raquel's pov.
la simplicidad es la sofisticación definitiva;
Alicia era diventata, di nuovo, una droga così pura, non ne potevo fare a meno in questo preciso istante e per la cronaca questa era la seconda volta che stavamo nel suo ufficio da sole divorandoci come se fosse il nostro ultimo giorno sulla terra.
Stavamo facendo tutto molto naturalmente, la priorità era il lavoro ovvio quindi non volevamo distrarci con del sesso tossico.
Anche perché non eravamo due adolescenti.
Qualunque cosa stesse nascendo tra di noi andava bene così, non per forza c'era una spiegazione a tutto ed eravamo intenzionate a lasciarci andare.
Un viaggio di sola andata, in poche parole.
Afferrai i suoi fianchi sollevandola saldamente per farla sedere sopra alla sua scrivania e le nostre labbra non si erano staccate neanche per un secondo, alzai un'attimo lo sguardo e fuori si stava inoltrando la sera, il nostro turno finiva tra un'ora.
La rossa gemette ad alta voce e mi fiondai sul suo collo con una prepotenza unica, ogni volta cercavo di darmi una calmata per non marchiarla dato che da quando era il capo di tutti aveva molte persone che le sbavavano dietro.
Che cazzo però.
"Niente segni, ispettore." sussurrò facendosi scappare un'altro piccolo gemito dalle labbra e non l'ascoltai, io ero sempre stata una donna con il controllo incorporato e avevo intenzione di rimanere sempre e solo costantemente così in questa vita.
Nessun ostacolo, solo le mie idee mentali.
Circondai i suoi fianchi con le mie braccia mentre le sue gambe si avvinghiarono nella mia vita e il suo tacco premeva nella mia gamba provocandomi un lieve fastidio che mi faceva solamente eccitare.
Lingue intrecciate, le sue unghie erano sulle mie spalle e ci scapparono vari ansimi di piacere per come diavolo mostravamo un volere così grande che ci avvolgeva tutte e due.
Alicia emise un gemito per come stessi accarezzando la sua coscia e anche oggi aveva deciso di sorprendermi con un'altro completo elegante, era passato a malapena un giorno da ciò che era successo e l'avevo fatta mia di nuovo.
Mi aveva lasciato fare seriamente e non avevo avuto neanche un minimo di lucidità per realizzare, era la cosa giusta? Però il fatto che non avevo rimpianti era meraviglioso.
"Ho detto.." disse afferrando il mio viso non appena percepii i miei denti tirarle un piccolo lembo di pelle di nuovo e i suoi occhi verdi erano scintillanti come uno spettro.
"Niente segni, ispettore." aggiunse severa percorrendo le mie labbra con il pollice e in tutta mia risposta, mi porsi verso al suo viso mordendole il labbro inferiore con una sfrontatezza unica.
Il nostro non era un bacio duro, ma era affamato.
Il tipo di bacio che parlava di bisogno e desiderio, di cose a lungo negate e desiderate.
Afferrai i lembi del suo maglione per toglierglielo e mi bloccò stringendo i miei polsi, scosse la testa dando uno sguardo all'orario e annuii capendo che doveva andare a casa perché Victoria richiedeva la sua presenza.
"Vale, mi dileguo." dissi alzando le mani e mi sistemai i capelli velocemente afferrando una matita dalla sua scrivania, sorrise nel vedermi e si schiarì la voce togliendosi il rossetto con un fazzoletto.
Le sue guance erano così in fiamme per l'eccitazione e le sue lentiggini così in vista, volevo baciargliele nuovamente una ad una.
Questa donna diventava ogni secondo più bella e aveva una luce diversa da quando le nostre labbra si erano toccate, generando un qualcosa di ancora sconosciuto ma allo stesso così famigliare per noi.
"Stavo pensando, perché non vieni a cena da me? Ci prendiamo qualcosa, ho la necessità di controllare il caso nuovo di oggi." mi propose mordendosi il labbro e mi paralizzai come una statua, mi limitai a fissarla cercando di capire se avevo sentito bene e no non stavo per niente sognando.
Alicia Sierra ti sta invitando a casa sua, idiota.
"Uhm sì d'accordo, non ho niente da fare quindi.. ci sto." dissi leggermente nervosa e dovevo essere rossa in viso, mi torturai il labbro nervosamente mentre lei nascondeva un piccolo sorriso e finì di togliersi il rossetto riordinando le poche cose sparse.
Ci stavamo provando nonostante tutto e questa cosa mi faceva provare delle cose ancora più forti che avevo archiviato.
"Fantastico, facciamo alle 8:30 da me?" disse facendo il giro della scrivania arrivando davanti a me e annuii come un vegetale guardandola, era così bella e sogghignai facendo dei passi verso al suo corpo perfetto, come al solito.
"Mi dica se è per caso un'appuntamento questo, perché mi vestirò molto bene per lei ispettore." la stuzzicai tracciando il suo braccio con le dita e sussultò nel vedermi in questo stato, si toccò la sua lunga coda nervosamente e prima che potesse replicare le lasciai un bacio sull'angolo della bocca e andai nel mio ufficio.
Un piccolo punto per me.
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utopia
Fanfiction• RALICIA. (gxg) In un rapporto, c'è una profondità maggiore più di quanto pensiamo o utilizziamo. Nessun luogo, anche l'ignoto può trattenere l'amore in tutte le sue forme, anche nell'entroterra. 𝘓'𝘈𝘤𝘢𝘥𝘦𝘮𝘪𝘢, un mondo immenso dove due anime...
