Capitolo 25 (Evento unico)

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5 giorni dopo
Theo

Cinque giorni. Cinque giorni di pura confusione, con il volto di Becky incastrato nei miei pensieri come un chiodo fisso. Cinque giorni in cui ogni tentativo di concentrarmi sul lavoro era stato vano: bastava chiudere gli occhi per rivivere quel sorriso, sentire il suono della sua voce, e il battito del cuore mi sfuggiva dal controllo.

Quel pomeriggio, bloccato in ufficio tra documenti e fatture, continuavo a ripercorrere mentalmente quel nostro incontro fortuito, quell'istante di occhi negli occhi senza parole. Mi tormentava il dubbio: perché non ero riuscito ad avvicinarmi, a dirle qualcosa? Cosa avevo da temere? Eppure, quel muro invisibile tra noi sembrava intatto, come fosse impossibile da abbattere.

Una notifica interrompe il mio flusso di pensieri: una nuova email. Il mittente attira subito la mia attenzione: "EVENTO STRAORDINARIO NELLA LIBRERIA 'BECKY'S WORLD' ALLE 21." Il cuore mi batte un po' più veloce. Un evento da Becky? Una parte di me urla di lasciar perdere, di evitare rischi. Ma il resto, quella parte ribelle che non riesce mai a fare a meno di lei, sente una smania irrefrenabile: devo andare. Devo vederla, anche solo per capire se è rimasto qualcosa di noi, tra la folla, tra il rumore.

In preda a quell'impulso che non riesco a fermare, chiamo Ethan, il mio migliore amico. Quando risponde, non perdo tempo: "Ehi Ethan, stasera c'è un evento in una libreria che conosciamo... ti va di venire con me?"

Lui non esita nemmeno. "Certo, Theo. Potrebbe essere interessante." La sua tranquillità mi fa sentire meno fuori posto. Mi sento quasi al sicuro, come se Ethan fosse un'ancora che potrà tenermi saldo anche se dovessi trovarmi di fronte a... qualsiasi cosa.

La serata arriva presto, dopo un pomeriggio che scivola via troppo in fretta. Ceno con Ethan in un ristorante, ma ho già lo sguardo lontano, perso nel pensiero di quello che sta per succedere. Mi chiedo cosa troverò in quella libreria. E cosa mi aspetta lì dentro.

Arrivati davanti alla vetrina, resto colpito dall'atmosfera festosa. Luci calde decorano l'ingresso, festoni colorati incorniciano la porta; un profumo lieve di caffè e carta riempie l'aria. Il mio istinto mi dice di rallentare, di aspettare. Ethan, invece, è già oltre: lui è tutto un entusiasmo, un'esuberanza che contrasta col mio stato d'animo tormentato.

Da fuori, la vedo. È immersa nel suo mondo, sorridente, solare, accogliente. Becky non ha bisogno di dire nulla per incantare chiunque la osservi: basta il modo in cui si muove tra la folla, il modo in cui parla ai clienti, come se ognuno di loro fosse l'unico al mondo. Ogni sorriso sembra carico di sincerità, e per un attimo, sento quel calore anche su di me. Non è cambiata, eppure sembra diversa. E io, in quel momento, mi rendo conto che non riesco a restare solo uno spettatore.

Finalmente varco la soglia. La libreria è più affollata di quanto mi aspettassi. Ethan si immerge subito in una conversazione con alcuni partecipanti, lasciandomi lì, in un angolo, ancora incerto su cosa fare. Mi muovo con cautela, cercando di non attirare troppo l'attenzione, mentre il mio sguardo la segue senza sosta, osservando ogni suo gesto. Sento che ogni passo mi avvicina a qualcosa di inevitabile, e quella consapevolezza mi stringe il petto.

All'improvviso, l'evento sta per iniziare. Becky sale su un piccolo palco al centro della sala, e io mi faccio largo tra la folla per avere una vista migliore. Non riesco a distogliere gli occhi da lei, e ogni tanto i nostri sguardi si incrociano. Quei momenti sono pugni nello stomaco, come se ogni volta mi ricordassero che, per quanto abbia tentato di andare avanti, c'è una parte di me che non è mai riuscita a lasciarla andare.

Mentre prende il microfono e si prepara a parlare, i nostri sguardi si incontrano con un'intensità che mi lascia senza respiro. È come se quel contatto visivo fosse una corrente, un filo invisibile che riemerge dal passato e che, in qualche modo, ci tiene ancora legati. Un déjà vu che mi colpisce con una forza quasi dolorosa: non avrei mai immaginato che in un istante tanto breve potessi sentire tutto questo.

Per un attimo, il resto del mondo scompare. Non ci sono più le voci, i rumori, le risate. Ci siamo solo noi, in quella libreria, in quel momento. Becky mi guarda come se anche lei stesse cercando di capire qualcosa, come se anche lei avesse bisogno di risposte.

Poi, senza preavviso, rompe il contatto visivo e si volta per dare inizio all'evento. E io rimango lì, fermo, come sospeso. Non so se avrei il coraggio di andarle a parlare, ma una cosa è certa: quel richiamo è reale, e ogni parte di me mi dice che devo capire cosa significa tutto questo.

Mi guardo intorno, mentre il brusio della sala ritorna a essere il sottofondo della serata. So che non posso andarmene ora. Non quando sento che questa notte potrebbe essere l'inizio di qualcosa... o la fine di tutto.

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