[Omegaverse]
Un amore malato lo definirebbero molti
Ma noi lo chiameremo Addicted.
Perché?
Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro.
Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro.
Perché sono arresi e...
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Capitolo 40
Smilace
-Atteggiamento Amorevole-
"Un breve silenzio calò nella stanza, interrotto solo dal lieve tintinnio delle posate sul piatto. Poi, con un cambio di tono quasi impercettibile, la donna sollevò lo sguardo dal caffè e introdusse un nuovo argomento. «E la cena a casa dei Park? Come ti sei trovato? Con ShinHye va tutto bene?»
TaeHyung poggiò con lentezza la tazza sul tavolo, cercando di mascherare il disagio che quella domanda gli suscitava. «La cena è stata formale, come mi aspettavo. Sono stati educati, ma non posso dire di essermi sentito coinvolto nella conversazione. Quanto a ShinHye...» Fece una pausa, il tono appena più freddo. «È una donna elegante e di ottima presenza, ma non saprei dire molto di più. Non la conosco abbastanza per esprimere un giudizio approfondito».
MiSeon osservò attentamente il figlio, come se volesse scrutare oltre le sue parole. «Forse dovresti concederle il beneficio del dubbio. A volte, le persone si rivelano diverse in contesti meno formali. Non sempre ciò che appare in superficie racconta tutta la storia».
TaeHyung sollevò lo sguardo verso di lei, un accenno di esitazione nei suoi occhi scuri. «Può darsi, ma non credo che forzare una conoscenza possa portare a qualcosa di autentico».
La donna sorrise con dolcezza, poggiando le mani sul bordo della tazza. «La sincerità è importante, è vero. Ma anche ciò che è autentico può richiedere tempo per emergere. A volte bisogna avere pazienza, TaeHyung».
Quelle parole rimasero sospese nell'aria, come una melodia malinconica che non trovava conclusione. TaeHyung non rispose, preferendo lasciare che il silenzio parlasse per lui. Ma dentro di sé, il peso di quella conversazione continuava a crescere, intrecciandosi con dubbi che non sapeva ancora come affrontare.
«Lo so. Farò ciò che è necessario, mamma», aggiunse quella frase solo per tranquillizzarla ma nella testa di TaeHyung le parole che aveva sentito non ricordavano il suo rapporto con la bella figlia dei Park, ma il suo rapporto con un ragazzo dai capelli scuri che avrebbe sicuramente richiesto molto tempo per emergere.
...
Mentre la conversazione riprendeva, TaeHyung rivolse un'ultima occhiata fugace a JungKook. Notò il suo atteggiamento più distante, ma per ora scelse di non commentarlo.
TaeHyung si spostò leggermente sulla sedia e con un gesto elegante spinse quella accanto a lui, quella che avrebbe dovuto occupare JungKook, invitando la giovane Omega a sedersi. «Accomodati», disse con voce calma, attirando l'attenzione della cameriera con un cenno. «Portaci una cioccolata calda, per favore».
JungKook, che fino a quel momento aveva mantenuto una discreta distanza, non poté trattenersi. Si chinò leggermente verso TaeHyung, abbassando la voce. «Porti un tè caldo», intervenne con prontezza, sussurrando poi solo per lui: «Non può berla la cioccolata, hyung».
TaeHyung si voltò verso di lui, un leggero sorriso di gratitudine increspò le sue labbra. Annuì senza protestare, poi si girò verso la ragazza, che aveva arrossito visibilmente per l'attenzione ricevuta. Le posò una mano sulla spalla con un gesto che sembrava del tutto naturale, come se volesse metterla a suo agio. «Mi devi scusare per l'errore», le disse, il tono gentile, quasi affettuoso.
La ragazza abbassò lo sguardo, ancora più imbarazzata, ma il suo sorriso era dolce. «Non si preoccupi, TaeHyung-nim, è stato molto gentile a pensare a me», rispose con un tono pieno di gratitudine."