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a/n: oddio lo so, nemmeno io ci credo che sto aggiornando. Mi siete mancate, mie lettrici. Mi avete rallegrato le giornate in tanti momenti in cui ne avevo bisogno e non vedo l'ora di poter leggere nuovi commenti da parte vostra.Godetevi la lettura e anche il prossimo capitolo perché... DOPPIO AGGIORNAMENTO!

I admit, I'm still watching the days go by

And sleeping alone is starting to break me down

It's cold, but I should have known.

I admit, I made a few mistakes, babe

All Time Low, Too Much

"Sei triste?"

Una vocina bianca e delicata scosse Luke dai suoi pensieri. Notò che dall'altro lato del bancone c'era, infatti, una piccola bambina dai capelli neri come la pece e un viso tondo e paffuto tipicamente fanciullesco.

Si allungava sulle punte in modo da poter vedere Luke in volto e teneva le mani poggiate sulla superficie lignea del tavolo su cui era poggiata la cassa.

"Mmh? No, non sono triste." Le disse, accennando ad un sorriso alquanto scadente. Un sorriso è gioia, un vero sorriso è quello che esprime felicità, quello composto dal sollevarsi degli angoli delle labbra e da quel luccichio negli occhi. Persino un piccolo essere innocente come quella bambina poté accorgersi di quanto fosse falso quel sorriso, quello di Luke. Infatti, scosse la testa e fece un'espressione contrariata.

"Non si dicono le bugie. Mamma dice che solo le cattive persone lo fanno." Disse, storcendo il naso con degli occhioni verdi particolarmente belli e che mettevano in risalto ancora di più il suo spirito bianco, puro e incoscio del male e delle sofferenze che popolano nel mondo.

Luke continuò a sorriderle e si alzò dalla sua sedia, incrociando le braccia sul bancone e ponendo la testa su di esse.
"E tua mamma ha ragione, ma io non ti sto dicendo una bugia." Luke le disse con un tono dolce, non volendo coinvolgere una così docile bambina nella sua vita fatta di scheggie affilate.
La bambina scosse di nuovo la testa, incrociando le braccia al petto. Era piuttosto testarda, pensò Luke. Ma, almeno, la testardaggine di quella bambina era riuscita a strappargli un sorriso.

"Okay, d'accordo. Come ti chiami, piccolina? Io sono Luke." Luke allungò la mano verso la bambina e sorrise intenerito quando ella l'afferrò, stringendola con tanta convinzione e orgoglio, come se quel stringersi le mani l'avesse fatta sentire più 'grande'.

"Io mi chiamo Allison." Disse, toccandosi i capelli neri, piuttosto lunghi per una bambina così piccola. Era chiaro che tenesse molto ai suoi capelli, come la maggior parte delle donne (non per fare stereotipi, ovviamente).

"Che bel nome. Okay, Allison, cosa ti fa pensare che io sia tr--"

"Ti manca qualcuno?" Quella semplice domanda, espressa con un tono così candido, con quella punta di curiosità propria dei bambini, lasciò Luke attonito.

Non sapeva cosa dire, come rispondere perché quella bambina, quell'essere così inesperto della vita (non che Luke si considerasse un maestro in materia) era riuscita a leggere le sue emozioni solo attraverso pochi minuti d'osservazione. Le ipotesi erano due: o 1) Luke era davvero troppo ovvio, il classico 'libro aperto', o 2) quella bambina, Allison, era davvero sveglia. Probabilmente, era più per la prima ipotesi, anche se Allison era sicuramente molto intelligente.

Luke rimase per qualche secondo in silenzio e con la bocca socchiusa, mentre Allison, oscillando sulle punte dei piedi, in avanti, e sui talloni, indietro, lo guardava in attesa di una risposta.

Luke smise di far pressione e lasciò cadere il suo capo verso il basso.
"Sì." Ammise, con la stessa tristezza che si era portato sulle spalle per tutta quella settimana, da quando aveva saputo da Ashton che Calum era partito per Sydney.

Burn with you || cake. [In Revisione]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora