Nobody said
It was easy
No one said
It would be so hard
Coldplay, The Scientist
A Calum faceva ancora piuttosto male la caviglia, la mattina successiva. Molto meno rispetto alla sera precedente, ma era comunque doloroso anche se non lo dava a vedere. Non era affatto una di quelle persone a cui piace lamentarsi e mettere in mostra il proprio dolore.
Trovava sciocco (e piuttosto egoistico) rendere gli altri partecipi della propria sofferenza, che fosse fisica o mentale.
Per questo, se stava male, provava ad evitare di darlo a vedere agli altri, di piangere o altro. Per quanto alcuni pensino il contrario, le persone possono soffrire molto anche soltanto vedendo altre persone soffrire.
Anche se, lo stesso può accadere quando una persona è felice; spesso la positività di qualcuno può far stare bene anche noi.
Ma l'influenza - sia positiva che negativa - di una persona sul nostro stato emotivo spesso risulta più efficace se quella persona è particolarmente importante.
Luke gli aveva inviato due messaggi, ad orari diversi e ad intervalli dettati da lezioni diverse. Gli aveva chiesto come stava e che avrebbe noleggiato un film per poi vederlo assieme, come si erano promessi.
Forse era stupido anche solo pensarlo, ma quei semplici messaggi avevano fatto sentire meglio Calum.
In tutti i sensi.
Luke, i suoi occhi, e i suoi capelli, quel suo naso all'insù, la sua pelle liscia e diafana, bianca come il latte, la sua voce seria, profonda e sexy. Più tempo passavano insieme e più Calum notava nuovi particolari di Luke.
E amava ognuno di esso.
Anche quelli più divertenti e stupidi, ma adorabili.
(Vedi il fatto che aggiunge il naso ad ogni smile, quasi ossessivamente)
Quella mattina, Calum stava anche cercando di evitare i messaggi e le chiamate di Ashton. Forse (sicuramente) stava sbagliando a comportarsi così, ma non era ancora pronto a riparlargli e ad affrontare un'altra volta quel suo sguardo quasi pietoso, come se sapesse.
Calum sapeva che si sarebbe arrabbiato con lui e non lo biasimava, ma non poteva. Perché lo stava facendo per una buona ragione. Aveva di nuovo Ashton nella sua vita, non voleva perderlo di nuovo. E poi se l'avesse detto ad Ashton, prima o poi, avrebbe dovuto dirlo a Luke.
E no, non ce l'avrebbe fatta.
Il suono del campanello della porta fece sobbalzare Calum, troppo preso dai suoi pensieri e il resto. Si alzò dal divano e, sempre zoppicando, arrivò davanti alla porta e l'aprì.
"Non ci credo..." Calum aveva la bocca spalancata da quella sorpresa, una sorpresa davvero bella.
Una sorpresa fatta per la maggior parte di dolcezza e forza d'animo, Lea.
Varcò semplicemente l'ingresso e abbracciò Calum, dopo non averlo fatto per troppo di quel tempo.
Calum sorrise, perché gli era mancata tanto quella piccola donna che sapeva tanto di famiglia e che aveva sofferto molto di più di quanto avesse mai meritato.
(Come lui)
"Devi raccontarmi parecchie cose. E sì, ho parlato con Sam e mi ha accennato al biondino con cui passi tutto il tempo." Disse Lea, ridendo e indicando Sam, poggiato alla soglia della sua porta, di cui Calum si era accorto solo in quel momento.
"Okay, è arrivato il momento che io sparisca." Sam chiuse la porta prima che Calum potesse dirgli qualunque cosa. Quello era il motivo per cui Calum non parlava con Sam; era come una di quelle sedicenni pettegole coi capelli biondi e ossigenati e una gonna di una grandezza quasi impercettibile.
STAI LEGGENDO
Burn with you || cake. [In Revisione]
FanfictionIn cui due cuori infranti scoprono che, oltre il dolore, esiste l'amore. Un amore che fa fare pazzie, per il quale uno brucerebbe insieme all'altro pur di non perderlo. Copyright © bluelucas15, All rights reserved 2015.
![Burn with you || cake. [In Revisione]](https://img.wattpad.com/cover/34627587-64-k2041.jpg)