Non Vado Da Nessuna Parte

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~ Episodio 1 ~

Non Vado Da Nessuna Parte







- 25 Novembre, mercoledì -



Essere tra le nuvole è una condizione strana e seducente, quasi uno stato di sospensione. Chi vi si trova smette di percepire il peso della realtà, lasciandosi avvolgere dalla morbidezza impalpabile di pensieri leggeri, vaghi, simili a quelle nuvole lontane che scorrono nel cielo senza confini. È un abbandono in cui la mente si perde, dove tutto sembra possibile e la distanza dal mondo offre una tregua, una pausa dalla fatica del vivere quotidiano.

Ma questo vagare etereo ha un prezzo. Mentre la mente si libra, la realtà non si ferma ad aspettare. La vita, con il suo ritmo inarrestabile, continua a scorrere. Restare troppo a lungo tra le nuvole significa rischiare di perdere il contatto con ciò che è concreto, con ciò che è urgente. E le conseguenze non tardano a manifestarsi: decisioni rimandate, opportunità perdute, errori che si insinuano tra le pieghe dell'assenza.

C'è però un pericolo ancora più subdolo nel cullarsi nei sogni e nei desideri: le nuvole possono farsi ingannevolmente confortanti, al punto da farci credere che restarci sia più sicuro che tornare a terra. Così, si inizia a costruire un mondo tutto nostro, fatto di illusioni, una realtà parallela che ci offre ciò che, nel mondo reale, sembra mancare. Ci si rifugia in quella felicità immaginaria, dimenticando che, nel farlo, rischiamo di allontanarci da ciò che è autentico e presente, da chi ci sta accanto, da ciò che merita davvero la nostra attenzione.

E poi, come il sole che scompare dietro le nubi, anche la luce della nostra consapevolezza si offusca. Quando finalmente si ritorna, quando si prova a riaprire gli occhi sulla vita vera, ci si accorge che qualcosa è cambiato. Il tempo è passato e, nel nostro distratto vagare, abbiamo perso l'occasione di influenzare ciò che accadeva intorno a noi. Abbiamo lasciato che il destino di chi resta con i piedi per terra si scrivesse senza di noi.

Certo, il sogno tra le nuvole è dolce, irresistibile. Ma la vita vera esige attenzione, presenza. Stare lassù ci ricorda quanto sia facile perdere il filo della realtà mentre inseguiamo quel fragile riflesso di felicità che galleggia nel cielo, senza mai toccare il suolo.

Il suono della sveglia squarciò la quiete della stanza buia come un colpo di fucile. TaeHyung si voltò a fatica, allungando una mano verso l'odioso dispositivo che continuava a vibrare. Non era abituato a quell'ora – troppo presto, troppo ostile – e, per un attimo, gli occhi gli bruciarono come se non si fossero mai chiusi per la notte.

Si sedette sul bordo del letto e lasciò cadere il capo tra le mani, strofinandosi il viso ancora segnato dal sonno interrotto. Le cose erano andate troppo bene, ultimamente, con JungKook, e il ricordo di quei momenti gli si infilò in testa, portando una nota dolce al risveglio. Ma con essa arrivò anche la consapevolezza di ciò che l'attendeva.

Doveva incontrare la sua fidanzata per una colazione che, francamente, non desiderava affatto. ShinHye aveva insistito e, pur di togliersela di torno per un po', aveva accettato; non senza una piccola rivalsa. Come ultimo atto di protesta, le aveva chiesto di vedersi a un orario impensabile, spiegandole che la sua agenda era piena per tutto il giorno.

Dopo qualche minuto di preparazione mentale, TaeHyung si alzò, strascicandosi verso la cabina armadio. Scelse il capo meno elegante e più trasandato che possedesse: una tuta grigio ceruleo, incredibilmente larga, che avrebbe tolto appena entrato in ufficio. La scelta era stata calcolata. Svegliare ShinHye all'alba e presentarsi con un abbigliamento in netto contrasto con la sua solita eleganza era una doppia provocazione. Con un sorriso vagamente soddisfatto, pensò che la sua cabina armadio, ricca di capi adatti a ogni occasione, gli sarebbe tornata utile non appena rientrato in ufficio.

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