epilogo.

130 13 6
                                        

alicia's pov.

avete presente quando
realizzate che tutto
procede a meraviglia?
vi vegliate, vi guardate
allo specchio e siete in pace
con il mondo?
e ensate,
che la vita,
non è poi così male.

Amavo la mia vita in questo momento.
Sopratutto al risveglio.
Perché non appena aprivo gli occhi e guardavo la donna meravigliosa dormire al mio fianco realizzai di quanto diavolo fossi realizzata, ma sopratutto grata.
Raquel era davvero addormentata profondamente, potevo anche farle una serenata in questo momento che avrebbe continuato a dormire senza problemi.
La mia presenza, il mio esserci, la tranquillizzava davvero.
Ormai erano passati mesi.
Tutti sapevano di noi.
Anche i nostri genitori, e di questo ne erano felici.
Ci avevano accettate e inutile dirlo ma ogni singola persona della nostra vita aveva sospettato da anni che qualcosa tra noi due c'era eccome.
"Pecas, spegni la sveglia." borbottò la mia fidanzata parlando nel sonno e risi, ormai aveva ufficializzato tutto e nel dito avevo un splendido anello che luccicava.
E lei idem.
La sveglia non era ancora suonata, per la cronaca.
Mi avvicinai al suo corpo, cingendole il seno con il mio braccio e l'attaccai a me lasciandole una scia di baci sulla spalla, indossava una vestaglia meravigliosa.
Diventava sempre più bella.
"Ancora." bisbigliò volendo altri baci e l'accontentai subito, anche se voleva dominarmi in ogni contesto talvolta si scioglieva dinanzi a me come un cubetto di ghiaccio.
Continuai a regalarle baci infiniti che solo lei meritava, non volevo le labbra di nessun altro sulle mie se non le sue, era giusto ammettere ogni singola cosa con lei.
Ed io, ero sempre stata una donna schietta per l'amor del cazzo.
Raquel cercò la mia mano intrecciando le nostre dita e si girò piano verso di me con ancora gli occhi chiusi, le lasciai un dolce bacio sulle labbra e risi per quanto non capisse nulla quando aveva ancora sonno.
"Vado in doccia, tu se vuoi dormi ancora." dissi staccandomi ed eravamo libere, sbottonai la mia vestaglia e la vidi alzarsi di scatto come se ci fosse un pericolo.
"Dove? Vengo anche io." disse parlando goffamente con la voce impastata dal sonno e alzai gli occhi al cielo, andai in bagno e presto mi raggiunse mentre entravamo dentro con l'acqua calda che ci colpiva svegliandoci del tutto.
Portai i miei capelli all'indietro e Raquel era alle mie spalle che baciava il mio collo, mi uscii un gemito rumoroso di buon mattino e questa donna era una benedizione divina sul serio perché il suo tocco non era paragonabile proprio a nessun altro.
Incredibile come il nostro rapporto si fosse evoluto nell'arco di questi mesi, ci eravamo lasciate in un modo brutale, entrambe stavamo soffocando nel nostro rancore e ora in questo momento ci stavamo amando alla follia proprio.
Ogni scusa era buona per riempirci di amore, per sussurrarci parole ricche di significato.
"Sei ancora più bella oggi." disse lasciandomi baci su tutte le mie lentiggini e ormai neanche le coprivo più, le amava follemente e io amavo il fatto che lei le amasse.
"Ti amo, Raquel." sussurrai lasciandole un bacio sulle labbra e ci lavammo entrambe con calma, a lavoro andava tutto a meraviglia e in questo momento eravamo in ferie entrambe per ben tre settimane.
Stavamo così bene.
Raquel si era trasferita qui già da molto tempo vendendo il nostro vecchio appartamento, il rapporto con Victoria si evolveva sempre di più ed era una figura tantissimo importante per mia figlia.
Non pensavo che le cose sarebbero andate così, mi aveva lasciata nei peggiori dei modi però ci eravamo riprese entrambe, tenendoci davvero strette.
Questo era il nostro ciclo karmico.
Stavo preparando tranquillamente la colazione e mi voltai osservandola giocare con mia figlia, Victoria rideva a crepapelle e Comisario era accovacciato nel divano guardando tutta la scena facendomi sorridere il triplo.
Questo? Era tutto quello che avevo sempre desiderato.
Raquel, era una mamma davvero stratosferica e le insegnava proprio tutto, ero così contenta di avere una donna così al mio fianco.
Passionale, amorevole, dolce, di un'intelligenza così immensa.
Avevamo fatto progressi entrambe, il mio terapeuta mi aveva consigliato una frase che è impressa sempre nella mia mente: "Impara a calmare la tua tempesta invece di sfogarti con gli altri. Potrebbe sembrare terapeutico sfogarsi, ma rinforzi i pensieri negativi. Non è compito di nessuno tranne che tuo tirarti fuori dai tuoi problemi. Scrivi un diario, medita, fai esercizio e liberati."
L'amore non dovrebbe essere percepito come una prova, come un implorare di essere scelti, come uno svegliarsi incerti se a qualcuno importa ancora.
L'amore dovrebbe essere percepito come pace, come sicurezza, come una casa che non se ne va mai.
"Dios, pausa. Ho fame!" esclamò lasciandole una scia di baci sulla guancia e poi mi raggiunse, circondò la mia vita con le braccia e affondò il viso nei miei capelli inspirando il mio profumo, sorrisi come un'idiota e girai la testa per incontrare le sue labbra.
Ci baciammo con assoluto amore come al solito, poi mi aiutò a finire di preparare la colazione e notai che aveva già apparecchiato la tavola.
Non ero più da sola.
E amavo la sua compagnia, amavo vedere come dava da mangiare a Victoria facendo finta che il cibo fosse un'aereo solo per farla ridere.
Appoggiai il mento sulla mano guardandola e la sua positività e allegria contagiosa era riemersa tutta quanta, avevo sempre il buonumore.
Ero rilassata.
Meditavo.
Mi dedicavo a lei nei giusti modi ma Raquel mi lasciava tantissimo tempo anche per me.
La nostra relazione era davvero equilibrata.
Ci ascoltavamo, sapevamo avere i nostri limiti e confini.
Tutto procedeva a meraviglia.
Ero diventata davvero la persona che desideravo, con una persona al mio fianco che mi amava davvero nonostante tutte le mie sfumature.
Raquel mi sorrise continuando a fare colazione tranquillamente, ricambiai bevendo il mio caffè e i suoi occhi brillavano, quasi quasi mi veniva da arrossire.
Non aveva mai smesso di elogiarmi.
Non ho mai avuto bisogno che mi amassero in modo perfetto.
Avevo solo bisogno che mi amassero come se gliene importasse qualcosa.
Nessun segnale contrastante.
Niente caldo e freddo.
Solo un po' di chiarezza in un mondo in cui mettevo già tutto in discussione.
Non volevo molto.
Solo qualcuno che non facesse sentire l'amore come una competizione.
Qualcuno che restasse quando diventava difficile.
Qualcuno che non mi lasciasse indovinare ogni dannato giorno.
Lei faceva ogni singola cosa.
"Tutto okay? Ti vedo un pochino pensierosa." mormorò masticando piano e ritornai alla realtà, ogni tanto facevo il resoconto della mia vita.
Guarire non significa diventare indistruttibili, ma diventare qualcuno che non si sgretola più così silenziosamente.
"Sì, sto bene." dissi regalandole un sorriso che venne ricambiato, Raquel cambiò subito discorso per non trasmettermi nessuna pressione, notava sempre quando era il momento di non raggiungere nessun tipo di limite.
"Vuoi fare qualcosa oggi? Stavo pensando di fare una passeggiata." mi propose dopo alcuni minuti alzandosi e iniziò a riordinare, la imitai e ci pensai mentre azionavo la lavastoviglie facendo spallucce.
"Certo, va benissimo." dissi sorridendole e mi diede un bacio sulle labbra afferrando poi Victoria in braccio, andò nella sua camera per metterle dei vestiti più comodi e anche io mi cambiai, la mia camera ormai era invasa da lei.
Dal suo profumo, dai suoi vestiti, dalle sue cose.
Credevo di non arrivare a questo punto qui talmente ero piena di odio e rancore.
Anche verso me stessa.
Aprii l'armadio e sorrisi notando i suoi vestiti mischiati tra i miei perché glieli rubavo per indossarli quando faceva un turno devastante a lavoro, e rimanevo da sola a casa e non riuscivo ad addormentarmi senza il suo profumo.
"Victoria sta giocando nella sua camera." disse quest'ultima raggiungendomi e annuii indossando dei pantaloni della tuta rimanendo in reggiseno, Raquel si sedette nel nostro letto contemplandomi e mi guardò con l'amore negli occhi.
"Che c'è?" dissi guardandomi davanti allo specchio e ogni piccola cosa che facevamo rievocava i nostri ricordi in Academia, afferrai la maglia aspettando una risposta e la mia fidanzata era letteralmente nel suo mondo.
"Ho rubato al supermercato, vendo droga. Mi arresti ispettore." disse confabulando e alzai gli occhi al cielo, unì i suoi polsi come se dovessi ammanettarla da un momento all'altro e le regalai un sorrisetto malizioso che la fece accigliare subito.
"E così, lei ispettore ha osato infrangere la legge?" bisbigliai avanzando verso al suo corpo e subito si agitò facendomi ridere ma ritornai subito seria, si distese non appena posizionai un ginocchio tra le sue gambe e subito posizionò le mani sul mio seno coprendomi ma gliele schiaffeggiai severamente.
"Sì, sono colpevole di ogni singolo reato." sussurrò con un tono di voce eccitato e afferrai il suo labbro inferiore con i miei denti strappandole un gemito, amavo quando si sottometteva così a me, al mio amore, alla mia aura.
"Allora.. dovrò punirla." dissi decisa guardandola negli occhi e strinsi il suo viso baciandola con passione, sorrisi nel percepire il suo amore per me e perdemmo la cognizione del tempo, non per forza dovevamo fare sempre qualcosa.
Mi bastava baciarla, toccarla, sussurrarle che l'amavo immensamente.
"Le nostre ferie sono iniziate oggi, e non manca molto al tuo compleanno.." iniziò seria e mi staccai per guardarla non capendo, si morsicò il labbro allungando il braccio per aprire il cassetto del suo comodino e afferrò una busta con scritto il mio nome.
"È per te, non riesco ad aspettare e voglio che tu sia consenziente." disse euforica e mi misi seduta aprendola velocemente, erano dei biglietti aerei ma non c'era scritta la destinazione.
"Non capisco, amore." dissi dolcemente e sapeva a cosa mi stessi riferendo, prese un lungo respiro profondo e afferrò la mia mano, i nostri anelli luccicavano nello stare vicini.
"Ora ti spiego: dovevo dartelo tempo fa, quando stavamo insieme in Academia solo che poi ci siamo lasciate. Ora mi sembra il momento adatto e spero tanto che tu possa accettare, e continuare la tua vita con me." disse mettendo la testa di lato con una calma non indifferente e feci subito di sì con la testa.
Ovvio.
Era sempre palese questa cosa.
Raquel mi regalò un sorriso ricco di amore e tutti i nostri demoni del passato, tutte le questioni irrisolte erano veramente andate a quel paese.
"La destinazione la scoprirai presto pecas, ma.." sussurrò parlando lentamente forse anche per creare un pochino di suspence e il cuore mi batteva così veloce per quanto diavolo fossi innamorata, anche della sua voce così profonda e amorevole.

"Benvenuta in Utopia."

utopiaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora