~ Episodio 1 ~
Una Distanza Insopportabile
- 22 Novembre, Domenica -
Desiderare può essere estenuante.
I desideri affondano nelle profondità del cuore, radicandosi in silenzio, fino a trasformarsi in una forza che guida ogni pensiero, ogni gesto, spesso senza che ce ne accorgiamo. Ma più li inseguiamo, più sembrano sfuggirci. E in questa corsa inarrestabile ci consumiamo, prigionieri di un ciclo incessante di speranza e delusione, un vortice che ci lascia esausti. L'insoddisfazione che ne deriva è come una nebbia fitta, che si insinua sotto la pelle e vela la luce che un tempo brillava nelle nostre aspirazioni.
La tristezza nasce proprio da lì, dal desiderio inappagato, da quella distanza insopportabile tra ciò che vogliamo e ciò che possiamo raggiungere. Desideriamo ciò che crediamo possa colmare i vuoti dell'anima, ma spesso ci inganniamo. Non è il desiderio in sé a distruggerci, ma l'aspettativa del suo compimento: la speranza che, quando disattesa, lascia in bocca un'amarezza che non si dissolve.
Eppure, tra un desiderio e un sogno esiste una sottile differenza. Il sogno è evasione, rifugio in un mondo dove tutto è possibile. È la fantasia che alimenta la nostra immaginazione, distante dalla concretezza. Il desiderio, invece, ci incatena alla realtà: è un filo teso verso qualcosa di tangibile, sempre a portata di mano, ma mai abbastanza vicino. I sogni ci portano lontano, i desideri ci ancorano al presente, costringendoci a scegliere se lasciarli andare o lottare per essi con tutto ciò che abbiamo.
JungKook si era svegliato presto quella mattina. Il cielo era ancora avvolto nelle ombre della notte e l'aria fredda di novembre gli pungeva il viso mentre infilava la tuta da allenamento. Il gelo che sferzava la pelle era una sensazione familiare, un muto promemoria di quanto poco tempo avesse dedicato a sé stesso nelle ultime settimane. Novembre era stato un mese opprimente: le sessioni di allenamento erano scivolate via, soffocate dagli impegni e dalle preoccupazioni. Il venerdì sera, quando lo aveva chiamato per annunciare la sua assenza durante gli allenamenti del giorno seguente, l'allenatore non era stato affatto tenero. La strigliata che gli aveva riservato era stata dura, carica di aspettative disattese, e la punizione non si era fatta attendere: un allenamento straordinario per la prima squadra, proprio quella domenica mattina, con le gare universitarie ormai alle porte non potevano sprecare un intero fine settimana.
Il respiro di JungKook si condensava nell'aria mentre i suoi passi battevano regolari sull'asfalto umido. Ogni falcata, ogni sforzo era un tributo a quel futuro che inseguiva con ostinazione. Eppure, dietro la dedizione, si annidava qualcosa di più profondo. Aveva sacrificato molto, compreso il suo allenamento, per aiutare TaeHyung, e lo aveva fatto senza che l'Alfa ne fosse nemmeno consapevole. Non aveva cercato gratitudine, non aveva chiesto nulla in cambio, ma la stanchezza cominciava a pesargli addosso.
Corse per un'ora, mantenendo un ritmo costante. Non esagerò, perché un'eccessiva fatica avrebbe potuto compromettere la prestazione durante l'allenamento con la squadra, che si sarebbe tenuto di lì a qualche ora. Il freddo dell'alba aveva risvegliato i suoi sensi, ma non era riuscito a dissipare il peso che gli gravava sul petto. TaeHyung. Il pensiero della sera precedente era ancora vivido nella mente e continuava ad insinuarvisi con l'insistenza di un'eco scomoda. L'ombra della rissa alimentava una preoccupazione che faticò a ignorare. Quante altre volte avrebbe dovuto assistere a scene simili? Quante altre volte TaeHyung avrebbe ceduto all'istinto possessivo del suo essere Alfa, cercando lo scontro per affermare un possesso che, agli occhi del mondo, non esisteva?
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Addicted I
Fanfiction[Omegaverse] Un amore malato lo definirebbero molti Ma noi lo chiameremo Addicted. Perché? Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro. Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro. Perché sono arresi e...
