28. progressi

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- academia.

alicia's pov.

Scatoloni ovunque.
Casa nostra ormai stava prendendo forma con il passare dei giorni ed ero sinceramente innamorata di questo piccolo appartamento.
Avevamo già dato l'anticipo per i primi due mesi e percepivo un peso in meno nel petto.
"Pecas, pausa?" disse Raquel rilegandosi i capelli ed eravamo stremate, ci mancavano molte cose a dir la verità e nonostante fosse stancante era divertente scoprire cose nuove dagli scatoloni del trasloco e sistemarli con lei.
"Claro, coño. Ti prego!" esclamai raggiungendola e sciolsi la mia lunga coda sedendomi sopra ad una scatola ancora sigillata in procinto di essere aperta.
Mi guardai attorno ed era come se un capitolo della mia vita si stesse aprendo molto piano.
Raquel venne verso di me sedendosi anche lei nella mia stessa posizione e mi porse un bicchiere d'acqua mentre all'interno di una ciotola metteva varie cose da mangiare.
Masticai lentamente dicendole un debole "grazie" e si porse verso al mio viso lasciandomi un tenero bacio che mi fece sorridere lievemente per quanto fosse dolce.
In passato, i cambiamenti solitamente mi terrorizzavano da morire, ma ora mi sentivo che stavo facendo la cosa più giusta.
Perché lei, in questo momento della mia vita era la persona più giusta che avevo.
Ero piena di vita, gli studi procedevano bene e nulla era fuori posto.
"A che pensi?" domandò la mia ragazza scrutandomi con quei suoi occhi così marroni e pieni di luce che amavo da morire.
"A quanti progressi io abbia fatto come persona, a quanto ora non abbia paura di costruire qualcosa anche se si dovesse sgretolare in mille pezzi la mia gratitudine è
alle stelle. Vivo meglio, sai?" spiegai gesticolando e Raquel mi sorrise annuendo con la testa, il suo sorriso si allargò ancora di più e la fissai in balia di lei.
Il tutto era come se fosse un test: riesci a mantenere la tua frequenza, non importa cosa sta succedendo o chi c'è intorno.
Riesci a rimanere nella tua energia nella confusione, nella tensione, nel caos e nella pressione.
Una cosa è conoscere la frequenza di casa nella pace della solitudine.
Il livello successivo è mantenere sempre la stessa energia.
Ed io ci stavo riuscendo.
"È bello vederti così, ricordo quanto spesso mi confessavi di quanto non riuscivi a smuovere quel tassello maledetto e ora guardati, guarda quanto brilli." disse togliendomi una ciocca da davanti al viso e la mise dietro al mio orecchio, sfiorando poi la mia guancia in un gesto affettuoso.
Dal suo sguardo capii di quanto diavolo fosse orgogliosa di me, non era roba da tutti aprirsi in
questo modo con qualcuno.
"Si vede così tanto?" dissi con un sorriso sulle labbra e la mora strinse la mia mano accarezzandomi le nocche dolcemente.
"Non ne hai idea." disse facendomi sorridere ancora di più e mi porsi lasciandole un lungo bacio sulla guancia.
"Dovremo festeggiare, che ne dici di un drink al nostro solito locale?" aggiunse estasiata e annuii subito, non ci mancava molto a finire di sistemare le cose e avevo la necessità di staccare un pochino e rilassarmi.
Accettai senza esitare.
I capelli sciolti ricadevano impeccabili lungo la mia vita, dovevo solo mettermi il rossetto e frugai dentro al mio cassetto decidendo quale indossare sulle mie labbra che già erano rosse di loro.
Tramite il riflesso vidi la mia ragazza raggiungermi e mi pietrificai facendo vagare lo sguardo lungo il suo corpo snello.
Indossava un tailleur così elegante mentre io un vestito molto stretto che risaltava le mie curve, si morsicò il labbro facendomi avvampare e circondò subito la mia vita con il braccio spostando i miei capelli da un lato, le sue labbra si appoggiarono sul mio collo e lo baciò afferrandomi un piccolo lembo di pelle.
"Calmati." sussurrai capendo che già voleva marcare il territorio e non eravamo ancora uscite ma lei ovviamente, era la parte dominante.
"Con te? Mai." borbottò ingelosendosi e ridacchiai divertita, intanto finii di mettermi il rossetto e mi voltai verso di lei cingendole le braccia attorno al collo.
Le sue mani accarezzarono i miei fianchi e scesero lungo i miei glutei che strinse facendomi indietreggiare fino ad appoggiarmi nel lavandino.
"Io sono senza parole." disse guardandomi negli occhi e misi la testa di lato per spostarle una ciocca dal viso e metterla dietro all'orecchio.
"Per?" domandai confusa e Raquel baciò il mio collo facendomi mugugnare, era uno dei miei punti deboli e uscivo fuori di testa quando le sue labbra si appoggiavano nella mia pelle delicata.
"Perché sei meravigliosa." bisbigliò come se fosse la cosa più naturale del mondo intero e l'abbracciai timidamente stringendola a me, mi sentivo così al sicuro da tutto il male del mondo e niente aveva importanza se non lei.
Amavo la mia vita in questo momento.
Rimanemmo abbracciate per vari minuti in totale silenzio e prima di uscire le lasciai un bacio veloce sulle labbra, infilandomi successivamente il capotto per non sentire freddo.

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