15. comisario

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- academia.

raquel's pov.

Sono una persona estremamente orgogliosa.
Non mi piace chiedere scusa per prima, anche se ho ragione, però da quando io e Alicia ci stavamo frequentando tutto il mio ghiaccio si stava sciogliendo.
Stavo.. bene.
Incredibilmente bene.
Ma c'è un piccolo problema: abbiamo litigato.
E in questo momento sono nel panico più totale perché non so se chiamarla, andare a casa sua o farle una serenata ma ero convinta al 100% che avrebbe chiamato la polizia.
Ma improvvisamente mi venne in mente un'idea ed eccomi qui seduta in macchina, con una destinazione in mente che mi avrebbe salvata.
Parcheggiai davanti a questo edificio con un'insegna carina e sorrisi scendendo dalla macchina, chiusi lo sportello camminando con passo veloce ed entrai.
Una signora con un sorriso dolcissimo mi accolse e mi guardai attorno un pochino nervosa ma mi fidai del mio istinto e sì, stavo facendo la scelta giusta.
"Buongiorno, come posso aiutarla?" disse sorridendomi e mi avvicinai al bancone, ero ancora in tempo per andarmene via a gambe levate ma le parole uscirono così spontanee.
"Salve, so che questo è un canile però ho visto nel cartello all'esterno che c'è la possibilità di adottare anche dei gatti giusto?" mormorai sentendo in lontananza abbaiare ma per quanto amassi i cani non era quello che volevo.
"Sì, guardi se vuole adottare un cucciolo, quasi un mese fa una delle nostre mamme gatte ha dato alla luce quattro splendidi gattini. Li vuole vedere?" disse estasiata facendo il giro del bancone e annuii subito, gli occhi mi si illuminarono e mi fece strada, amavo le energie positive che emanava e questo posto era così bello, così accogliente e così pieno di amore.
Percorremmo un corridoio un pochino lungo e successivamente entrammo in una stanza dove c'erano quasi una decina di gabbie con sopra, dei cartellini con i singoli nomi.
La signora davanti a me posizionò un dito sopra alle sue labbra intimandomi di fare silenzio e mi avvicinai a piccoli passi, c'era una piccola cesta e una gatta meravigliosa era posizionata all'interno dove quattro gattini di medie dimensioni giocavano allegramente.
Stavo per piangere.
"Ti presento Amonet, il suo nome deriva dall'antico Egitto, è la dea occulta, protettrice di tutto ciò che è nascosto e segreto. Sapevi che il gatto era sacro al Sole a Osiride mentre la gatta alla Luna e a Iside? Gli Egizi veneravano Bastet, una divinità con un corpo da donna e testa di gatta, era figlia di Iside e sorella di Horus. Era una dea molto potente collegata a Ra ed era simbolo della vita, della fecondità e della maturità." mi spiegò la donna più anziana e ascoltai attentamente queste parole, sicuramente ne sapeva molto a riguardo e mi inchinai accarezzando Amonet che in cambio mi regalò tante fusa.
"È bellissimo tutto questo, ma ancora di più questa dea." dissi continuando ad accarezzarla e intanto osservai i suoi cuccioli che non avevano smesso per un secondo di giocare, per niente intimoriti dalla mia presenza, anzi, uno mi guardava molto attentamente.
"Solitamente è il gatto che ti sceglie, quindi penso che dovrai aspettare un pochino e vedere un po' se tra questi quattro qualcuno è coraggioso a staccarsi in modo definitivo dalla madre." disse facendosi scappare una risatina e sorrisi pure io, due erano bianchi, uno era nero e l'altro arancione con delle sfumature un pochino rossastre.
Come il fuoco.
Come il sole.
Come.. i capelli di Alicia.
"Se posso chiederti, come mai sei qui?" tentò la donna al mio fianco e non mi girai continuando a regalare amore gratuito e queste bestioline che volevo portare via.
"Ho litigato con una persona alla quale voglio tanto bene, ho pensato a come farmi perdonare e in automatico sono venuta qui. Folle vero?" dissi mettendo la testa di lato e notai che si era seduta in una piccola poltrona non troppo lontana da me, una treccia delicata le ricadeva a lato e i suoi occhi erano di un'azzurro molto intenso.
"Anche le persone ti scelgono, e se vorrai parlarmi di qualcosa in questo momento di scelta sappi che sono qui. Amo escuchar a la gente hablar de sus sueños, amo la intensidad, la pasión en sus ojos, nada más lindo que ver que todos somos unos soñadores locos con ganas de tanto." disse mettendomi ancora più a mio agio e mi sedetti per terra incrociando le gambe senza interrompere il contatto visivo.
"Il nostro rapporto non era così inizialmente sa? Eravamo migliori amiche poi con il passare del tempo qualcosa è cambiato, siamo andate troppo oltre ma da quasi due mesi stiamo facendo le cose con molta calma per incominciare ad instaurare una sana relazione. Vogliamo diventare ispettrici entrambe, ci siamo laureate e poi senza neanche volerlo siamo capitate nella stessa Academia di polizia quindi, spero tanto di poter lavorare con lei in futuro ma sopratutto non voglio perderla." incominciai il mio discorso e qualche volta i nostri occhi si incontrarono ma mi intimò di continuare, sussurrandomi che poteva chiamarmi Alba.
"Sono seria con lei, però diciamo che ho alcuni traumi del passato per colpa di persone tossiche che mi hanno fatto solo del male. Lei per tutto questo tempo mi è stata vicina, ha saputo ascoltarmi davvero e darmi tantissime attenzioni quindi le sono infinitamente grata anche perché è così libera, così piena di luce e mi da ogni singolo spazio che necessito. Non si basa solo sulle apparenze, vuole il meglio per me ed io le auguro lo stesso." dissi facendo fuoriuscire tutto e non so, forse era questo posto stupendo e questi gatti così amorevoli che avevano il dono di far uscire le mie parole con una leggerezza unica.
Avevo bisogno di parlare.
Anche se era una sconosciuta.
"Un trauma non guarito ti farà perdere opportunità, connessioni sane e una vita migliore pensata per te perché non credi di meritartelo. Quindi finisci per auto sabotarlo nel processo perché non sei abituata a sperimentare cose sane e buone. Quando ti sei abituata a trattamenti tossici e a persone che ti hanno convinta che non vali, nella tua mente si instilla il fatto che non meriti qualcosa di buono, quindi diventi nervosa e ansiosa ogni volta che fai effettivamente qualcosa di sano. Meriti di sperimentare un amore e un ambiente che ti facciano sentire sicura, amata e rispettata. E meriti di permetterti di essere aperta nei loro confronti, qualunque cosa tu abbia vissuto." disse gentilmente e mi voltai guardandola negli occhi, mi sorrise mostrandomi una luce davvero notevole e lei era così calma tant'è che non si faceva nessuno scrupolo a dire ciò che pensava.
Assurdo tutto questo, ma così spirituale.
Non ci pensai due volte a ringraziarla.
"Prima di incontrarla ero molto scettica riguardo alle relazioni così, ritengo di essere una persona talvolta troppo selettiva e ho avuto dei momenti nella mia vita dove sono stata davvero tanto sola. Ma sa cosa? Stavo bene. Amo le persone che sono gentili con gli altri senza vincoli o stronzate subdole. Quelli dal cuore d'oro che fanno cose buone perché lo vogliono, non perché hanno secondi fini o si aspettano qualcosa in cambio... quelle sono le mie persone. Lei è una di quelle." dissi facendomi scappare un sorriso davvero grande nel pensarla e chissà cosa diavolo stava facendo in questo momento, se n'era andata da lezione arrabbiata da morire e sicuramente stava recuperando, studiando tantissimo.
Erano a malapena le sei di sera.
"La necessità di convincere le persone a vedere il tuo valore è solitamente un segno che ancora non riconosci il tuo di valore. Però vedo con mia grande sorpresa che non sei così anzi, e se posso dirti un'altra cosa: perdona le versioni più giovani di te che hanno cercato di adattarsi dove non ne avevano bisogno, desideravi essere accettata tra braccia fredde e volevi essere vista dagli occhi sbagliati, ma l'impressionabilità è una catena difficile da cui liberarsi. Sii orgogliosa di chi sei adesso, sei libera dalle opinioni." disse Alba facendomi l'occhiolino e mi scusai un'attimo afferrando il telefono dato che aveva vibrato nella tasca dei miei jeans.
Era proprio Alicia.

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