Capitolo 47 -Lillà-

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Capitolo 47

Lillà

-Essere Fra Le Nuvole-







"Essere tra le nuvole è una condizione strana e seducente, quasi uno stato di sospensione. Chi vi si trova smette di percepire il peso della realtà, lasciandosi avvolgere dalla morbidezza impalpabile di pensieri leggeri, vaghi, simili a quelle nuvole lontane che scorrono nel cielo senza confini. È un abbandono in cui la mente si perde, dove tutto sembra possibile e la distanza dal mondo offre una tregua, una pausa dalla fatica del vivere quotidiano...

C'è però un pericolo ancora più subdolo nel cullarsi nei sogni e nei desideri: le nuvole possono farsi ingannevolmente confortanti, al punto da farci credere che restarci sia più sicuro che tornare a terra...

...

Quando arrivò davanti all'azienda, aveva il fiato corto. La corsa fino a lì era stata un'ennesima prova del suo impegno a non deludere TaeHyung, soprattutto sapendo della videoconferenza fissata per le 8 e 15. Si fermò un istante, il respiro ancora pesante, e si sistemò i capelli nella vetrata riflettente del Paul Basset. Un'abitudine che avrebbe dovuto perdere, perché ogni volta finiva per scorgere dettagli che sarebbe stato meglio ignorare.

L'immagine che lo colpì quella mattina, però, fu come uno schiaffo. Attraverso la vetrata, i suoi occhi si posarono su TaeHyung, seduto con la sua fidanzata: la coppietta dell'anno impegnata in un'intima colazione. L'Alfa era lì, immerso in quella scena ordinaria e dolce, parte di un mondo a cui JungKook non aveva diritto di accedere.

...

All'una e mezza in punto, l'ospite atteso per la riunione era già seduto nell'ufficio di TaeHyung, impeccabile e puntuale. JungKook, scrupoloso come sempre, si era premurato di accoglierlo con la massima cortesia: aveva offerto una bevanda sia all'uomo sia al suo segretario e si era assicurato che entrambi fossero a proprio agio. Tuttavia, col passare dei minuti, diventava sempre più evidente che la figura più importante di quella riunione non si era ancora presentata. TaeHyung era in ritardo.

¨«Si sarà forse appartato con YoonGi?»¨

La sola possibilità gli serrò lo stomaco.

TaeHyung lo scrutò per un momento, mantenendo il tono pacato. «Perché sembri arrabbiato».

JungKook non rispose. Voltò le spalle e si avviò verso l'uscita. La pazienza gli era scivolata via insieme alla voglia di spiegare. ¨«Se neanche capisce dove ha sbagliato, parlare è inutile»¨. Ma prima di andarsene, lasciò sfuggire un sibilo velenoso:

«E tu sembri stronzo».

TaeHyung scattò, raggiungendolo con passi decisi. Provò a trattenerlo, ma JungKook si divincolò con uno scatto.

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