Baby open your eyes
And hold on tight
Just keep running
And we can stay up all night
Lea Michele, Don't Let Go
Prima o poi, a tutti capita di avere un momento in cui ci viene semplicemente da pensare e il flusso dei pensieri stesso riesce a sovrastare qualsiasi altra voce.
Pensare, pensare e pensare. Era quello che Calum stava facendo da quando più o meno aveva aperto gli occhi ed era rimasto per un'altra mezz'ora a letto guardando il soffitto.
E non aveva smesso di pensare nemmeno mentre lavorava o quando, una volta finito il suo turno, stava camminando verso l'appartamento di Ashton perché lo aveva richiesto d'urgenza.
Stava pensando che per quanto le cose fossero cambiate, per quanto avesse fatto straordinariamente bene alla sua vita incontrare Luke e riavere Ashton, si sentiva ancora lo stesso diciannovenne di qualche settimana prima. Senza un preciso obiettivo nella vita e con ancora tanti pezzi da ricomporre.
E aveva pensato molto anche a quello che gli aveva consigliato Luke, di riprendere dove aveva lasciato. A New York c'erano così tante opportunità, avrebbe potuto davvero riprovare a realizzare quella grande ambizione che era recitare.
Calum decise di smettere di pensarci, almeno per qualche ora. Tirò fuori un mazzo di chiavi, tra cui c'erano quella del suo appartamento, quella del negozio di strumenti, quella della sua vecchia casa -aveva deciso di tenerla - e quella che avrebbe dovuto usare in quel momento, ossia quella dell'appartamento di Ashton.
Ashton gliel'aveva data perché era sicuro che prima o poi gli sarebbe servita. Gli piaceva prevenire sempre le cose.
"Ash?" Calum si aspettò una solita risposta alla Ashton, che consisteva in un urlo tra il fantasy e l'horror, ma non arrivò nulla.
Chiuse la porta e camminò verso la stanza da letto di Ashton, ipotizzando che avesse finito per addormentarsi di nuovo. Aprì la porta delicatamente, cercando di non svegliarlo nel caso stesse realmente dormendo. Ma Ashton non stava realmente dormendo, e non era solo.
"Calum?"
Suo padre.
L'ultima persona che si sarebbe aspettato di vedere in quella stanza (dopo Taylor Swift), era in quella stanza con la sua solita camicia blu classica. Pensava (e sperava) che se ne sarebbe andato dopo quello che era successo nel suo appartamento, ma a quanto pare non aveva ancora finito.
Calum, stavolta, cercò di nascondere quell'esplosione di sensazioni e dolore e assunse uno sguardo freddo ghiaccio.
"Che ci fa lui qui?" Disse Calum rivolgendosi ad Ashton, che nel frattempo era stato tutto il tempo in piedi nella stanza con un groppo alla gola.
"Per favore, Calum, ascoltami. Sii ragionevole." Ashton aveva aperto la bocca per parlare, ma prima che una sola sillaba potesse lasciare la sua bocca David aveva iniziato a parlare.
"Come lo sei stato tu quando hai buttato tuo figlio fuori da casa tua?" Calum stava sorridendo, una cosa che spaventava Ashton parecchio. Era un sorriso troppo freddo e sarcastico per essere di Calum. E il viso di Calum era rosso, ma stavolta non per l'imbarazzo, bensì per una rabbia repressa che ritornava in superficie.
David sospirò. "Calum, io non ti ho buttato fuori."
"No? Beh, l'hai fatto intendere"
David fece qualche passo per diminuire la distanza fra loro, anche se erano più lontani che mai.
Calum non si mosse. Non un singolo muscolo del suo corpo sembrò spostarsi di un millimetro. Sembrava paralizzato e perfettamente non turbato da suo padre e da quella forza sconosciuta che avevano i ricordi e che cercava di trascinarlo sul fondo.
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Burn with you || cake. [In Revisione]
FanfictionIn cui due cuori infranti scoprono che, oltre il dolore, esiste l'amore. Un amore che fa fare pazzie, per il quale uno brucerebbe insieme all'altro pur di non perderlo. Copyright © bluelucas15, All rights reserved 2015.
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