Capitolo 45 -Bottoni D'Oro-

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Capitolo 45

Bottoni D'Oro

-Pettegolezzi, Critiche E Dicerie-









"Quante persone hanno perso tutto per un nonnulla sussurrato in un corridoio? E quante altre giacciono in silenzio, ferite da parole che non hanno mai trovato la forza di fronteggiare? Il pettegolezzo si nutre dell'ansia della società di sapere, di possedere una versione semplificata della complessità altrui. E nel farlo, semina distruzione, perché la verità, sfigurata, rimane sepolta sotto strati di menzogne.

Le parole sono come piume di un cuscino strappato e scosso al vento: si disperdono nell'aria, impossibili da raccogliere...

...

Proprio in quel momento, MiSeon si soffermò su JungKook, scrutandolo con un'espressione perplessa. «Hai gli occhi lucidi, JungKook-ah. Hai la febbre?», chiese, la preoccupazione evidente nel tono.

JungKook scosse la testa con decisione, cercando di dissipare il sospetto, mentre TaeHyung lo osservava con più attenzione.

«Forse lo hai solo messo in imbarazzo, mamma», intervenne l'Alfa, tentando di sdrammatizzare. Tuttavia, il lieve tremore che aveva colto nei movimenti di JungKook non gli sfuggì.

...

All'improvviso, mentre sorseggiava il tè, la segretaria posò gli occhi su JungKook, scrutandolo con attenzione. «Hai per caso la febbre?» chiese con tono del tutto casuale, ma genuinamente preoccupato.

JungKook si irrigidì per un istante, sorpreso che anche lei avesse notato qualcosa, ma si riprese in fretta e scosse la testa con naturalezza. «No, sto bene» rispose con voce calma, senza lasciar trasparire alcuna esitazione. Poi, senza perdere tempo, aggiunse con un sorriso educato: «Ti va un'altra tazza di tè?»

...

Mentre attendevano l'arrivo dell'ospite fuori dal locale, JiMin si avvicinò a TaeHyung, scrutandolo con un'ombra di preoccupazione.

«JungKook sta bene?» domandò, con una nota d'ansia nella voce.

TaeHyung lo fissò, leggermente interdetto, senza cogliere subito il senso della domanda.

«Ha gli occhi lucidi. Spero che tu non lo abbia trattato male» aggiunse JiMin, con un tono più diretto.

...

«Ma che cazzo di domande fai?» sbottò, chiudendo l'acqua con un gesto brusco e avviandosi verso la macchinetta dell'aria calda per asciugarsi le mani.

L'assistente non si arrese. Si avvicinò ancora di più con un ghigno maligno, riducendo pericolosamente lo spazio tra loro.

«Beh, si dice in giro che si scopi tutti i suoi segretari».

Addicted IDove le storie prendono vita. Scoprilo ora