Missing him
was dark grey
all alone
[...]
But loving him
is
red
Taylor Swift, Red
"Hai intenzione di non parlare con nessuno dei due per il resto della tua vita?" La voce di Lea risuonò dall'altro capo del telefono più forte, tutta fatta di rabbia e apprensione.
Calum, però, sapeva quanto lei avesse ragione.
"N-no, è solo che-"
"Calum, no! Sono passati due giorni e non puoi continuare così. Per quanto possa far male, devi dir loro ogni cosa e...so quanto ti manca Ashton e, e Luke..." Poi Lea continuò a parlare e parlare e Calum l'ascoltò a tratti, mormorando solamente monosillabi (da cui comunque emersero i suoi singhiozzi ed il suo tono nasale post pianto). Non riusciva completamente a concentrarsi, troppo preso dal rumore dei suoi pensieri.
Lea aveva ragione e lui doveva smettere di scappare dalle persone che lo amavano. Sì, Lea aveva ragione in tutto, tranne che in una cosa. Non sapeva quanto gli mancava Luke. Nessuno poteva immaginarselo, nemmeno lui stesso probabilmente avrebbe saputo, potuto, quantificarlo.
Era una sensazione indescrivibile, un vortice oscuro e confuso. E Calum sapeva solo di esserci finito dentro e si sentiva come svuotato e privato di qualcosa che non si era mai accorto di possedere. Qualcosa di irrimediabilmente insostituibile. La cosa più distruttiva era che la colpa di quel buco proprio al centro del petto, era sua.
Non sapeva nemmeno se fosse possibile, ma percepiva dolore, come se delle lame taglienti gli stessero lentamente trafiggendo il petto.
In quegl'ultimi giorni non aveva fatto altro che piangere. Piangere tanto, fino ad avere gli occhi gonfi e rossi, le lacrime esaurite e una grandissima voglia di diventare sempre più piccolo e piccolo, fino a sparire dal mondo.
Non capiva perché
perché
Perché quando provo ad aggiustare le cose, tutto va soltanto peggio?
Quella domanda era diventata un eco troppo forte che continuava a ripetersi senza stop nella sua testa. Ma non era come una piccola ripetizione, era un rimbombo assordante e lui non sapeva davvero più cosa fosse giusto, o cosa fosse sbagliato.
Quando aveva avuto abbastanza coraggio da dire alla sua famiglia della sua omosessualità, che era la cosa giusta da fare, l'aveva persa. Era scappato via dalla sua famiglia, allora, e ancora, pensava fosse la cosa giusta. Ma stava anche per perdere i suoi migliori amici.
E ancora una volta, quella che lui pensava fosse la cosa giusta e adatta ad aggiustare le cose, stava facendo cadere tutto in pezzi.
Ormai si sentiva solo una pedina sbagliata in un gioco di cui non aveva mai voluto far parte.
E voleva essere coraggioso. Voleva essere abbastanza forte da correre da Luke, da Ashton, e dir loro ogni cosa, urlarglielo in faccia. Voleva non sentirsi così insicuro e schiacciato dal mondo.
Voleva e voleva, ma non ci riusciva.
"Lea, io-io non sono abbastanza..." Calum tirò su col naso e "...coraggioso. Io sono spaventato." Concluse, portandosi una mano tra i capelli e torturandosi una ciocca, rigirandosela tra due dita.
Lea sospirò.
"Credi davvero che avere paura sia sbagliato? O che significhi tu non sia coraggioso? Significa solo che sei umano e questo è bello, è bello provare emozioni, belle o brutte che siano. Quello che non è bello, è smettere di provare emozioni. E se ti rinchiudi nel tuo mondo, finirai per smettere di provare ogni cosa. Non lasciare che il passato interferisca con il tuo presente, rovinerá solo il tuo futuro." Disse Lea con una docile calma. Calum poté sentire comunque la prepotenza delle sue parole sulla pelle e aprì la bocca per parlare o per altro, ma si bloccò.
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Burn with you || cake. [In Revisione]
FanfictionIn cui due cuori infranti scoprono che, oltre il dolore, esiste l'amore. Un amore che fa fare pazzie, per il quale uno brucerebbe insieme all'altro pur di non perderlo. Copyright © bluelucas15, All rights reserved 2015.
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