9. la solassitude

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- academia, parìs.

raquel's pov.

Non ero più una ragazzina.
Perché il mal di testa atroce che stavo provando in questo momento mi svegliò di colpo, non capii fin da subito dove mi trovai ma ero nuda.
Letteralmente senza niente addosso.
Mi toccai il viso nervosamente e dovevo essere un disastro non grande, ma enorme, la luce del sole mi diede fastidio e mi misi seduta coprendomi il corpo con il lenzuolo ma il peso che avevo al mio fianco non mi permise di prendermelo tutto quanto.
Non potevo credere ai miei occhi.
Una cascata di capelli rossi attirò la mia attenzione eccome, perché era la cosa più bella e luminosa dell'intera stanza, Alicia stava dormendo al mio fianco come un'angelo.
"Cazzo." sussurrai a bassa voce per non farla spaventare e mi appoggiai lentamente al cuscino osservandola, alcuni flashback colpirono la mia mente e mi morsicai il labbro, era stata una notte che non avrei mai dimenticato in tutta la mia vita.
Eravamo così libere, così sexy e soprattutto senza limiti.
Infatti il suo volto era rilassato, un po' di trucco le era colato ma le sue lentiggini erano in vista e volevo baciargliele lentamente ma il nostro rapporto ora era molto confusionario.
Cavolo, eravamo andate a letto insieme davvero.
Mica avevamo giocato con le bambole.
Non l'avevo mai vista dormire ma era una visione paradisiaca, il suo respiro era davvero calmo e i suoi capelli erano davvero lunghi tant'è che ricoprivano gran parte del suo cuscino, percepivo il suo profumo un pochino addosso a me e notai sul suo collo il segno dei miei denti.
Ieri notte, anche lei aveva fatto la sua parte perché ero distrutta.
Improvvisamente avevo una voglia malsana di bere e aprii il piccolo frigorifero afferrando una bottiglia d'acqua sigillata, bevvi velocemente provando un sollievo unico a causa dell'alcool ingerito ieri notte e poi, ritornai a guardare la donna al mio fianco.
Mi misi comoda come se da un momento all'altro potesse sparire e alzai la mano tracciando lentamente con le dita il suo braccio esile, salii lungo la sua spalla nuda e sorrisi notando il lenzuolo stretto attorno al suo corpo che avevo visto nudo per intero.
Non poteva essere reale una cosa del genere, le sue labbra erano così rosse e avevo perso il conto di quanto diavolo le avessi baciate mentre i nostri corpi erano uniti.
Il mio tocco le piaceva un pochino e notai subito dopo i brividi formarsi sulla sua pelle delicata e tanto pallida, continuai questo giochetto per un bel po' fino a quando sul suo viso non spuntò una smorfia, incominciò a sbattere le palpebre lentamente e il verde dei suoi occhi mi invase.
Ci fissammo in silenzio, con il rumore delle macchine sulla strada ed ero paralizzata come una lastra di ghiaccio, non sapendo minimamente cosa fare in questo caso perché no, non c'era l'alcool a colmare tutta questa follia.
Alicia inarcò un sopracciglio confusa avvicinando la sua mano esile e mi toccò il viso insieme al mio braccio ripetutamente, come per testare che non fosse un sogno e non appena le sorrisi le sue guance andarono a fuoco e si strinse maggiormente il lenzuolo al corpo.
"Beh, buongiorno un cazzo direi." dissi in automatico non appena gironzolò in camera infilandosi gli slip e con il braccio si coprì il seno nudo girandosi poi verso di me, terrorizzata.
"Penso che, dovresti andare. I francesi odiano il ritardo." disse confabulando e afferrò una cosa a caso da terra mettendosela, non l'avevo mai vista così e improvvisamente mi misi comoda legandomi i capelli scompigliati guardandola attentamente.
"E chi lo dice questo, tu? O è una scusa per non dire espressamente che mi sono svegliata nuda sul tuo letto?" dissi prendendola in giro ed era rossa in viso come non mai, ormai il danno era stato fatto e cosa dovevo fare? Andarmene via a gambe levate? Tutt'altro anzi, ero così curiosa e non riuscivo a trattenermi nel scoprire questo suo lato nascosto.
Alicia Sierra, che scoperta deliziosamente intrigante.
"Hai finito? Cazzo mi sta scoppiando la testa, e vorresti dirmi inoltre che hai pure voglia di prendermi in giro di buon mattino?" disse alzando le braccia incredula per poi farle ricadere sui suoi fianchi esili, inutile dirlo ma aveva un fisico davvero bellissimo.
"Io non ti sto prendendo in giro, ti sto dicendo che stanotte abbiamo fatto ses-" dissi seria e mi lanciò lo struccante colpendomi nel braccio, gemetti dal dolore e la guardai basita mentre si toglieva l'elastico che aveva sul polso facendosi poi uno chignon disordinato.
"Non abbiamo fatto.. insomma l'ultima parola che hai detto." borbottò avvicinandosi a me e si abbassò prendendo anche lei dell'acqua, mi morsicai il labbro nel vedere le sue gambe snelle nude e quel Germán poteva andare benissimo a fanculo che cazzo.
"Giusto!" esclamai recuperando i miei slip da terra e li indossai velocemente, il mio seno era scoperto e non avevo più vergogna dopo una cosa del genere, ero seriamente euforica.
"Abbiamo giocato a guardia e i ladri e ho vinto io perché ho preso il tuo frutto proibito per intero, Sierra." aggiunsi facendole l'occhiolino e spalancò la bocca incredula, nel mentre che cercava altro per lanciarmi contro io intanto stavo cercando di capire cosa ci faceva il mio reggiseno nella maniglia della porta.
Assurdo tutto questo.
"Raquel Murillo!" urlò esasperata e stava per avere una crisi mai vista, risi sottovoce e poi alzai le mani in segno di resa, aveva bisogno del tempo per metabolizzare mentre io mi sentivo la persona che aveva compiuto la cosa più giusta del mondo intero.
"Okay me ne vado Ali, tranquilla." dissi pacifica e notai il suo petto un pochino rosso dall'imbarazzo, si sedette nel letto afferrandosi la testa tra le mani e volevo fare qualcosa in questo momento dato che era vulnerabile assai.
Mi abbassai alla sua altezza accarezzandole le braccia piano come se potesse disintegrarsi e presi un lungo respiro profondo, improvvisamente la mia euforia diventò paura.
Paura di perderla, per questo fatto.
"Non allontanarmi dopo questo, non scacciarmi via come se per te non contassi niente. Non te lo lascerò fare quindi rassegnati, so che nonostante tutto il ghiaccio che hai dentro è impossibile da sciogliere per intero però penso che io, un pochino sia riuscita a farlo non trovi? E voglio continuare a farlo." incominciai in mia più completa onestà ed ero sempre stata oggettiva sulle situazioni, anche se ne ricavavo cose negative.
"Pecas, sai come sono fatta hey. Sono una persona che ti ha sempre inviato quei lunghi paragrafi, un doppio messaggio o quei messaggi vocali dicendoti come mi sento. Che tu lo legga, lo ascolti o no, ho sempre liberato le emozioni dal mio corpo come sto facendo ora. Trattenerle mi fa stare male, mi fa ammalare." le spiegai pacatamente e con un tono di voce serio, mi guardò dall'alto annuendo con la testa e aveva gli occhi lucidi, mise la testa di lato torturandosi le mani come faceva quando era nervosa dinanzi ad una situazione sconosciuta.
Mi inginocchiai mettendomi comoda e afferrai il suo mento riportando la sua attenzione su di me e sulla mia voce, volevo guardarla sempre negli occhi quando mi aprivo così tanto.
"Ti darò tempo, non ti stresserò, però in qualche modo sarò al tuo fianco. Sono consapevole del fatto che ciò che abbiamo fatto è una cosa abnorme, però è anche vero che non siamo più ragazzine ma due donne adulte quindi se vuoi saperlo a me è piaciuto cazzo, per quanto fossi ubriaca ho qualche ricordo sfuocato in mente." dissi facendo spallucce con fare sbarazzino e le strappai una piccola risata, si morsicò il labbro inferiore e la guardai decidendo di avvicinarmi lentamente al suo viso.
Alicia si paralizzò di colpo per la mia vicinanza e appoggiai le labbra sulla sua guancia lasciandole un dolce bacio confortevole, la nostra amicizia era sempre stata un tantino complicata quindi sapevo come comportarmi e aveva bisogno nonostante tutto di rassicurazioni.
O impazziva seriamente.
Mi lasciò fare stringendo un pochino i miei capelli e passai all'altra guancia dandogliene uno un po' più lungo gustandomi il suo profumo di buon mattino, poi senza aggiungere altro recuperai i miei vestiti e li indossai velocemente mettendomi la borsa in spalla.
La rossa non disse niente e la vidi rinchiudersi in bagno sciogliendosi i capelli e un piccolo sorriso si formò sulle mie labbra notando una cosa: aveva la mia camicia addosso.

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