~ Episodio 3 ~
La Tempesta
«Il ristorante che mi hanno consigliato chiude presto» annunciò TaeHyung con una punta di praticità nella voce. «Che ne dici di mangiare e tornare in albergo, visto che domattina hai gli allenamenti?»
JungKook annuì senza obiezioni e si lasciò guidare verso l'auto, incuriosito.
Durante il tragitto, non smise di fare domande sulla destinazione, ma TaeHyung si limitò a sorridere con aria misteriosa, ostinandosi a non rispondere. Solo quando si fermarono di fronte al locale il mistero venne finalmente svelato. JungKook storse il naso, lanciando un'occhiata all'insegna.
«Gukbap?»¹
TaeHyung annuì con aria soddisfatta. «No, il miglior gukbap di pesce della città», proruppe con fare teatrale.
JungKook lo guardò scettico. «Non mi hai neanche chiesto se mangio il pesce».
TaeHyung sgranò gli occhi, esagerando l'espressione come se fosse la peggiore rivelazione della serata. «Cavolo, JungKook-ah, già non mangi maiale se hai problemi anche con il pesce, non ti porto più da nessuna parte».
JungKook scoppiò a ridere, divertito dall'improvvisa vena drammatica dell'altro. «Scontroso» commentò, prendendolo sotto braccio. «Dobbiamo fare in fretta e portarti a dormire, o diventi intrattabile come un vecchietto».
Si avviarono verso l'ingresso e, un istante prima di varcare la soglia, JungKook lasciò il braccio di TaeHyung. L'Alfa lo seguì con uno sguardo interrogativo ma divertito.
All'interno, il locale era proprio come ci si sarebbe aspettati: semplice, senza pretese, ma accogliente nel suo stile spartano. I tavoli, di dimensioni e materiali diversi, davano l'idea di un posto vissuto e frequentato, mentre una parete di mattoni raccontava di clienti passati di lì chissà quante volte. Sopra le loro teste, un ventilatore appeso un po' alla buona smuoveva debolmente l'aria, aggiungendo un tocco di autenticità all'atmosfera modesta.
Ma a JungKook tutto questo piaceva. Non aveva dubbi che TaeHyung avesse scelto quel posto proprio per lui, per non metterlo a disagio in un locale troppo elegante e fargli gustare qualcosa di caldo e diverso. Tra un boccone e l'altro, i due risero, scherzarono e si godettero la compagnia senza fretta. Solo intorno alle nove, soddisfatti, decisero di tornare in albergo.
All'uscita, l'aria si era fatta più pungente e JungKook rabbrividì impercettibilmente. TaeHyung, senza esitare, si sfilò il maglione che teneva intorno alle spalle e lo posò su quelle di JungKook.
«Adesso non sarai tu a sentire freddo?» chiese l'Omega, guardandolo con un accenno di preoccupazione.
TaeHyung gli afferrò il braccio e appoggiò la testa contro il suo avambraccio. «Sto bene così. Tranquillo» sussurrò con tono affettuoso, come se quel gesto fosse già un'abitudine, un modo di prendersi cura di lui.
JungKook cominciava a pensare che TaeHyung portasse maglioni e cappotti solo per il piacere di lasciarglieli ogni volta, più che per ripararsi dal freddo.
Appena arrivarono in albergo, JungKook notò subito che una parte della squadra era sparpagliata tra l'ingresso, la reception e il corridoio. Il suo sguardo corse veloce alla ricerca di JinYoung e dei due Alfa, ma solo quando si avvicinarono alla reception li vide, intenti a prendere le loro chiavi. JinYoung, non appena lo notò, si avvicinò con un sorriso obliquo.
«E così ci hai dato buca. Quello con te chi è?» chiese JinYoung, inclinando appena il capo verso TaeHyung, che attendeva poco distante la sua chiave magnetica.
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Addicted I
Fanfiction[Omegaverse] Un amore malato lo definirebbero molti Ma noi lo chiameremo Addicted. Perché? Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro. Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro. Perché sono arresi e...
