimediare. Ma affrontare JungKook da solo gli sembrava troppo rischioso. Ogni loro incontro recente era sfociato in tensione e discussioni, e l'idea di ritrovarsi nuovamente faccia a faccia con lui gli dava un senso di malessere. Si passò una mano tra i capelli, esausto per il vortice di emozioni della giornata.
«Forse» disse infine, con un tono più misurato, «Dovremmo incontrarlo in un luogo pubblico. Così almeno evitiamo di litigare. Con tanta gente intorno sarebbe più facile conversare civilmente».
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Addicted I
Fanfiction[Omegaverse] Un amore malato lo definirebbero molti Ma noi lo chiameremo Addicted. Perché? Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro. Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro. Perché sono arresi e...
