Capitolo 23 (Vecchi ricordi)

1 1 0
                                        

Cinque anni dopo
Theo

Cinque anni erano passati, e ogni istante sembrava aver scolpito un altro strato di vita, di esperienze, e di cambiamenti profondi. Quando avevo lasciato la mia città natale per trasferirmi a New York, ero un ragazzo intrappolato tra le aspettative degli altri e i miei sogni appena abbozzati. Ma il destino mi aveva portato altrove, in un ruolo più grande di quanto avessi immaginato: seguire le orme di mio padre, assorbire la sua determinazione e adattarmi a una realtà completamente diversa da quella che avevo conosciuto.

Mio padre aveva sempre avuto un modo di fare le cose diretto e preciso. Forse per questo mi era sembrato naturale lasciarmi alle spalle gli amici, la squadra, le sicurezze di una vita semplice, e abbracciare le sfide che la città offriva. Ogni giorno a New York era un continuo test, una spinta a migliorare, e io mi aggrappavo a questo senso di crescita per non perdere il contatto con chi stavo diventando.

Eppure, anche in una città che sembra risucchiare ogni traccia di nostalgia, qualcosa dentro di me continuava a riportarmi indietro, ai momenti in cui non c'erano aspettative, solo noi, io e lei. Becky. Non avrei mai immaginato che i nostri cammini potessero incrociarsi di nuovo, nemmeno a distanza.

Fu Ethan a parlarmi della nuova libreria in città, "Becky's World". All'inizio pensai fosse una coincidenza, ma poi, guardando l'insegna su uno schermo, capii. Lei era qui, a pochi isolati di distanza, e aveva costruito qualcosa che solo lei avrebbe potuto creare. In quell'istante, tutto quello che avevo cercato di seppellire - la nostalgia, i rimpianti, perfino la gelosia - riemerse in un colpo solo. Non ero preparato a trovarmi di nuovo faccia a faccia con il passato, eppure sentivo che non sarei riuscito a ignorarlo.

Andai davanti alla libreria quella sera stessa. Mi sentivo quasi un estraneo nel mio stesso corpo, la mia determinazione incrinata da un'insicurezza che credevo di aver lasciato alle spalle. Vidi Becky e Lily all'interno, immerse in quel mondo che lei aveva creato, ed era come rivedere la versione più autentica di lei. Il ricordo di come la guardavo al liceo, di come ogni sorriso o sguardo mi faceva perdere il controllo, si scontrava con la realtà davanti ai miei occhi.

Poi notai Kai. Era lì accanto a lei, con la naturalezza di chi appartiene a quel luogo, e il colpo fu netto, preciso. Ogni briciolo di coraggio svanì in quel momento. Lei era andata avanti, aveva trovato una stabilità, qualcosa che forse io non sarei stato in grado di darle. E così mi ritirai, come un osservatore che non aveva più diritto di far parte di quella scena.

Quella sera, Ethan mi trovò immerso nei miei pensieri, con lo sguardo perso nel vuoto. Raccontai tutto a lui, con una franchezza che non avrei usato con nessun altro. Gli spiegai dei miei rimpianti, della versione di me stesso che avevo lasciato indietro e di quanto mi fosse costato crescere così velocemente. Parlare con Ethan mi aiutava a trovare ordine tra quei pensieri confusi.

«Capisco il rimpianto,» disse, con una saggezza calma che raramente mostriamo nelle nostre conversazioni quotidiane. «Ma sai, Theo, a volte ciò che ci pesa di più è solo la paura di accettare il passato. Lei ha trovato la sua strada, e tu la tua. Non sempre è possibile rimediare agli errori, ma possiamo sempre cercare di fare scelte migliori andando avanti.»

Quelle parole mi fecero riflettere a lungo. La vita a volte ci trascina in direzioni che non avevamo previsto, ci trasforma, ci mette alla prova. E forse la risposta non era cercare di riportare indietro il tempo o di recuperare quello che avevo perso, ma accettare che alcuni legami appartengono a una stagione diversa. Becky era stata una parte fondamentale della mia vita, ma non potevo pretendere di ritornare a quel punto. Avrei dovuto imparare ad andare avanti.

Quando mi addormentai quella sera, mi sentii più leggero, anche se sapevo che il ricordo di Becky avrebbe continuato a riemergere di tanto in tanto. Ora, però, non sarebbe più stato un peso, ma una parte di me, un capitolo che avrei letto con tenerezza, senza bisogno di riscriverlo.

L'Anima dei LibriLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora