James aveva visto abbastanza.
Le immagini di se stesso fatto a pezzi erano ancora davanti ai suoi occhi, e come poteva essere altrimenti?
Era talmente macabra e assurda come situazione che i brividi che gli avevano percosso le membra non accennavano a lasciarlo.
Vedere la propria morte.
La rabbia lo invase come un fiume in piena e girò le spalle scendendo le scale di corsa.
Sentì la voce di Albus che lo chiamava, ma non gli importava.
Sicuramente suo fratello aveva visto il suo viso, sicuramente lo conosceva talmente bene da sapere cosa stava pensando, sicuramente voleva fermarlo, ma non glielo avrebbe permesso.
" Cosa ci avete fatto?"
I suoi occhi nocciola si puntarono direttamente in quelli dell' unica persona che era rimasta al piano inferiore.
Cindy alzò il viso e vide la sua espressione furiosa mentre finiva di scendere le scale.
Immediatamente si alzò in piedi e si spostò di qualche centimetro.
Razionalmente pensava che James Potter non le avrebbe fatto del male, ma osservando il suo volto non ne era così sicura.
Sembrava letteralmente una furia.
In pochi passi finì di scendere le scale e lei venne quasi travolta da lui che le strinse le braccia quasi sollevandola di peso.
" James" Cindy vide con la coda dell' occhio Albus dirigersi verso di loro, ma si fermò ad un' occhiata del fratello e rimase indietro di qualche passo, sicuramente pronto ad intervenire se le cose fossero andate troppo in là.
" Dimmi cosa ci avete fatto?" domandò di nuovo e Cindy rabbrividì, i suoi occhi sembravano di nuovo quei pozzi di ira e dolore che aveva notato il primo giorno.
" Che...che vuoi dire?" la sua voce era quasi un balbettio, ma James non ne fu affatto commosso e non lasciò la presa.
Mai come in quel momento avrebbe voluto essere più coraggiosa e non una semplice scienziata.
Avrebbe voluto liberarsi e insultarlo, picchiarlo o forse, anche consolarlo per quel dolore che poteva percepire nelle sue parole.
" Non fare la furba con me" le disse " perché mia sorella e mio fratello hanno i ricordi della mia morte?" la scosse leggermente "perché mio padre ha trovato i pezzi del mio corpo?" la scosse più forte, ma si fermò quando vide gli occhi di lei riempirsi di lacrime e la lasciò di scatto arretrando di un paio di passi.
Lui non era così, ma tutta questa situazione lo stava mandando fuori di testa, tutto quello che aveva passato o che aveva passato la sua famiglia gli stavano bruciando la pelle come se gli avessero messo dei tizzoni ardenti sopra di questa.
La guardò un attimo. I suoi occhi erano ancora pieni di lacrime e lui si sentì un verme.
Ormai pensava di aver capito che tipo era quella ragazza e anche se non l' avrebbe mai potuta perdonare totalmente, aveva compreso che lei con l' attacco a casa sua non c' entrava niente.
La parola scusami gli balzò in testa, ma si affretto a seppellirla sotto tutto il suo orgoglio.
Non si sarebbe mai scusato con un' Apocalittica. Neanche se è la ragazza che ti ha permesso di tornare a camminare?
Scosse la testa per tornare alla lucidità e si lasciò cadere su una sedia per prendere fiato, quello che stava per dire andava contro ogni legge naturale e soprattutto andava contro ogni logica " perché sono vivo?" le chiese, ormai la sua voce non era più piena di rabbia, ma piena di disperazione e forse fu quello a smuovere Cindy che sospirò appoggiandosi al muro.
" Loro volevano che fossi vivo" gli rispose e quando lui alzò di nuovo gli occhi su di lei, Cindy non poté non stupirsi per l' ennesima volta di come il cambiamento di James partisse sempre da lì.
Quando l' aveva presa per le spalle i suoi occhi si erano rabbuiati talmente tanto da sembrare quasi neri, adesso il dolore li faceva luccicare così tanto da sembrare che sfumassero sul verde.
" Cosa vuoi dire?" chiese Albus, ma Cindy non spostò lo sguardo da James, era quasi come se le sembrasse di dovergli qualcosa, anche se non capiva cosa, visto che non l' aveva portata neanche da sua sorella come era stato pattuito.
" Io non so tutti i loro ragionamenti, io ero solo..."
Si fermò prima di dire scienziata perché gli occhi di James lampeggiarono di nuovo.
" Però so come hanno fatto a fingere la tua morte" disse e James la guardò come se anelasse ogni sua parola.
" Come saprai se effettui una trasfigurazione umana su una persona e subito dopo la uccidi, questa resta perenne..."
" Ma papà ha controllato il sangue...il DNA" la interruppe Albus, visto che James sembrava aver perso l' uso della parola.
" Quelle poche gocce trovate in un corpo completamente dissanguato?" domandò lei.
Aveva sempre ammirato l' astuzia usata da quel gruppo di pazzi, ma adesso trovandosi davanti gli occhi sconvolti di James si ritrovò a pensare che avrebbe voluto l' avessero lasciato stare.
Che non lo avessero fatto soffrire in quel modo.
" Ecco perché mancavano anche i denti" il sussurro di Harry fece sobbalzare tutti.
Nessuno si era accorto che fosse arrivato, ma adesso che l' attenzione di tutti era su di lui potevano evincere come la mascella fosse tesa fino allo spasmo e la sua rabbia fosse percepibile come se fosse qualcosa di tangibile.
Da quando aveva ritrovato James si era sempre chiesto come avessero fatto ad ingannarlo, a volte se ne era scoperto persino ossessionato.
Rimproverandosi per essersi arreso, per non aver continuato a cercarlo; chiedendosi se non avesse fallito come padre, se avrebbe potuto evitargli tutta quella sofferenza.
Adesso capiva che non avrebbe potuto, che era tutto orchestrato alla perfezione.
" Perché?" chiese James in un sussurro.
Perché lo avevano fatto? Cosa ci guadagnavano? Perché non ucciderlo davvero? Perché non ucciderli tutti?
Prima che Cindy potesse rispondere, però, successero più cose contemporaneamente.
Il camino s' illuminò e dalle fiamme verdi uscirono prima Ron e successivamente Hermione. Gli occhi di suo padre s' illuminarono mentre li portava sui suoi migliori amici.
Si soffermò sul viso di Hermione " bene, dimmi dove" disse soltanto e lei non perse tempo mostrandogli un foglio.
James tenne gli occhi fissi su suo padre e quando vide, per la prima volta da giorni, le sue labbra distendersi in un sorriso, capì cosa dovesse esserci scritto.
" Pronti?" disse guardando Ron, ma prima che lui potesse rispondere James si alzò in piedi.
" Vengo anche io" disse imperioso, ma suo padre scosse immediatamente la testa " no" disse soltanto. Non poteva rischiare di perderlo di nuovo.
James aggrottò le sopracciglia " non ti sto chiedendo il permesso" si oppose " ho capito dove state andando e voglio venire anche io, dovessi seguirvi con la forza".
" Non posso rischiare di perderti di nuovo" gli disse dando voce ai suoi pensieri, alla sua paura.
La voce cupa con la quale parlò fece stringere il cuore di James, ma questo non l' avrebbe fermato.
Fissò il padre dritto negli occhi, senza incertezze " Devo affrontarli" disse determinato "non c' è nessuno che li odia più di me..."
" Non ne sarei così sicuro" la voce di Pegasus lo fece voltare e James sgranò gli occhi.
I suoi occhi erano ancora dorati e le sue mani illuminate, sembrava che i suoi poteri fossero ormai fuori controllo, o forse, al contrario, per la prima volta erano controllati benissimo.
Nel suo volto non c' era più traccia del ragazzino troppo potente e che non sapeva come gestire tutto quello che aveva, adesso era un volto risoluto.
Il suo viso, il suo corpo, tutto emanava energia, come se adesso si fosse liberata dentro di lui.
Harry guardò il volto del nipote, sembrava totalmente cambiato in poche manciate di minuti, come se avesse preso coscienza di sé. Scorpius e Cris erano al suo fianco e gli altri due ragazzi del futuro erano un passo dietro di loro.
" Non potete venire tutti, non vi farò venire..."
La voce gli morì in gola quando Pegasus sorrise, poi afferrò suo padre per un braccio e con un forte schiocco si smaterializzarono.
" Non preoccuparti, nonno, lo fa spesso" disse J.J. con voce divertita.
Pegasus non aspettava il permesso di nessuno, lui era una testa calda e adesso che sapeva come trovare sua madre niente lo avrebbe fermato.
Voleva solo abbracciarla.
" Ma questa casa ha gli incantesimi antimaterializzazione" la voce di Hermione era talmente stupita e i suoi occhi talmente sgranati che Harry pensò che per una razionale come lei, i poteri di Pegasus andassero oltre ogni umana comprensione.
" Già, ma questo pare non fermarlo mai" scherzò Cris " e ora, visto che noi umani dobbiamo uscire di qua per smaterializzarci, che ne dite di dirci dove dobbiamo andare?"
Harry guardò il volto di tutti. Era combattuto.
La voglia di proteggerli che si sommava alla comprensione dei loro sentimenti.
Li guardò per un solo secondo: James e Albus, chi meglio di loro poteva dire cosa voleva dire soffrire per mano degli Apocalittici? I ragazzi del futuro, chi era lui per dire che non avevano il diritto di combattere la loro guerra?
In fondo erano tornati indietro per quello.
Passò il foglio a James " dovete leggerlo tutti" spiegò Hermione " è un luogo protetto e per assurdo il custode segreto neanche si rendeva conto di cosa sapesse..."
" Il che è tutto dire data la sua posizione" lo interruppe Harry scuotendo la testa, nel frattempo che il foglio girava di mano in mano.
" Sapessi che soddisfazione dirgli in quale inganno era caduto" affermò Ron con la voce piena di trionfo.
" Cormac ?" chiese Draco e l' assenso di Ron lo riempì di soddisfazione.
Quel tronfio piccolo uomo pieno di sé, avrebbe pagato galeoni per vedere la sua reazione.
" Mi mostrerai il ricordo, Weasley?" scherzò " con molto piacere" rispose Ron.
Albus seguì con lo sguardo Draco e Ron e inarcò le sopracciglia " ok, stiamo per morire" scherzò, ma l' occhiata di Harry lo zittì.
" Entreremo nel camino e arriveremo all' Accademia, poi da lì ci smaterializzeremo" li informò.
Vide Draco aprire la bocca, ma lo precedette " siamo in un quartiere Babbano, non voglio perdere tempo ad obliviare tutti" rispose alla sua domanda implicita.
" Bacchette alla mano e ricordatevi..."
" Vigilanza costante" lo interruppe J.J. ripetendo quello che diceva sempre loro ogni volta che partivano per una missione, ma Harry scosse la testa e i suoi occhi verdi luccicarono " no, li voglio tutti in prigione per stasera" disse loro e tutti annuirono con un sorriso.
Hermione entrò nel camino e dopo pochi secondi sparì avvolta dalla fiamme verdi.
Harry guardò Cindy " tu verrai con noi" le disse e lei sobbalzò.
Nella tana degli Apocalittici? Lei non sapeva combattere, senza contare che non aveva una bacchetta.
" Potrebbe essere controproducente" si oppose James distogliendo l' attenzione da suo zio che stava sparendo avvolto a sua volta dalle fiamme.
" Già, potrebbe tradirci in qualsiasi momento, Alice starà con lei" aggiunse Albus e Alice si voltò verso di lui " Potter, se pensi che stia a casa..."
" Ma il piccolo" la interruppe Albus e Alice scosse la testa " mio figlio sta già rischiando la vita" disse indicando J.J. " quindi io vengo con voi" disse in un tono che non ammetteva repliche.
J.J. abbassò la testa arrossendo leggermente. Aveva deciso, adorava la forza di sua madre.
" Ok, quindi Cindy verrà con noi" sentenziò Harry mentre anche Draco spariva " e tu" disse indicando James " non la perderai di vista un attimo".
James annuì e si diresse verso il camino.
Prese in mano una manciata di polvere volante e sparì a sua volta.
***
Scorpius poggiò i piedi per terra e guardò suo figlio " sai che mi spaventi a volte, vero?" scherzò e in cambio ricevette uno di quei sorrisi storti che era abituato ad emettere lui.
Vederlo sul suo volto, sulle labbra uguali a quelle di Lily lo fece sorridere.
" Come hai fatto a capire dove dovevamo andare?" gli chiese guardandosi intorno. Aveva assistito a tutta la conversazione tra lui e Lily e lei non era riuscita a dirgli dove si trovasse.
Eppure adesso erano in un bosco e, seppur lo stesse vedendo solo illuminato dalla luna, sembrava proprio quello dove si trovava Lily.
" Ho visto i suoi ricordi e..." Scorpius lo sentì interrompersi e si voltò in tempo per vedere i suoi occhi lampeggiare rossi, prima di riprendere il controllo e tornare ad essere dorati.
" Io sono cresciuto qua, la stanza dove la tenevano prigioniera...anche se questo bosco l' ho visto solo quando mi avete liberato" disse e la sua voce era così piena di dolore che Scorpius sentì l' impulso di abbracciarlo, ma prima doveva trovare Lily.
Aveva l' impressione che i Dissennatori non la stessero attaccando per un preciso motivo.
"Solo che non so da che parte andare" commentò Pegasus e Scorpius tirò fuori la bacchetta pensieroso.
Ogni minuto era prezioso e non potevano permettersi di girare tutto il bosco a vuoto.
Doveva esserci un modo, una traccia, qualcosa che potesse portarli da lei.
Gli venne in mente il Deluminatore di suo zio Ron, se avesse potuto incanalare un incantesimo del genere nella sua bacchetta.
Stava per condividere la sua idea con Pegasus e si voltò verso di lui, ma il suo sguardo fu attirato dalla collana al suo collo.
La pietra bianca sembrava rilucere nel buio.
" La collana" disse e Pegasus lo guardò prima di afferrarla con la mano e racchiuderla dentro il suo pugno.
L' unica cosa avesse mai ricevuto da sua madre.
"C' è il suo sangue" disse guardando i suoi occhi incerti.
Pegasus abbassò gli occhi sulla collana quasi come se lei potesse suggerire come trovare sua madre. E forse era davvero così.
Aprì le mani e, con un incantesimo non verbale, la collana s' illuminò e sembrò tracciare una linea luminosa davanti a loro.
" Sei un genio, papà" disse Pegasus e Scorpius inarcò un sopracciglio " bè, non pensavi mica che la tua intelligenza fosse tutta farina del tuo sacco" scherzò tirandogli una piccola pacca sulla spalla e poi senza aspettare altre conferme iniziarono a correre seguendo la linea rossa che li precedeva.
Capirono di essere vicini a Lily quando il gelo cominciò ad impossessarsi di loro.
Pegasus si appoggiò con la mano ad un albero e cominciò a respirare affannosamente, Scorpius sapeva che stava di nuovo combattendo contro i demoni della sua infanzia.
" Pegasus" Scorpius gli si avvicinò, sapeva che anche se era riuscito a combattere la connessione con Lily, essere così vicino ai Dissennatori stava sicuramente, di nuovo, facendo riaffiorare tutto il suo passato.
" Ce la faccio" affermò faticosamente e guardò suo padre, poteva leggere i suoi occhi e vedere l' apprensione con la quale lo stava guardando.
Era la stessa espressione di quando era bambino e lo consolava quando faceva un brutto sogno.
" Sono qua, Pegasus, non sei solo" gli disse e la mente di Pegasus parve rischiararsi.
Non sei solo, Pegasus, io sono qua.
Era quello che gli diceva mentre lo stringeva tra le braccia ed era quello che sembrava trasmettergli Emily ogni volta che lo teneva contro il suo petto, muta, ma piena di amore per lui.
Emily. Emily. Sua madre Lily.
Ecco il suo ricordo felice. Sua madre, sua madre che lo amava davvero.
Si staccò dall' albero " sto bene" gli disse cercando di tenere la sua mente su quei ricordi " andiamo" aggiunse e il suo tono era già cambiato.
Il primo a vedere i Dissennatori fu Scorpius, alzò la bacchetta e la puntò contro di loro, vide il sorriso di Lily e quello di Pegasus e pronunciò la formula.
Il lupo più bello e argenteo che avesse mai visto si formò davanti ai loro occhi, anche Pegasus evocò il suo e inarcando le sopracciglia notò che non era più una tigre, ma un lupo come quello di suo padre.
Si voltò verso Scorpius e lo vide con le lacrime agli occhi, lo sguardo pieno di orgoglio, prima di ricominciare a scandagliare i dintorni.
Vide la figura di Lily e la riconobbe a malapena.
Se non l' avesse vista parlare con Pegasus non avrebbe mai potuto capire che era lei, soprattutto in quella posizione, raggomitolata su se stessa e tremante.
Pegasus aprì le mani e una luce li illuminò proprio mentre Scorpius si precipitava da lei.
Lo vide prenderla per le spalle e Lily alzare il viso su di lui, il sasso con il quale si stava martoriando la mano immobile tra le sue dita.
Scorpius non disse niente, vedere il suo viso pieno di lividi e il suo corpo pieno di ferite e di sangue asciutto per le ferite che Pegasus le aveva guarito, lo stavano facendo impazzire.
La rabbia lo stava pervadendo come un fiume in piena che scorreva nelle sue vene.
Pegasus poteva percepirlo, così come poteva percepire lo sgomento e la paura di sua madre.
Tutto nel suo viso sembrare dire che non era vero, ma non lo disse.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e le sue dita lasciarono cadere il sasso che emise un piccolo tonfo al contatto del terreno.
" Lily" disse suo padre in un sussurro e lei scosse la testa incredula.
Non poteva averla trovata. Alzò una mano e gliela mise sul viso, quando sentì la sua pelle morbida sotto le sue dita aprì le labbra.
Era vero. Era tutto vero.
" Am...amore mio" disse con la voce rotta e Scorpius annuì prima di attirarla a sé e baciarla sulle labbra, assaporando ciò che fino a quel momento era stato solo un ricordo, godendo di quel contatto che gli era mancato come l' aria.
" Quanto ti amo" le disse prendendole il viso con le mani a coppa e continuando a baciarle ogni angolo, ogni punto che riusciva a raggiungere.
Pegasus si sentì per un attimo a disagio, ma non perché stava vedendo tutto l' amore dei suoi genitori che si erano ritrovati, quanto perché avrebbe voluto essere parte di quell' amore.
Per quanto potesse sembrare infantile, avrebbe voluto gettarsi tra loro e stringere sua madre e farsi stringere a sua volta. Capire che cos' era l' abbraccio di una mamma, saggiarlo consapevole del fatto che era la sua mamma e che lei lo amava davvero.
Avere quello che non aveva mai avuto e che invece spetterebbe ad ogni bambino.
Ma la realtà era che aveva paura. Per quanto stupido e assurdo, ora che era davanti a lei, aveva paura di palesare la sua presenza.
E se si fosse solo illuso? O peggio ancora, se avesse superato ogni limite con lei e non lo avesse voluto impedendogli di conoscerla prima ancora che potesse cominciare a farlo?
Odiava avere questi dubbi, lui non era mai insicuro.
Scosse la testa, chi voleva prendere in giro? Poteva benissimo evitare di mentire a se stesso.
Lui era insicuro. Ormai amava sua madre ed era terrorizzato dalla sua reazione.
" Pegasus" suo padre lo riscosse dai suoi pensieri e prese la situazione in mano.
Lily sentì il nome pronunciato da Scorpius e spostò gli occhi seguendo il suo sguardo.
Quando gli occhi di sua madre si puntarono su di lui e il cuore di Pegasus si fermò per un attimo, prima di riprendere a battere con una forza tale che si chiese se sarebbe riuscito a contenerlo nella sua gabbia toracica.
La sua mente si riempì di panico, di paura, di terrore di non essere accettato, voluto, di ricevere l'ennesimo rifiuto, ma quando vide la dolcezza con la quale sua madre lo stava guardando tutto si schiarì, come se fosse una nebbia che si alza e sparisce.
Sentì le sue gambe farsi molli, gli occhi gli si riempirono di lacrime vedendo le guance bagnate di sua madre e quegli occhi che lo guardavano.
Lo amava? Lo amava davvero? Poteva crederci?
Sentì che sarebbe potuto scoppiare a piangere in quell' esatto momento, proprio come un bambino.
Si conficcò le unghie nel palmo della mano non riuscendo a dire niente, sicuro che se avesse aperto la bocca avrebbe singhiozzato e consapevole che aveva un miliardo di cose di cui scusarsi con lei.
Poi le labbra di sua madre si aprirono in un sorriso e il suo mento tremò come se stesse combattendo contro le lacrime.
Come se quelle stessero rovinando un momento perfetto.
Infine aprì un braccio e lo spalancò verso di lui, senza dire niente.
Era solo un invito.
Un modo per lasciarlo scegliere. Per dirgli: io ti amo e tu? Sei pronto per me?
Le lacrime scesero finalmente nelle sue guance mentre percorreva quei tre piccoli passi che li distanziavano.
S' inginocchiò davanti a lei e si tuffò letteralmente nel suo abbraccio, lasciandosi avvolgere da lei e sentendo il pianto sommesso di sua madre che si mischiava al suo.
Lily era una vera madre. Lei lo aveva capito, lo aveva compreso da sempre, ma ora ancora di più.
Se gli fosse saltata al collo, lui avrebbe potuto sentirsi a disagio, avrebbe potuto sentirsi costretto ad accettarla e lui, aveva già avuto troppe costrizioni e troppo dolore nella sua vita e Lily lo sapeva.
Avvolse il suo torace con le sue braccia e sentì come se il calore di lei si fondesse con il suo.
Seppellì il suo viso sul suo petto assaporando tutto l' amore che riusciva a trasmetterle.
Scorpius li guardò e a sua volta si ritrovò con le lacrime agli occhi. Pose una mano sulla schiena di Pegasus e la sentì tremare.
Era bello averli ritrovati entrambi. Adesso li avrebbe riportati a casa e poi avrebbe staccato pezzo per pezzo di quel maledetto di Aaron Corner.
" Oh, ma che bella sorpresa" come evocato dai suoi stessi pensieri Aaron Corner apparve davanti a loro, accanto a lui, due ragazze, una mora con i boccoli che li guardava come se li stesse studiando, l' altra bionda che guardava Scorpius con espressione divertita.
" Ma guarda un po'... quando Aaron mi ha detto che ci saremmo divertiti, non mi ha detto che avrei trovato il mio caro cuginetto" affermò e alzando la bacchetta lo disarmò.
Scorpius si maledì. A causa dello stupore si era fatto prendere di sorpresa, ma non avrebbe mai pensato che sua cugina, la dolce Jennifer McLaggen fosse complice degli Apocalittici.
Si alzò in piedi e si mise davanti a Lily e Pegasus come se volesse proteggerli, ma anche loro si alzarono e lo affiancarono.
Adesso erano tre contro tre, il fatto che loro fossero disarmati era uno svantaggio non da poco, ma avrebbero combattuto con le unghie e con i denti per uscire finalmente di lì, magari portando qualche pezzo di quei tre con loro.
***
Harry si voltò subito dopo la materializzazione.
Al suo fianco c' erano come sempre Ron ed Hermione e la cosa lo rilassò.
Era buffo come, pur cambiando i tempi, pur crescendo e facendosi le proprie famiglie, loro tre potessero contare sempre l' uno sull' altro come ai tempi della seconda guerra magica.
A loro avrebbe affidato anche la vita dei suoi figli.
Dietro di lui c' erano tutti gli altri, compresi Albus e James, gli sembrava che i respiri di tutti i ragazzi risuonassero nel silenzio del giardino.
Guardò la villa davanti a loro.
La madre doveva sentirsi davvero sicura per non aver utilizzato ulteriori precauzioni, probabilmente immaginava che nessuno sarebbe mai arrivato a capire che Cormac McLaggen era un suo burattino.
Ma aveva sottovalutato il dolore di una mamma. Cho aveva perso sua figlia, l' unica cosa che aveva di importante nella sua vita e, chiaramente, la cosa per lei non era passata e basta, anzi, aveva cominciato a mettere insieme indizi, a notare quella donna che frequentava Cormac, a ricordarsi delle volte in cui aveva sentito sua figlia nominarla e poi, era andata dall' unica persona che lavorava al Ministero e che sapeva essere onesta e giusta: Hermione.
Probabilmente non sapeva che li avrebbe aiutati così tanto, ma si era resa conto che lei, Harry e Ron non avrebbero lasciato quella donna impunita.
" Adesso dove andiamo?" chiese Cris e Harry la guardò " uniti siamo più rumorosi, ma divisi siamo più in pericolo" disse e guardò Ron.
" Dividiamoci in tre squadre e usiamo queste per comunicare" disse tirando fuori la piuma che ogni Auror aveva in dotazione.
" Ron prendi i ragazzi, Hermione, Albus e Alice ed io prendo James, Draco e... Cindy".
Sapeva che la figlia dell' Apocalittica poteva esserle utile e non voleva perderla mai di vista.
" Spero tu non mi faccia ammazzare, Potter" disse Draco storcendo la bocca.
" Naaa" disse Harry " sarà solo l' ennesima volta che ti salvo quelle chiappe Purosangue" scherzò, poi prese un respiro.
Draco aveva spezzato leggermente la tensione, ma non potevano essere più nervosi.
Stavano entrando nella tana degli Apocalittici e, se fossero riusciti li avrebbero arrestati tutti, ma sapeva anche che se non fossero riuscito sarebbero potuti morire.
Un ultimo gesto di accordo e tutti furono come risucchiati dalla casa.
Adesso erano dentro. Adesso restava solo da capire dove dovevano andare per trovare la madre.
Harry guardò suo figlio al suo fianco. Era sempre stato molto bravo nelle missioni, era silenzioso e aveva dimestichezza con gli incantesimi.
Era forse un po' troppo impulsivo, ma sapeva sempre trovare l' incantesimo giusto per l' attimo giusto.
" Homenum Revelio" mormorò puntandolo contro una porta che conduceva ad una stanza chiusa.
Quando questa rimase immobile proseguirono.
James guardò Cindy. Era nella tana dei suoi amici e lei poteva tradirli in qualsiasi momento.
Sarebbe bastato un urlo per attirare l' attenzione di tutti, ma più la guardava più gli sembrava che non fosse la sua intenzione.
Sembrava quasi che fosse più incuriosita che terrorizzata e lui si ritrovò a scuotere la testa.
In fondo era una scienziata.
Un sorriso gli increspò le labbra a quel pensiero, come poteva sorridere di una persona che gli aveva fatto tutto quel male e, per quanto più ci pensasse e più capisse che lei non gli aveva fatto niente, doveva mettersi in testa che era la stessa cosa.
Lei faceva parte degli Apocalittici e per qualsiasi motivo lo avesse fatto, era colpevole quanto loro.
Tu cosa avresti fatto per Lily?
La voce della sua coscienza, che come sempre aveva il tono di Albus, lo fece innervosire.
Lui non lo avrebbe fatto. No, non lo avrebbe fatto. Neanche per Lily... ma poteva davvero dire di essersi risposto sinceramente?
Si trovarono davanti ad un' altra porta e suo padre ripeté l' incantesimo, stavolta però la bacchetta segnalò due persone all' interno.
Harry fece segno a Draco di appiattirsi contro la parete, nello stesso istante James prese Cindy per le spalle e la schiacciò delicatamente contro il muro " non provare a muoverti di un millimetro" la minacciò e la vide annuire.
Suo padre gli fece un gesto d' intesa. Era una lotta pari: due contro due e se fossero riusciti a coglierli di sorpresa non ci sarebbe stato bisogno di ferire nessuno.
James sapeva benissimo come agire, sapeva come suo padre agiva, sapeva quali sarebbero stati i suoi ordini se avesse potuto parlare.
Si sentì davvero bene al pensiero di essere di nuovo in missione. Camminare, ragionare, tutte cose che sembravano così normali da essere, quasi sempre, sottovalutate, ma di cui lui aveva capito l' importanza.
Suo padre spalancò la porta " Experlliarmus" gridò, nello stesso momento in cui lui gridava " silencio".
I due ragazzi furono presi talmente alla sprovvista che le bacchette volarono in mano ad Harry e, grazie all' incantesimo di James, non riuscirono ad emettere neanche un fiato.
Uno dei due si buttò a terra, mentre l' altro si lanciò al lato del divano, dove sicuramente vi era qualche allarme.
" Impedimenta" disse James e il ragazzo inciampò sui suoi piedi.
La battaglia fu breve perché essendo disarmati in pochi minuti li avevano già sopraffatti e con un Incarceramus li avevano legati.
" I primi due" disse Harry soddisfatto e James annuì felice, fece per voltarsi verso Cindy, ma si trovò davanti a parecchie bacchette.
" Merda" disse puntando assurdamente la sua bacchetta contro quelle persone. Come se, contro tutte quelle persone, avesse potuto avere una minima possibilità.
Harry si voltò a sua volta e i suoi occhi si socchiusero e si riempirono di rabbia mentre guardava la donna a cui tutti stavano facendo spazio per poter arrivare davanti a loro.
" Harry" disse lei. Gli occhi illuminati da quello che lei aveva sempre pensato essere amore.
Harry trattenne il suo disgusto e la fissò negli occhi " Romilda" disse senza inflessione nella voce.
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E se domani...
FanfictionE se un giorno un giovane ragazzo di vent'anni arrivasse e preannunciasse una nuova guerra magica? e se nessuno conoscesse davvero quel ragazzo? e se le cose non fossero esattamente come appaiono? Ennesima Lily / Scorpius che mi è balzata in testa :...
