- academia, segundo año.
alicia's pov.
È davvero un periodo dove la mia felicità è così evidente.
Il secondo anno era incominciato da quasi un mese, avevamo dato gli esami e ora ci stavamo focalizzando sugli argomenti nuovi e gli stage.
Parlo al plurale.. perché Raquel era sempre con me.
Come in questo momento, stavo digitando alcune cose al computer nel mio bellissimo divano in soggiorno e le sue labbra erano sul mio collo facendo anche l'impossibile per farmi cedere.
Ma ero così concentrata e propensa a terminare questi appunti che poi avrei stampato l'indomani perché volevo studiare tanto durante la settimana così il weekend potevo rilassarmi.
"Mhm, è il profumo che ti ho regalato io." disse la donna infilata nell'incavo del mio collo e le sussurrai un debole sì accarezzandole lievemente i capelli lasciandola fare, mi veniva da ridere perché aveva anche sottolineato le cose nel suo libro con gli evidenziatori appositi.
Poi la sua concentrazione era andata a quel paese.
Mi stava stuzzicando da svariati minuti e abbassò la mia felpa mordicchiandomi la spalla facendomi sussultare, alzai gli occhi al cielo continuando a digitare e guardai un'attimo l'orario notando che era quasi arrivato il momento di preparare la cena.
Anche Raquel era affamata ma sicuramente non di cibo.
Era bella però questa atmosfera, non avevamo ancora definito il nostro essere una coppia e c'erano delle volte in cui volevo parlarle di questo, avevamo prestabilito dei giorni dove vederci tutto il giorno e sembravamo delle fidanzate modello a tutti gli aspetti.
Raquel non era pressante e nemmeno io, avevamo entrambe i nostri spazi e sapevo dal profondo come lei nei miei confronti che necessitavamo del tempo per respirare.
L'Academia non era un percorso così semplice.
"Facciamo una pausa, giochiamo a fare i dottori. Tu fai la paziente io il medico." disse al mio orecchio con un tono di voce rauco e nonostante fosse così idiota amavo il suo lato perverso e passionale, ero letteralmente coperta di brividi dalla testa ai piedi.
"E dove sarebbe la sala operatoria?" dissi con un pochino di affanno e le scappò un gemito soffocato, smisi di digitare e Comisario intanto ci guardava incuriosito, sorrisi perché era cresciuto lievemente e sembrava davvero nostro figlio.
"Qui, sul tavolo, camera tua, oppure.. sopra alla lavatrice." disse eccitata e strinse la mia coscia mentre risi ad alta voce, la sua mano intanto chiuse il mio pc e lo mise sopra al tavolino intrufolandola poi dentro alla mia felpa per stringere delicatamente il mio seno.
"Dios, sei assurda. Dobbiamo studiare ricordi? Non diventiamo ispettrici con uno schiocco di dita Murillo." la ripresi severa e dopo neanche mezzo secondo era sopra alle mie gambe intrappolandomi nel divano, sgranai gli occhi sorpresa e si abbassò catturando le mie labbra.
"Sierra, sono in astinenza da Parigi. Sto rispettando il tuo tempo e penso che siamo arrivate ad un punto dove dobbiamo lasciarci andare." disse contro la mia bocca e la staccai un momento per guardarla in viso, i suoi capelli erano scompigliati e le sue pupille erano dilatate nel vedermi sotto di lei.
Era inevitabile che stesse così.
Raquel era letteralmente un uragano di emozioni.
"Parliamo prima, voglio capire." iniziai bloccandola e annuì, sembrava davvero seria ma poi sollevò i lembi della sua felpa e la gettò a terra rimanendo in intimo.
Mi si seccò la gola.
Il suo reggiseno era ricamato in pizzo, con un push up non troppo evidente ed era così trasparente che notavo i suoi capezzoli turgidi, il suo addome era teso perché i suoi muscoli erano evidenti e li sfiorai con l'indice strappandole un sorriso malizioso.
"Anche io voglio che tu capisca, quanto cazzo vorrei farti urlare ma se hai in mente qualcos'altro prego! Sono tutta orecchie." mormorò annuendo con la testa e mi toccai il viso nervosamente, mi tolsi gli occhiali massaggiandomi le tempie e stavo per esplodere.
Perché amavo il controllo, ma lei mandava a puttane tutto.
E mi piaceva cazzo, da morire.
Il suo palmo intanto stava toccando il mio seno destro e morsicò il mio labbro inferiore prima di dedicarsi totalmente al mio collo, lo morse lasciandomi subito il segno e strinsi i suoi capelli con una mano attaccandola ancora di più.
"E se non fosse il momento adatto?" le domandai un pochino tremolante e si bloccò nel vedermi un pochino a disagio, una parte di me voleva lasciarsi tremendamente andare ma ero terrorizzata perché mi era piaciuto talmente tanto farlo con lei che se avessimo iniziato non avremo smesso per nessuna ragione al mondo.
"Sai, in passato avevo questo vizio di programmarmi davvero ogni singola cosa e non sto dicendo che è sbagliato però se ci va di fare una cosa perché non farla? Perché non possiamo farci una scopata in tranquillità? Non ti capisco." disse alzando le braccia incredula e mi vennero le lacrime agli occhi, si stava arrabbiando e scossi subito la testa stringendo il suo braccio tonico dato che si stava alzando dal mio corpo.
"No per favore, non litighiamo." sussurrai con vocina esile e Raquel si addolcì subito, mi trasmise serenità e circondai il suo bacino con le mie braccia appoggiando la guancia sul suo petto ma lei alzò il mio viso baciandomi dolcemente la fronte.
"Sto esagerando, scusami pecas. Ora mi rivesto e mi metto a studiare d'accordo?" disse seria e si alzò cercando con lo sguardo la sua felpa ma serrai la mano attorno ai suoi capelli e capovolsi le posizioni facendole sbattere la schiena sul divano.
Era sconvolta.
Fece per parlare ma questa volta presi in mano la situazione io, mi sedetti sopra alle sue cosce slacciandole lentamente i bottoni dei suoi jeans.
Ecco cosa succedeva con lei, perdevo il controllo e non ero razionale perché vederla in questo stato non riuscivo ad avere un briciolo di razionalità perché era tutto così assurdo.
"Oh whoa- cosa cazzo sta succedendo?" sussurrò con il fiatone e mi misi comoda, alzai la mano sciogliendo la mia lunga coda rossa e i miei capelli ricaddero sulle mie spalle, tolsi la mia felpa mostrandole il mio seno risaltato e spalancò la bocca incredula.
"Tu dimmi ora, come dovrei mantenere la calma." disse nervosa e risi, l'afferrai per il mento per baciarla e subito la sua lingua si intrecciò con la mia mentre le sue mani vagavano sui miei glutei, abbassò lievemente i miei pantaloni della tuta e le infilò dentro graffiando appena.
"Hai ragione Raquel, facciamolo. Nessun programma, io e te ora." dissi con il labbro inferiore tra i denti e mi guardò per vari secondi, sorrise capendo che ero sicura e si focalizzò nell'osservare il mio corpo snello, tracciò il mio petto con le dita provocandomi miliardi di brividi e al contrario di Parigi ora ci vedevamo molto più chiaramente.
La donna sotto di me stava toccando le mie braccia e pensai che non ascoltò neanche una parola di ciò che dissi perché stava studiando la mia pelle candida provocandomi miliardi di brividi.
Sorrise lievemente in balia del mio corpo e con le dita afferrò una ciocca dei miei capelli rigirandoseli tra le dita molto piano, alzò lo sguardo osservandomi con quei suoi occhi marroni che amavo da morire perché erano così profondi.
Le sue labbra baciarono delicatamente il mio seno e sorrisi per la sua dolcezza, con una mano strinsi il divano mentre lei si appoggiava interamente nello schienale con me addosso, non gliene importò assolutamente e chiusi gli occhi lasciandomi veramente andare.
Raquel ci sapeva fare sul serio, le sue labbra erano lava incandescente e rilasciai alcuni sospiri di piacere facendola fremere, mi toccava da tutte le parti e mi morsicai il labbro vedendola infilarsi nell'incavo del mio collo per morsicarlo dolorosamente.
Il dolore mi invase ma era così piacevole che nemmeno la sgridai anzi, strinsi i suoi capelli in una morsa e portai la sua testa all'indietro baciandola con una passione mai vista, le nostre lingue si rincorrevano all'impazzata e ci lasciavamo dei morsi come se fossimo affamate.
"Dato che per tutto questo tempo non hai mai voluto fare sesso con me io direi di celebrare questo momento, registrando un sex tape." mi propose eccitata e mi bloccai guardandola stupefatta, inarcai un sopracciglio confusa e mi sorrise maliziosamente, scossi la testa e sbuffò.
"Oh andiamo! Perché no? Un piccolo video di un minuto, così quando sono da sola me lo riguardo." disse alzando il viso tirandomi il labbro inferiore con i denti e mugugnai, Raquel intanto baciò ogni centimetro del mio collo scendendo sempre più in passo e abbassò le bretelle del mio reggiseno per baciarmi la spalla in attesa che rispondessi.
"E se finisce da qualche parte?" dissi in panico e la mora non smise di lasciarmi una scia di baci mettendosi nuovamente comoda sullo schienale, scosse la testa subito stringendo i miei glutei e si leccò le labbra in un gesto sensuale che mi fece eccitare.
"Non ci inquadriamo in viso, ispettore. Lo mettiamo sul nostro account drive che condividiamo e ti ricordo che il mese scorso abbiamo messo una seconda password. Ma se non vuoi divertirti con la sottoscritta okay." disse maliziosamente e mi stava sfidando, misi la testa di lato valutando questa offerta allettante e sospirai per quanto fosse passionale.
Voleva sempre fare qualcosa di diverso in qualsiasi contesto.
"Peccato però, avremo potuto metterlo in qualche sito e diventare milionarie ma solo io devo avere l'onore di vederti tutta nuda che cazzo." aggiunse mettendo il broncio subito e afferrò un cuscino coprendomi il seno guardandosi attorno in allerta, scossi la testa incredula e afferrai il suo viso stupendo baciandola sulle labbra.
"Ma quanto cazzo sei idiota? Rimani qui." le ordinai alzandomi dalle sue gambe e le feci un'occhiolino facendola accigliare subito, afferrai Comisario in braccio lasciandogli una scia di baci sulla sua testolina minuscola e mi regalò delle fusa accoccolandosi al mio petto.
"Perché dovrei rimanere qui? Hey tu, vacci piano con la mia rossa!" urlò puntandogli il dito contro e non appena fece per avvicinarsi alzai la mano bloccandola subito, avevo in mente di farla uscire fuori di testa e ci sarei riuscita alla grande.
"Non parlare così a nostro figlio!" urlai io di rimando e lo rimisi nel suo spazio vitale, la mora intanto aveva le braccia conserte e la testa messa di lato ingelosendosi per tutto con un broncio adorabile in viso, mi avvicinai nuovamente inchinandomi al suo viso e la baciai facendola sciogliere subito per il mio tocco delicato.
"Perché voglio fare questa cosa folle, quindi sto andando a prepararmi un'attimo. Appena ho finito ti chiamerò intesi? Non vedo l'ora di.. vederti nuda." dissi bisbigliando l'ultima frase apposta e le lasciai un rapido bacio staccandomi da lei, aveva gli occhi sgranati e mi guardò fino a quando non mi rinchiusi in camera mia.
Mi scappò una risata nel vederla sconvolta e aprii il mio armadio mordendomi il labbro, afferrai un completo diverso dal solito e lo indossai perché tanto Raquel l'avrebbe tolto in mezzo secondo, a dir la verità avevo già in mente di mostrarglielo indossato prima o poi.
Il tutto era accompagnato da dei tacchi altissimi e come tocco finale indossai la mia vestaglia giusto per farla fantasticare ancora un pochino, mi osservai un'ultima volta allo specchio vedendomi bella e così tanto attraente solo ed esclusivamente per lei.
Mi venne da piangere perché il merito era solo suo.
Quando ti costruisci prima spiritualmente, ti trovi a un livello completamente diverso.
Conosci te stesso e di cosa sei capace perché sarai stato nel profondo della tua anima.
Questo è il motivo per cui non c'è nulla che possa sostituire il lavoro se vuoi davvero essere eccezionale.
Presi un lunghissimo respiro profondo sistemando le ultime cose e aprii lentamente la porta sedendomi poi nel mio letto incrociando le mie lunghe gambe snelle.
"Raquel? Me estás escuchando de verdad?" esclamai portandomi i capelli all'indietro e sentii i suoi passi subito, non appena mi vide si bloccò stringendo forte lo stipite con una mano per non cadere e spalancò la bocca facendo vagare lo sguardo in tutto il mio corpo.
Io invece stavo cercando in tutti i modi di non ridere perché non avevo mai visto questa espressione sul suo viso, era un momento così iconico.
Forse dovevo registrare questo e non quello che stava per succedere.
"Non sei reale." disse piano balbettando appena e decisi di alzarmi, ero decisamente più alta di lei e in automatico fece un passo all'indietro facendosi scappare un urlo come se fosse terrorizzata, risi afferrandole la mano trascinandola dentro in camera mia e si morsicò fortissimo il labbro inferiore.
"Sì invece, sono reale e incredibilmente tua." dissi a bassa voce ad un centimetro dal suo viso e le intimai di sedersi nel mio letto, così fece e si appoggiò sui gomiti squadrandomi vogliosa di me e impaziente nel vedere cosa ci fosse sotto alla mia vestaglia.
"E chi cazzo ha detto il contrario scusami?" disse accorgendosi della mia frase e alzai gli occhi al cielo, mi avvicinai a lei aprendo le sue gambe con la mia coscia e mi infilai in mezzo rimanendo comunque in piedi.
"Dai, slega." dissi sensualmente indicandole la cintura in seta e Raquel si toccò il viso nervosamente soffocando un gemito, ma poi mi ubbidì togliendo il laccio e aprendo il tutto, intravide il mio intimo e mi guardò con la passione nelle iridi.
Le mie mani stavano giocherellando con questo misero tessuto e con un colpo secco lo feci cadere a terra, indossavo delle calze auto-reggenti e giusto per farla impazzire mi voltai lentamente oscillando i fianchi per mostrarle in mio perizoma che mi calzava a pennello.
Raquel alzò una mano sfiorandomelo come se ne fosse in balia e misi la testa di lato facendo passare entrambe le mani nel mio seno richiamando eccome la sua attenzione.
"Finirò all'inferno Sierra, ma non me ne frega proprio un cazzo." disse stringendo il mio polso e mi scappò un piccolo urlo per come finii sotto di lei, a volte mi dimenticavo di quanto potesse essere forte questa donna, si allenava duramente ogni singolo giorno.
"Ti piace?" le domandai innocentemente e non mi rispose, la guardai bene e sussultai nel vederla così nel suo mondo, non aveva voglia di scherzare e la sua mascella era contratta tantissimo e i suoi occhi sembrava fossero diventati neri.
Oh cazzo.
Si alzò guardandomi dall'alto e notai le vene delle sue mani un pochino gonfie dall'eccitazione, era entrata nel suo ruolo dominante perché stava facendo tutto in modo lento valutando sicuramente come fottermi per bene in tutti i sensi.
Tolse la sua cintura facendola ricadere a terra e mi morsicai il labbro inferiore fino a farlo sanguinare perché era così autoritaria, mi guardò negli occhi sfilando ogni suo singolo anello dalle dita e camminò lentamente fino al mio comodino appoggiandoli uno ad uno come se si potessero spezzare.
C'era silenzio ma avevo il cuore in gola.
Ritornò davanti a me sbottonando i suoi jeans e abbassò la zip, avrei voluto tanto farlo io ma non avevo le forze perché ero abbagliata dalla sua bellezza, dai suoi capelli scompigliati, dalle sue labbra gonfissime e dal suo volto teso perché non vedeva l'ora di avermi.
Era così bella.
Osservai le sue gambe slanciate e appoggiò un ginocchio nel materasso mentre io in automatico aprivo le gambe in modo tale che potesse infilarsi in mezzo, anche lei non scherzava riguardo all'intimo che indossava perché vederla per intero era paradisiaco.
I nostri seni si sfiorarono di poco e gemetti, non distolse lo sguardo dai miei occhi verdi e allungò il braccio afferrando il suo telefono, studiò bene la postazione e lo appoggiò sopra ad un pilastro di libri nel comodino alla nostra sinistra in modo tale che si vedessero solo i nostri corpi.
"Questo video.." sussurrò con voce rauca incominciando a baciarmi lentamente il collo con baci umidi e caldi e già sentirla parlare in questo modo mi fece eccitare da morire tant'è che le mie cosce tremarono sotto di lei.
"Lo guarderò quando non sarò con te, magari staremo facendo degli stage diversi." disse mantenendo questo tono basso e annuii distrattamente, leccò la mia gola lentamente e morse la mia mascella dando poi il via ad un bacio passionale che mi irradiò dalla testa ai piedi.
Questa donna, Dio santissimo.
"E mi aiuterà a non impazzire, perché ti sentirò dire il mio nome, gemerlo, urlarlo, sussurrarlo e.." si bloccò chiudendo gli occhi morsicando il suo labbro e si alzò facendo passare il palmo della mano sul mio seno stringendolo possessivamente, scese sempre più in basso e stavo tremando come una foglia, incredibile cosa stesse accadendo sotto al suo tocco.
Si fermò all'orlo dei miei slip e testò quanto fossi incredibilmente bagnata per lei, pronta a riceverla e lasciarmi andare realizzando che anche questa volta stavo facendo la scelta giusta.
Ero qui, nel mio letto, lontano da tutti con la donna che volevo, che bramavo.
Avevamo la bocca spalancata entrambe e Raquel squadrò tutto il mio corpo affondando le unghie sulla mia coscia impiantata nel suo fianco, sfiorai il suo braccio incominciando ad accarezzarlo e le sue vene esplodevano dalla passione che stava provando e questo, mi fece eccitare.
Ma provai paura, paura per come potesse prendere il controllo su di me.
"Sei stata mia a Parigi, lo sei anche adesso e lo sarai per sempre. E in questo momento non ne hai idea dello tsunami che sto provando, quasi quasi mi fa male volerti così tanto ma ne vali la pena." mormorò abbassandosi piano centrando le nostre intimità e mi baciò facendo partire il video contemporaneamente, mossi il bacino sotto di lei sentendo le palpitazioni mangiarmi viva per tutto quello che mi stava dicendo.
Ne vali la pena.
Nessuno aveva mai detto ciò per me.
Azzardai a toccarla ma afferrò i miei polsi portandoli sopra alla mia testa subito, ci baciammo come se potessimo diventare una cosa unica e anche lei prese ad assecondare i miei movimenti facendomi mugugnare contro le sue labbra.
Mi piaceva non opporre resistenza con lei, amavo ricevere tutto quello che mi dava perché ne era talmente all'altezza che aveva il consenso di tutto.
Premetti con il tacco sulla sua caviglia e abbassò il mio reggiseno roteando la punta della lingua sul mio capezzolo turgido, nel farlo mi guardò dritta negli occhi e portai la testa all'indietro gemendo segretamente il suo nome, non potevo muovermi dato che stringeva con una mano i miei polsi esili impedendo di muovermi liberamente.
Inarcai la schiena per i suoi baci caldi sul mio addome e morsicava tutto quanto lasciandomi dei piccoli marchi che potevo tranquillamente nascondere, alzai la testa vedendo il suo percorso e baciò la mia coscia passandoci la lingua sullo stesso punto senza interrompere il nostro sguardo.
Era eccitante il fatto che non volesse perdersi le mie espressioni e sorrisi appena perché era così bella quando era in questo stato, la presa sui miei polsi si allentò dato che fece passare le mani su tutta la lunghezza dei miei fianchi e li strinse infilandosi poi tra le mie cosce.
Le serrai in automatico e mi guardò male facendomi arrossire come non mai.
"Mossa sbagliata." sussurrò rimettendosi in mezzo e abbassò un pochino il mio intimo scoprendo il mio ventre piatto, non lo tolse del tutto apposta e torturai le mie labbra rosse.
"Tesoro, che aspetti? Mhm?" bisbigliai mettendomi comoda sul cuscino e feci su e giù con il tacco percorrendo la sua caviglia lentamente stuzzicandola un pochino, si portò i capelli all'indietro e mi sorpresi per la mia forza di provocarla in questo momento.
Percorse con il pollice le mie labbra e lo infilò dentro facendomi fare un verso di sorpresa dato che non l'aveva mai fatto, la guardai sgranando gli occhi e non appena mi mossi serrò la mano sulla mia gola bloccandomi sotto di lei continuando questo giochetto.
Ansimai stringendo il suo polso senza toglierlo e sentivo le vene pulsare, la sua forza era incredibile e stava penetrando in ogni singola cellula del mio essere, mi stava facendo capire con questo gesto che non avevo altra scelta se non abbandonarmi a lei.
E lo feci davvero.
"Ti prego." bisbigliai ormai impaziente e quasi mi venne da piangere, odiavo implorare qualcuno però lei era.. Raquel, non mi avrebbe mai giudicata in ogni caso e potevo seriamente essere Alicia al 100% anche in un momento come questo.
Questo era il bello del nostro rapporto, perché prima di arrivare a questo punto qui avevo conosciuto piano piano ogni sua sfumatura e avevamo ancora tantissima strada da fare ovviamente ma ero così orgogliosa del fatto che aveva capito tutto e cosa più importante: mi aveva aspettata nonostante i miei dubbi, le mie paranoie.
"Qué quieres que haga?" disse con un sorriso malizioso sulle labbra e leccai il suo dito di nuovo nonostante fossi immobilizzata, la mora percorse di nuovo le mie labbra e mi agitai sotto di lei in automatico inarcando la schiena, ne approfittò e tolse il mio reggiseno gettandolo a terra.
Osservò il mio seno nudo facendosi scappare un gemito e amava questa parte del mio corpo con tutta se stessa, ne era in balia e subito si abbassò per baciarmi il petto dolcemente.
"No quiero nada, te quiero a ti, solo a ti, quiero todo de ti." dissi tremando e la mia voce era esile, sembrava che non ne avessi ma uscii tutta la mia eccitazione per colpa sua.
Raquel chiuse gli occhi nel mentre che parlavo e mi baciò con passione facendo scontrare subito le nostre lingue come due serpenti danzanti in balia di una melodia ipnotica.
"Hai già tutto di me, e lo avrai sul serio per sempre." disse contro la mia bocca mordendomi le labbra e questa volta sganciai io il suo reggiseno, mi staccai guardandola mezzo nuda e quasi piansi come un'idiota per quanto fosse bella e così tanto sensuale.
Il suo corpo era veramente stupendo, così proporzionato, con il suo accenno di muscoli che mi aveva fatto impazzire dal primo giorno che la vidi.
I nostri seni combaciarono e la graffiai da tutte le parti facendo cadere a terra i miei tacchi a spillo creando un tonfo, tirai i suoi capelli mossi attaccandola al mio viso e strinsi i suoi glutei stupendi facendomi scappare una risatina eccitata.
"Ti sembra il momento di ridere? Io sto per svenire sul serio." disse ad una certa per smorzare un pochino tutta questa tensione e la ringraziai mentalmente, sorrise pure lei nel vedere le mie guance in fiamme e mi baciò ogni singola lentiggine che avevo in viso.
Abbassò i miei slip facendoli scivolare lungo le mie gambe e mi scappò un piccolo gemito di sorpresa, ero letteralmente nuda e le sue dita incominciarono a stuzzicare la mia entrata.
Finalmente.
Mi sentii completa non appena entrò dentro di me accompagnando la sua passione con due dita e la guardai con gli occhi lucidi per quanto fossi felice in questo momento, non stavamo facendo solo sesso ma sentivo la mia persona unirsi con la sua.
Tutta la sua energia era dentro di me.
La potenza dei suoi occhi mi stava facendo diventare sempre più piccola e mi accompagnò nei movimenti prendendosi letteralmente cura di me come sempre, questa volta c'era un qualcosa che stava cambiando, non era solo un piacere fisico quello che stavamo provando.
Era qualcosa di troppo oltre, e non ero per niente spaventata.
"Se solo ti potessi vedere con i miei occhi in questo momento, Alicia." bisbigliò al mio orecchio sorridendo e mi baciò il collo ansimandoci contro stendendosi sopra di me senza farmi troppa pressione, graffiai la parte bassa della sua schiena portando gli occhi all'indietro e le stavo regalando dei gemiti stupendi che la fecero gemere di rimando.
"Guardami." le ordinai afferrando il suo viso stupendo e ci guardammo mentre sentivo le guance andarmi in fiamme, mi contorsi ripetutamente sotto di lei alzando il viso per stamparle un bacio e sussurrai il suo nome in preda a delle convulsioni.
Non mi era mai capitato con nessuno, solo lei mi stravolgeva tutto quanto.
Con il pollice premette sul mio clitoride pulsante e mi scappò un urlo non troppo alto, le feci davvero male a causa delle mie unghie ma Raquel non si lamentò per nessuna ragione al mondo anzi, continuò a baciarmi amorevolmente sussurrandomi frasi dolci.
"Lo hermosa que eres, así." disse mordicchiandomi il lobo e passò al mio viso, non voleva farmi troppo male e i suoi limiti si percepivano davvero tutti e di questo le ero davvero grata ma volevo che non avesse paura di perdere il controllo del tutto.
Venni un secondo dopo tra le sue braccia e non urlai il suo nome per il momento e la mora sorrise nel vedermi arrivare all'apice, mi lasciò un lunghissimo bacio sulla fronte dandomi ancora piacere e distesi le gambe attorno ai suoi fianchi stringendola a me.
Recuperai fiato sentendomi incredibilmente bene e rilassata grazie alla donna sopra di me che mi sorrise meravigliosamente, ricambiai accarezzandole il viso con le dita in balia della sua bellezza e prima che potesse replicare la misi sotto di me.
21:45
Raquel finì di girare lentamente la cartina che aveva tra le dita e concluse il tutto leccandola molto piano, erano passate alcune ore ed eravamo sconvolte e nude avvolte dal mio lenzuolo.
"Tieni." disse passandomi l'accendino e fumai rilassandomi, appoggiai la testa sul cuscino guardando il soffitto e la mora si alzò infilandosi gli slip velocemente.
Si fermò davanti allo specchio guardando cosa diavolo avessi combinato in tutta la sua schiena e sussultai mettendomi seduta di scatto, le avevo davvero fatto un gran male.
"Quando sarò vecchia almeno potrò vantarmi e dire di essermi divertita in Academia! Ci pensi a come potremo essere tra un paio d'anni?" disse girandosi verso di me e si bloccò nel notare che ero triste in viso, si avvicinò mentre spegnevo il mozzicone nel mio portacenere e gattonò nel mio letto arrivando vicinissima al mio viso.
"Ho detto per caso qualcosa di sbagliato che ti ha turbata?" sussurrò dolcemente e afferrai il suo mento lasciandole dei dolci baci sulle labbra sentendomi in colpa perché il suo corpo per me era una delle mie cose preferite, stava in cima alla mia lista.
"Non voglio mai farti del male, mai in tutta la mia vita. Per cosa poi? Per un'orgasmo?" le dissi scuotendo la testa e la mora si sedette al mio fianco stringendo delicatamente la mia mano, intanto afferrai nuovamente la mia sigaretta e fumai nervosa.
"Non è successo niente, sto bene in ogni caso e penso che non ci sia nulla di male. È stato bello dopotutto e quando siamo così non siamo razionali Alicia, perdiamo il controllo entrambe e succede questo." disse pacatamente lasciandomi un bacio sulla spalla e stavo metabolizzando le sue parole, non le risposi facendo uscire il fumo dalle mie labbra e sospirò.
"Se vuoi faccio una spaccata al volo proprio adesso così stai più tranquilla." aggiunse dandomi una piccola gomitata scherzosamente e sorrisi facendomi scappare una risata genuina mai sentita prima d'ora, la donna al mio fianco sorrise ancora di più e mi baciò subito sdraiandosi poi al mio fianco mettendo un braccio dietro alla sua testa.
"Scusami." dissi facendo spallucce e mi accoccolai a lei abbraciandola piano, mi lasciò un bacio tra i miei capelli rossi e accarezzai il suo braccio facendola rilassare mentre ci gustavamo questo silenzio rilassante fatto però di mille parole.
"Sto bene, mi hai fatta stare bene, ti sei presa cura di me e questo è l'importante okay?" mi disse circondando la mia vita con l'altro braccio per attirarmi ancora di più a sé e mugugnai in segno di approvazione alzando di poco il viso per baciarla sulle labbra.
Era un momento perfetto, io, lei, così strette trasmettendoci calore.
Tutte le nostre barriere erano inesistenti, eravamo vulnerabili insieme però stavamo talmente in pace che non c'era bisogno di essere in guardia sui pericoli esterni.
Il suo respiro diventò regolare e tantissimo profondo, si era addormentata e alzai il piumone coprendoci ulteriormente mentre affondava il viso nell'incavo del mio collo rilassandosi di più sentendosi ancora più al sicuro.
La guardai perdendomi nella sua voragine, nel suo vortice per l'ennesima volta e ne ero talmente tanto in balia che sorrisi pensando a quanto non avessi paura di innamorarmi di Raquel Murillo.
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utopia
Fanfiction• RALICIA. (gxg) In un rapporto, c'è una profondità maggiore più di quanto pensiamo o utilizziamo. Nessun luogo, anche l'ignoto può trattenere l'amore in tutte le sue forme, anche nell'entroterra. 𝘓'𝘈𝘤𝘢𝘥𝘦𝘮𝘪𝘢, un mondo immenso dove due anime...
