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a/n: il capitolo è subito successivo al capitolo precedente, stessa mattina, stesso giorno. Aggiorno più velocemente, anche se i voti e i commenti sono scesi e questo mi rende triste :-(

I came here with a broken heart that no one else could see

I drew a smile on my face to paper over me

But wounds heal when tears dry in cracks they don't show

Jess Glynne, Don't Be So Hard On Yourself

"Ormai le persone crederanno che tu studi qui. Passi quasi più tempo qui che nel tuo appartamento. Non che mi stia lamentando, eh." Disse Luke, aprendo la porta e lasciando entrare Calum. Notò i due bicchieri di carta che aveva fra le mani ed entrambi avevano stampati sul fronte il simbolo della caffetteria del campus.

Calum annuì, in segno di assenso. In effetti era vero. Veniva a trovare Luke al campus in media tre volte a settimana. Ormai aveva persino fatto amicizia con il barista della caffetteria. Si chiamava Lorenzo. Era un ragazzo italiano davvero simpatico, che lavorava lì per pagarsi gli studi e il resto, naturalmente sempre con l'appoggio dei suoi genitori. Aveva raccontato a Calum tutto questo tra un caffè e l'altro. Calum inoltre pensava che l'accento italiano fosse quello più divertente in assoluto.

Calum allungò il braccio, offrendo a Luke uno dei due bicchieri che aveva tra le mani. "Caffè con latte. È ancora caldo."

Luke sorrise come fa un bambino il giorno di Natale e afferrò subito il suo cappuccino. Era in assoluto la sua cosa preferita da bere di mattina. Soprattutto perché la caffeina gli dava tanta energia.
"Oh dio, grazie. Dovrebbero darti una medaglia, farti presidente o qualcosa del genere." Disse Luke, felice e stanco, ma soprattutto stanco, e mentre beveva un sorso, mugolò notando che era alla perfetta temperatura. Non troppo caldo da scottargli le labbra e fargli avere un ustione di primo grado, non troppo freddo da avere lo stesso sapore della pipì. No, quello non era un eufemismo, secondo lui il caffè freddo aveva davvero il sapore della pipì. Non che lui ne conoscesse il sapore, ma--beh, era quello che pensava.

Luke baciò velocemente Calum sulle labbra, ringraziandolo di nuovo e Calum rispose con un lieve e debole sorriso, facendo una smorfia al sapore di caffè contro le sue labbra.
Luke ridacchiò e chiuse la porta, afferrando la giacca di Calum, per posarla sul letto del suo inesistente-compagno-di-stanza.

Calum si guardò un po' in giro e notò che la stanza di Luke era davvero simile ad una città in seguito ad un tornado. C'erano fogli e vestiti sparsi dappertutto e altri due bicchieri di caffè vuoti, sul pavimento. Calum aveva già discusso un paio di volte con Luke per quella che si stava trasformando in una dipendenza dalla caffeina. Certo, era sempre meglio di altre dipendenze delle quali gli universitari, come le persone in generale, facevano uso per lo stress. Luke lo aveva rassicurato dicendogli che avrebbe diminuito le dosi.

"Giuro che ho bevuto solo quei due bicchieri, più quello che mi hai appena portato, in due giorni. Non è molto, in base agli standard mondiali." Disse Luke, avendo seguito lo sguardo di Calum. Raccolse alcuni fogli dal pavimento iniziando a sfogliarli e ad evidenziare frasi qua e là con un evidenziatore di un giallo accesso, mentre ne teneva un altro, verde, tra i denti.

Calum si sedette sul letto dove c'era anche la sua giacca, notando come Luke sembrava stressato. Era possibile capirlo soltanto guardandolo.
Aveva gli occhi arrossati e un accenno violaceo appena sotto gli occhi, entrambi segni che dimostravano le sue poche ore di sonno, ed era anche evidente che Luke non si era rasato il viso per niente. Quest'ultima cosa non dispiaceva a Calum, vero, perché la barba rendeva Luke incredibilmente sexy.

"Tranquillo, so che ti serve per studiare. E finché non ne bevi troppo, è okay." Calum era molto tranquillo. Troppo tranquillo per come era di solito e questa cosa faceva preoccupare Luke.

Burn with you || cake. [In Revisione]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora