Altro Che Dafne

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~ Episodio 2 ~

Altro Che Dafne










Quando tornarono in ufficio, l'atmosfera era mutata. Il sole, seppur timido e freddo, si era fatto largo tra le nuvole grigie del mattino, creando riflessi pallidi che attraversavano le ampie finestre. L'orologio segnava quasi l'ora di pranzo, ma JungKook, ancora intriso dell'adrenalina della riunione, era concentrato sugli impegni incombenti.

«Posso già ordinare il pranzo?» chiese, aspettandosi la solita risposta distratta di TaeHyung.

Ma l'Alfa sembrava avere in mente altro. Senza dire nulla, si diresse verso la cabina armadio, togliendosi giacca e cravatta con movimenti lenti e misurati, quasi come se volesse concedersi un momento di tregua. JungKook lo seguì – anche lui doveva togliersi di dosso quegli abiti troppo formali –, ignaro del cambiamento che aleggiava nell'aria, pronto a discutere del programma per il resto della giornata.

Tuttavia, quando si affacciò alla porta della cabina, si bloccò.

TaeHyung era a torso nudo, la luce morbida della stanza esaltava il suo corpo scolpito. Le spalle ampie, i muscoli definiti e la calma con cui si muoveva avevano il potere di ipnotizzarlo. JungKook restò immobile un istante di troppo, il cuore che batteva irregolarmente. «Scusami», mormorò, la voce appena percettibile, ma senza l'effettiva intenzione di andarsene.

L'Alfa sollevò lo sguardo verso di lui, senza mostrare il minimo segno di imbarazzo. «Non è niente», rispose con una voce inaspettatamente morbida, quasi tentatrice. «Se preferisci indossare un maglione più caldo, puoi farlo. Non ho più bisogno che indossi il completo».

Il tono era calmo, ma c'era un sottotesto che vibrava nell'aria, un richiamo implicito che JungKook non riusciva a ignorare. Ogni parola sembrava portare un significato nascosto, una promessa sottile che sfiorava i confini di ciò che non era stato detto.

JungKook lo fissò per un lungo momento, combattuto tra l'incertezza e una nuova audacia che sembrava nascere dal nulla. Quanto tempo era passato dall'ultima volta che si erano lasciati trascinare dalla forza incontrollabile della loro attrazione? Troppo, pensò. Decisamente troppo.

«Potresti sempre riscaldarmi tu, invece del maglione», disse JungKook, la voce intrisa di una provocazione che sfidava apertamente ogni limite, persino i suoi.

L'effetto fu immediato. Gli occhi di TaeHyung si accesero di un rosso intenso, quel bagliore primordiale che tradiva l'Alfa, incapace di mascherare il desiderio che lo stava divorando. Non si erano però accesi di rubino persino per ShinHye, per la quale lui era certo di non provare nessun sentimento - non positivo almeno. Scosse la testa, non voleva permettere alla sua testa di rovina quel momento pensando a quella donna.

Senza una parola, si mosse con un'impetuosità che non lasciava spazio a dubbi: lo afferrò con decisione per le cosce, sollevandolo senza alcuno sforzo apparente. JungKook, colto alla sprovvista dalla forza dell'Alfa, si aggrappò istintivamente alla sua vita, il cuore che martellava mentre sentiva il calore che attraversava i loro vestiti.

TaeHyung lo portò verso il divano, come se ogni altro spazio fosse inadatto a contenere l'urgenza che li consumava. Lo adagiò lì, con un bisogno feroce che sembrava aver atteso troppo a lungo per essere espresso. L'aria nella stanza si fece densa, il mondo esterno svanì, lasciandoli avvolti in una bolla in cui solo loro due esistevano.

L'Alfa lo sovrastava, il respiro caldo e affannoso che sfiorava la pelle dell'altro. Ogni bacio, ogni tocco sembrava portare con sé una promessa di rivendicazione, un richiamo alla connessione profonda che li univa e che, nonostante tutto, si ostinavano a ignorare.

Addicted IDove le storie prendono vita. Scoprilo ora