" Sbaglio o abbiamo un infiltrato alla festa?" chiese Aaron guardando Pegasus dritto negli occhi, non gli piaceva quell' espressione così sicura di sé " non pensi che dovresti spiegarmi chi è, cara Lily?"
Lily fece per parlare e mandarlo a quel paese, ma Scorpius la precedette.
" Penso che Lily non ti debba un bel niente" rispose sentendo la rabbia affluire pericolosamente alla sua testa.
Adesso che era lì, davanti a lui, non gli importava un bel niente se Corner era armato mentre lui non lo era, se Corner poteva contare sulle sue amichette, entrambe armate o se aveva letteralmente il coltello dalla parte del manico.
L' unica cosa che riusciva a vedere era l' uomo che aveva rovinato la vita di Lily, che aveva rovinato il futuro di Pegasus.
Vide Corner spostare lo sguardo su di sé e assottigliò gli occhi, gli bastava solo aspettare il momento giusto.
" E' un nuovo fidanzato? E a te va bene?" chiese sarcastico e Scorpius fece un passo in avanti.
Non gli importava se era senza bacchetta, avrebbe cancellato quell' espressione compiaciuta dal viso di quel maledetto.
" Bè" iniziò guardando Lily " in fondo è abituato a condividerti, o sbaglio?" domandò con cattiveria.
Lily rimase così scioccata che fece un passo indietro, ma la sua mancanza di reazione non fu un problema, in quanto, al contrario suo, Scorpius balzò in avanti, pronto a ucciderlo con le proprie mani.
Fu talmente immediato che prese tutti di sorpresa e inizialmente nessuno si mosse né fiatò.
Scorpius chiuse le sue mani intorno alla gola di Aaron " maledetto bastardo" disse e con una forza incredibile dettata dalla rabbia cominciò a sbattergli la testa contro il terreno.
" Non dovevi..."
Non doveva cosa? Non sapeva neanche lui quale tra le mostruosità che aveva fatto, scegliere.
Aveva solo il volto di Lily in mente e la sua sofferenza.
" Non dovevi" ripeté più rabbioso e ad ogni parola accompagnava un colpo, un pugno.
Non sentiva niente e non vedeva niente tranne che gli occhi di Aaron che si stavano offuscando per la vita che lo stava abbandonando.
" Impedimenta".
Scorpius fu sbalzato indietro, ma non fece in tempo a guardare sua cugina che ricambiava il suo sguardo collerico che si sentì sollevare nuovamente in aria e fu sbalzato qualche metro indietro cadendo sulla schiena e mozzandosi il respiro nei polmoni.
" Maledizione" ansimò rialzandosi e respirando a fondo.
Le sue labbra si aprirono di sorpresa, quando vide che la forza era scaturita dalle mani di Pegasus e che nel punto dove si trovava fino ad un attimo prima si stava infrangendo un incantesimo.
E il raggio di luce era verde. La rabbia era tale che gli aveva offuscato i sensi e mentre i suoi occhi vedevano solo il viso di Aaron davanti a sé, non si era accorto che dopo che sua cugina lo aveva allontanato da lui, quel maledetto gli aveva inviato una maledizione Imperdonabile.
Suo figlio gli aveva appena salvato la vita.
Pegasus aveva appena fatto sbalzare indietro suo padre ed ora i suoi occhi erano fissi in quelli di Aaron.
Sembrava quasi spaventato da lui, sicuramente non aveva mai visto nessuno fare magie senza bacchetta, quindi si limitò a sorridergli strafottente e lo vide spalancare gli occhi ancora di più.
Era quello che voleva. Anzi, doveva essere ancora più terrorizzato.
Aveva torturato sua madre e aveva quasi ucciso suo padre, voleva vedere il terrore grondare dalle sue vene.
Vide la sua espressione impaurita mentre arricciava una mano e un piccolo globo luminoso si formava in essa.
Adesso aveva l' attenzione di tutti.
" Morirai, molto, molto lentamente" lo minacciò e la voce era quasi divertita, ma aveva un tono tale che metteva i brividi.
Aaron alzò la bacchetta verso di lui e contemporaneamente anche le due ragazze gli puntarono la loro contro.
Pegasus le degnò solo di un' occhiata e poi con un gesto della mano le fece volare verso il bosco.
Sentì il rumore di quando colpirono il terreno e tornò a guardare Aaron " fuori due" disse sempre più divertito.
Aaron fece un passo indietro e guardò Lily " chi è?" le chiese " che vuo..."
Non riuscì a finire la frase che dovette buttarsi a terra, il globo che lo mancò di pochi centimetri.
" Parla ancora con lei e ti ritroverai a non poter più parlare".
Lily sentì le vibrazioni del corpo di Pegasus, nonostante non fosse più accanto a lei, cercò Scorpius con lo sguardo e lo vide camminare verso di lei.
Si teneva la testa e sembrava un po' ammaccato, ma era vivo e da come guardava Pegasus, sapeva che era cosciente del perché era vivo.
Le arrivò accanto e le prese la mano. Lily la strinse respirando come se non avesse più bisogno di niente.
" Non ti chiedi perché ancora non ti ho colpito?" chiese Pegasus senza staccare gli occhi da Aaron, ma non ricevette risposta alla sua domanda.
" Bè, anche se non te lo chiedi te lo dico lo stesso" lo provocò " voglio vedere cosa sei in grado di fare" aggiunse avanzando di un passo.
" Colpiscimi e dimostramelo, o riesci solo a manipolare le persone perché facciano il lavoro sporco per te e poi sopraffai le persone più deboli e disarmate..."
Aaron non rispose, non riusciva a staccare gli occhi da lui.
Stava avanzando verso di lui e le sue mani erano così luminose che sembravano percorse da tante scariche elettriche.
" Chi...chi..." balbettò ed i suoi occhi incrociarono quelli di Lily, prima ancora che potesse pentirsene però una forza lo scagliò contro un albero, ma non cadde a terra perché qualcosa lo tirò su, tenendolo attaccato all' albero.
" Che ti avevo detto?" gli chiese " non devi neanche guardarla" sillabò quelle quattro parole con voce calma, ma contemporaneamente terrorizzante.
Gli occhi di Pegasus si concentrarono sulla bacchetta molle nella mano di Aaron e piegando leggermente la mano come se stesse invitando qualcuno, attirò la bacchetta verso di sé.
" Papà" disse soltanto lanciando la bacchetta a Scorpius.
Scorpius la prese al volo e sorrise a Pegasus, poi guardò Lily " resta qua. Pegasus ti proteggerà" le disse e Lily lo fermò per un polso " dove vai?" sussurrò.
" A legare quelle due e a controllare che non arrivino sorprese" le spiegò, ma Lily scosse la testa " vengo anch' io, posso aiutarti " gli disse e lui scosse la testa " lasceresti nostro figlio solo?"
Lily si voltò a guardare Pegasus per pochi secondi, ma quando si voltò di nuovo verso Scorpius, lui era sparito.
Aaron guardò Pegasus. Aveva sentito bene? Aveva chiamato Scorpius: papà?
" Chi sei?" chiese impaurito e Pegasus si fermò incrociando le braccia.
" Davvero fastidioso" disse sarcastico " davvero, davvero fastidioso" continuò.
" Sei il protagonista di una profezia, il grande prescelto, tutti combattono per i tuoi poteri e non ti riconoscono neanche" disse con voce indignata e girando leggermente la mano Aaron cominciò a sentirsi soffocare.
" Pegasus" intervenne Lily affiancandolo e mettendogli una mano sul braccio. Pegasus si voltò verso di lei e i suoi occhi rossi si fecero di nuovo del colore dorato.
Aveva ripreso il controllo.
Aaron guardò Lily e poi di nuovo il ragazzo, sembravano somigliarsi e oltretutto aveva chiamato Scorpius Malfoy, papà e la somiglianza con lui era così evidente che inizialmente aveva pensato fosse un parente dei Malfoy.
" E' tuo figlio?" chiese in un sussurro, la mano di Pegasus si mosse per gettare un nuovo incantesimo, ma Lily scosse la testa e si mise davanti a Pegasus.
Gli occhi con cui guardò Aaron erano così pieni d' odio che sembravano accesi al pari di quelli di Pegasus.
" Mio figlio, esatto, il mio bambino venuto dal futuro per uccidervi tutti uno per uno...ad iniziare da te, brutto stronzo".
Aaron non si mosse di un millimetro per timore che Pegasus facesse qualcosa, ma lui sembrava limitarsi ad osservare la scena, come se avesse capito quanto fosse importante per Lily quel momento.
" Mamma?" chiese interrogativo, quando vide Lily mettere una mano dentro la tasca dei pantaloni di Aaron, ma lei tirò fuori uno dei coltelli dai quali Aaron non si separava mai e si voltò a guardare Pegasus con un sorriso " chiudi gli occhi, amore" gli disse ironica e Pegasus fece un paio di passi indietro.
Non amava vedere sua madre così, ma sapeva che era giusto. Doveva avere la sua vendetta.
Aaron spalancò gli occhi " non puoi farlo" le disse, la sua voce una patetica preghiera.
" Sono simpatiche le lame, non trovi?" gli chiese schernendolo e giocherellando con la punta della lama " bè, ci sono così tanti utilizzi che puoi farne".
Prese il coltello dalla parte del manico e cominciò a passargli la lama senza premere, prima sopra il viso, poi sulla gola.
" Non puoi farlo, tu non sei...tu sei la dolce Lily".
Lei rise fermandosi con il coltello sopra alla sua gola e tracciando il percorso segnato dalla lametta " ma l' ho già fatto" gli disse e Aaron spalancò gli occhi spaventato.
Guardò verso Pegasus qualche passo dietro Lily, ma vide che non era minimamente intenzionato a muoversi.
Se ne stava appoggiato ad un albero, gli occhi chiusi come se quello che accadeva attorno a lui non lo interessasse, ma Aaron era sicuro che se avesse provato anche solo a sfiorare Lily, le sue mani avrebbero subito una rude amputazione.
" Guarda me, stronzo" lo richiamò Lily e lui riportò gli occhi su di lei " bravo" si complimentò lei " non hai mai avuto problemi a guardarmi, vero?" gli chiese e fece scivolare il coltello verso il suo petto, scorrendolo poi verso l' addome.
Aaron s' irrigidì e cercò di indietreggiare, ma essendo poggiato contro l' albero non vi riuscì.
I suoi occhi si riempirono di lacrime " non farlo" la pregò piangendo senza ormai nessuna dignità.
Sapeva cosa lei voleva fare, sembrava leggerglielo negli occhi. Forse non lo avrebbe ucciso, ma avrebbe avuto la sua vendetta.
" Dovrebbero importarmi le tue lacrime?" gli chiese ed era solo una domanda retorica, ma Aaron annuì.
" Certo...certo...tu non sei come me...io..."
Un grido interruppe il blaterare di Aaron e sia Lily che Pegasus puntarono lo sguardo verso il bosco.
" Scorpius" disse Lily e si allontanò da Aaron quel tanto che bastò perché lui, approfittando del fatto che Pegasus si fosse allontanato di qualche passo per vedere cosa stesse succedendo, prendesse Lily per un braccio togliendole il coltello e facendola roteare aderendo al suo corpo.
Pegasus alzò immediatamente le sue mani per colpirlo, ma Aaron puntò il coltello alla gola di Lily.
" Vogliamo vedere chi è più veloce?" domandò, la follia era tornata nei suoi occhi scuri e Pegasus abbassò le mani, ma non lo sguardo.
Se avesse potuto colpirlo con gli occhi, probabilmente a quest' ora Aaron sarebbe stecchito.
" Bravo, così mi piaci" gli disse, ma Pegasus continuò a tenere lo sguardo su Lily, sembrava volerle dire che stavolta non era sola.
" Visto che mi hai portato via la bacchetta dovremo andare a cercarla, che dici?" gli chiese e poi gli fece cenno con la testa di precederlo.
" Sei morto" gli disse superandolo, ma Aaron rise " dieci minuti fa mi avresti terrorizzato, ma adesso mi sembri solo un ragazzino vanitoso" gli disse e quando Pegasus sembrò volersi scagliare su di lui, Aaron premette più forte il coltello sulla gola di Lily facendola gemere di dolore.
Pegasus strinse i pugni, ma si voltò precedendolo.
" Fermo" gli disse Aaron appena arrivarono a poter sentire le grida di una battaglia.
" Voglio che tu uccida tuo padre" gli disse e Lily sbarrò gli occhi guardando Pegasus.
Lui sembrava inorridito e terrorizzato e Lily sapeva perché. Lo aveva visto nei ricordi.
Pegasus era stato costretto ad uccidere colei che per lui rappresentava sua madre, non poteva pensare di dover uccidere anche suo padre.
" Vuoi davvero poter scegliere? Quale vita è più importante per te?" gli chiese con un sorriso sadico e Lily sentì salirle le lacrime agli occhi.
Erano le stesse parole che usava la donna nei ricordi. Quale vita è più importante?
" Non mi ucciderà" disse rivolta a Pegasus e per tutta risposta Aaron premette talmente tanto che la sua gola iniziò a sanguinare.
" Non mi ucciderà" ripeté e Aaron rise " puoi esserne sicuro?" lo sfidò e Lily poté vedere il viso di Pegasus.
Aveva così tanto potere che tutti tendevano a dimenticarselo, ma era solo un ragazzo di diciassette anni e adesso era sopraffatto dalle paure e dai ricordi.
Il suo istinto di mamma prese il sopravvento " Pegasus" urlò e lui la guardò facendole stringere il cuore.
La tristezza che vi leggeva era la stessa del primo giorno che si erano incontrati.
" Non mi ucciderà...fidati di me" le ultime parole erano un gemito doloroso perché Aaron le aveva preso i capelli e glieli stava tirando indietro, ma questo permise a Lily di avere più libertà di movimento, si girò parzialmente e gli tirò un calcio sul ginocchio facendolo indietreggiare e piegare su se stesso, poi approfittando del dolore che lo stordiva, gli torse il braccio riprendendo il coltello in mano.
" Vai ad aiutare Scorpius" disse rivolto a Pegasus " VAI" urlò quando lo vide indeciso e Pegasus la guardò solo un attimo prima di voltarsi e perdersi tra le frasche.
Lily sovrastò Aaron posizionando un ginocchio sopra allo sterno e premendo, prima di puntargli anche il coltello alla gola.
" Continui a cadere nei soliti errori" gli disse " ma devo decisamente farti smettere di avere la possibilità di farmi del male" continuò.
Aaron non disse niente limitandosi a provare ad alzarsi, senza riuscirci, era impossibile alzarsi visto che, come gli aveva sempre insegnato Teddy all' Accademia, un ginocchio premuto sul petto impediva i movimenti anche ad un uomo grande e grosso.
" Voglio solo sapere come hai fatto a mettere quei ricordi nella testa di mio fratello, perché sei stato tu, vero?"
Aaron gorgogliò nelle sua stessa saliva nel tentativo di ridere " quanto ti ha fatto soffrire?" le chiese e Lily spinse di più l' avambraccio sulla sua gola, per togliergli quel maledetto sorriso dalla faccia.
" Rispondi e basta" lo ammonì e lui sorrise " altrimenti? Mi uccidi?" le chiese e la sua voce era divertita, aveva capito che comunque fosse andata sarebbe morto o finito in prigione.
" Quando ho creduto che fossi morta...quando hai avuto la splendida idea di provare a suicidarti..."
Parlava con difficoltà, ma Lily continuava ad avere i brividi a sentire quella voce " ho pensato a cosa poteva farti soffrire quanto tu avevi fatto soffrire me..."
Soffrire? Non poteva dire davvero. Non poteva intendere che aveva visto il suo tentativo di suicidio come un rifiuto... era più contorto di quello che aveva sempre pensato.
Aaron rise di nuovo e quasi soffocò, ma riprese lo stesso " il tuo ricordo rovinato per sempre...nella mente dell' unico fratello superstite tu saresti stata... nessuno ti avrebbe ricordata con amore... tuo padre e tuo fratello sarebbero stati dalla nostra parte...tua madre era fuori dai giochi e l' unico Potter che non c' interessava..."
" Sarà quello che permetterà a sua sorella di ucciderti".
La voce di Albus quasi le fece mollare la presa del coltello sulla gola di Aaron.
" Albus" disse Lily, il sollievo era tale che le vennero le lacrime, non aveva capito quanto avesse temuto di non uscire da quel bosco.
Albus le sorrise e Alice spuntò accanto a lui, il fiatone per la battaglia e la felicità nei suoi occhi nel rivederla salva.
" E' tutta tua" disse Albus e le lanciò la bacchetta.
Lily l' afferrò con tutta la sua forza di volontà e si voltò di nuovo verso Aaron.
Vide i suoi occhi folli, sembrava quasi che non fosse più spaventato, ma che fosse divertito.
Alzò gli occhi quando sentì di nuovo un rumore e vide arrivare suo zio Ron, Scorpius e Pegasus.
Tutti e tre tenevano una persona per braccio, erano sei Apocalittici, ma una delle due ragazze non c' era.
Tammy, la stranissima Tammy, doveva essere fuggita.
" Lily" la chiamò Scorpius preoccupato e lei scosse la testa, riconcentrandosi su Aaron.
" Perché io?" gli chiese e Aaron rise fino a gorgogliare nuovamente nella sua saliva.
" Cosa vuoi...sentire... perché sei... unica?" la prese in giro e Lily premette di più il ginocchio nella sua gola, la rabbia che le stava facendo fischiare le orecchie.
Era stata torturata più volte, era stata usata e adesso che chiedeva il motivo si sentiva schernire?
" PERCHE' IO?" urlò di nuovo e premette il ginocchio talmente tanto che vide il volto di Aaron cominciare a divenire paonazzo.
Le mani di Aaron corsero al ginocchio di Lily, ma qualcuno con un colpo di bacchetta gliele fece abbassare.
Lily si chinò verso di lui " non ti importa di morire, posso leggerlo nei tuoi occhi, ma c' è differenza, sai?" gli chiese a voce bassissima " nessuno lo sa meglio di me, morire con dignità, o morire facendoti strappare gli occhi dalle orbite, mutilare le dita ad una ad una..." si avvicinò ancora di più, ormai la sua voce era ridotta ad un sussurro udibile solo da loro due " ricordi il piacere che provavi a farmelo e poi guarirlo?" domandò " lascia che provi questa sensazione anche io..." disse e Aaron scosse la testa.
Lily si sollevò e sorrise soddisfatta " dimmi, perché io" ripeté e stavolta era un ordine e non una richiesta.
" Perché no?" chiese Aaron, ma Lily sapeva che era la sua risposta.
Cadde all' indietro, la vista all' improvviso oscurata dalle lacrime. Immaginò che qualcuno tenesse sotto controllo Aaron altrimenti questa sua debolezza le sarebbe costata la vita, ma non era riuscita a restare fredda e lucida.
Perché io? Perché no?
" Oddio, oddio, oddio... non respiro... non respiro..."
L' aria le mancava e si accorse che era perché i singhiozzi si stavano sovrapponendo l' uno sull' altro, impedendole di respirare.
Perché no?
Avrebbe voluto non aver chiesto.
Si sentiva come se le avessero appena chiuso la testa dentro un sacchetto di plastica.
Perché no?
Si portò le mani al volto.
Non riusciva a vedere nessuno, non riusciva a sentire niente.
Le sembrava che ogni cosa si fosse offuscata e solo le risa di Aaron, la sua cattiveria, le sue mani, i suoi coltelli.
Il dolore. Il panico. La paura.
Tutto quello che aveva passato. Perché le era successo?
Perché? Che risposta era, perché no?
" Lily, Lily...ascoltami, Lily"
Lily scosse la testa tornando piano alla coscienza, lottando per uscire da quella nebbia di panico che l' avvolgeva.
" Lily".
Lily mise a fuoco il volto di Scorpius. Era davanti a lei e stava cercando di parlarle, di farla tornare alla normalità.
Si accorse che i suoi polsi era rinchiusi nella morsa delle mani di Scorpius e si mosse per liberarsi " mi prometti che non ti fai più del male?"
Lily lo guardò come se fosse impazzito, ma quando sentì il suo volto bruciare capì che si doveva essere graffiata e annuì prendendo un respiro.
Guardò Scorpius e lo vide annuire a sua volta e studiare ogni sua reazione per essere sicuro che avrebbe mantenuto la promessa.
Lily guardò Pegasus e vide che i suoi occhi erano di nuovo divenuti rossi, e il suo viso era pallido, quasi cadaverico, sembrava fosse un misto tra uno che vuole uccidere qualcuno o che vuole vomitare. E come poteva biasimarlo?
Quale figlio vorrebbe vedere sua madre in quelle condizioni?
" Mi dispiace" sussurrò guardandolo, poi riportò lo sguardo su Scorpius, sul suo Scorpius.
" Mi di...mi... mi..."
Non riusciva a parlare, ma a Scorpius non serviva, le prese il volto tra le mani facendola in quel modo smettere di tremare e scosse la testa " è tutto a posto, Lily" le disse.
Lily mise le sue mani sopra a quelle di Scorpius, le sembrava di poter sentire il calore e l' amore anche solo attraverso queste.
" Ti amo" gli disse e Scorpius sorrise prima di baciarla " anche io...sempre" le disse.
Lily sentì il suo cuore tornare a battere regolarmente e il respiro ricominciare a fluire normalmente.
Si staccò da Scorpius e guardò Aaron.
Era fermo a terra, nella stessa posizione in cui lei lo aveva lasciato.
Suo fratello gli puntava la bacchetta contro e aveva il volto di chi non vede l' ora di avere una valida scusa.
Lily guardò di nuovo Aaron e poi guardò il resto delle persone attorno a lei.
Sembrava che fossero tutti in attesa di una sua mossa.
Sembrava che avessero negli occhi tutti lo stesso messaggio: fai quello che vuoi, uccidilo, arrestalo, noi siamo con te.
E Lily comprese.
Quello che prima le aveva raccontato Aaron era quello che volevano far accadere, era quello che era accaduto nel futuro di Pegasus.
Lei era rimasta il gioco di Aaron fino a quando lui non si era stancato lasciando una giovane donna, martoriata e mutilata.
Pegasus era stato sfruttato per i suoi poteri ed era stato costretto a crescere pensando che nessuno lo amasse.
La sua famiglia la odiava, Scorpius la odiava, nessuno aveva dei veri ricordi suoi, solo quelli che erano stati installati nella mente di suo fratello e quelli che la falsa Lily aveva creato con le sue mosse.
L' avevano cancellata, avevano fatto dimenticare a tutti com' era veramente lei.
" Pegasus" chiamò e suo figlio la guardò interrogativo.
La voce di sua madre era ancora così affannosa da farlo preoccupare, quando pochi minuti prima era crollata sotto quella crisi isterica, il suo cuore si era fermato e non era riuscito a muoversi.
Non era riuscito ad aiutarla, né a fare niente che non fosse pensare che sua madre sarebbe morta, sarebbe morta lì e subito.
Per fortuna suo padre aveva avuto il sangue freddo che a lui era mancato.
La vide alzarsi, ma il fatto che fosse ancora per mano a suo padre gli fece capire che adesso non avrebbe più ceduto.
" Vieni qua" lo pregò guardandolo inginocchiandosi davanti ad Aaron portando Scorpius con sé.
Pegasus guardò un attimo Scorpius e lo vide annuire, sapeva che suo padre avrebbe capito.
S' inginocchiò accanto a sua madre e Lily finalmente vide gli occhi di Aaron farsi terrorizzati.
" Non vuoi liberarti di qualche ricordo?" gli chiese e guardò suo figlio con gli occhi di una mamma che sta proponendo un premio al suo bambino.
Pegasus guardò Lily e poi di nuovo Aaron. Uno dei maggiori fautori della sua infelicità, della sua vita.
Aaron si mosse per liberarsi, forte sempre più forte " fermi, maledetti, fermi... non potete farlo... maledetti..."
La voce gli si spense mentre Pegasus afferrava la mano di Lily e le posizionò entrambe sopra alla sua testa.
Gli occhi di Pegasus s' illuminarono e così fecero le sue mani.
Il Triskel sulla mano di Lily s' illuminò a sua volta e Aaron fu invaso dai ricordi.
La sua mente fu sopraffatta dai ricordi di Lily e di Pegasus.
Quando anche la collana di Pegasus iniziò ad emettere un bagliore dorato, Lily capì che, grazie al fatto che lei teneva ancora la mano di Scorpius, anche i ricordi della Lily e dello Scorpius del futuro si stavano sommando ai loro.
Aaron non faceva che urlare e dibattersi, perso nei ricordi, perso in quello che stava vedendo attraverso la sua mente.
Solo scene di dolore e di angoscia, di paura e di terrore.
Sentì quello che si prova a sentirsi privare di ogni speranza e accusò tutto il panico e tutto la paura che aveva provocato nei due.
Sentì sulla sua pelle le torture come se fossero vere e non nella sua mente.
Vide il futuro senza speranza e pieno di tutto il dolore che aveva creato con le sue azioni.
Lily e Pegasus continuarono a tenere la mano sulla sua testa, fino a quando non videro gli occhi rovesciarsi e non sentirono le urla cessare, poi si staccarono e caddero entrambi indietro, privati di ogni forza.
" E' morto?" chiese Lily con affanno mentre Scorpius l' aiutava a rimettersi in piedi e Albus aiutava Pegasus.
Capì che a quel punto non voleva che fosse morto, anzi sperò con tutta se stessa che fosse sopravvissuto, così da poter vivere con quello che aveva fatto.
Alice si chinò su di lui e scosse la testa " no, ma non credo che tornerà a far del male mai più" le disse guardandola con un sorriso e quando arrivarono davanti a lui, videro gli occhi aperti, ma vacui.
Sembrava non essere più presente a se stesso. Sembrava impazzito.
***
Cindy correva.
Svoltava da un angolo all' altro di quell' enorme villa senza sapere minimamente dove stava andando.
Era nel quartier generale e non poteva essere più in pericolo.
Gli Apocalittici la vedevano come un nemico, ma anche per gli altri era così.
Sapendo di dover scegliere tra l' essere arrestata o uccisa, la scelta più giusta sarebbe stato scappare, trovare la finestra o la porta più vicina e fuggire, correndo fino a quando non si fosse lasciata quel maledetto incubo alle spalle.
Ma non riusciva a farlo. Ogni volta che pensava a James lo stomaco le si contorceva per la paura e contemporaneamente si odiava.
Le aveva detto di rimanere dov' era, ma quando aveva sentito arrivare quei maledetti se l' era defilata, non avrebbe potuto far niente disarmata com' era.
Era solo un impiccio e quindi aveva fatto ciò che la sua intelligenza le aveva ordinato: scappare.
Però quando era arrivata a metà del corridoio successivo si era fermata e si era guardata le mani.
Aveva abbandonato una persona a cui teneva. Lo aveva fatto di nuovo.
Per quanto si odiasse e per quanto non si capisse, il suo cuore si accendeva ogni volta che pensava a James, ogni volta che guardava i suoi occhi così innocenti, così diversi da tutto quello a cui era abituata.
Lui non era un calcolatore, un manipolatore, lui era puro, lui era una persona giusta e questo lato di lui l' avevano travolta.
Anche se lui non avrebbe mai potuto condividere i suoi sentimenti, anche se lui non avrebbe mai potuto fare a meno di odiarla, come aveva già messo in chiaro molte volte, lei non riusciva a comandare il suo cuore.
Avrebbe voluto comandarlo come la sua mente, ma non poteva farlo.
E adesso stava abbandonando di nuovo una persona che amava, come aveva fatto per sua sorella.
Quando aveva realizzato di voler esser diversa aveva cominciato a contare i corridoi, a memorizzare le svolte a destra o a sinistra, il cervello non le mancava e la memoria neppure e sapeva che questo le sarebbe tornato utile.
Quando vide il viso di Cris quasi si sentì svenire per il sollievo.
" Cris...Cris...devi venire...li hanno presi..."
Hermione alzò la bacchetta su di lei e in un lampo si ritrovò attaccata al muro, una forza invisibile che la tratteneva contro.
" Li hai condotti in un' imboscata?" chiese Hermione rabbiosa e Cindy scosse la testa, sentendo le lacrime salirle agli occhi " no..." iniziò con la voce rotta e provò a raccontare quello che era successo.
" Ho memorizzato il percorso" aggiunse per avvalorare la sua tesi.
Hermione scosse la testa " chi mi dice che non vuoi intrappolare anche noi?" chiese e Cindy la guardò negli occhi " non è così" si oppose, le lacrime ormai solcavano le sue guance.
" Cris" la guardò supplicante " non c' è tempo...per favore, per favore diglielo te" la pregò e Cris la osservò mordendosi un labbro.
Aveva sempre creduto nell' innocenza di Cindy e l' aveva anche difesa da Pegasus, ma adesso?
Credere a lei significava rischiare la vita di tutti quelli che erano con lei " e perché non sei scappata?" le chiese.
Una semplice domanda che richiedeva una semplice risposta. Cindy sapeva che era per testare la veridicità delle sue parola, ma come poteva dirle che si era pateticamente innamorata di James Potter?
Rimase in silenzio e Cris scosse la testa, Cindy poteva vedere dai suoi occhi che non le credeva ed era normale: non riusciva a vedere il valido motivo che le aveva impedito di fuggire ed essere libera da tutti.
Ingoiò a vuoto un paio di volte e si accorse che stava ingoiando il suo orgoglio.
Sapeva che non aveva alternativa, doveva parlare.
" Sta dicendo la verità".
Cindy guardò tra le lacrime il volto della gemella di Cris: Zoe.
Quella ragazza si scambiò uno sguardo con il suo ragazzo e dopo un leggero assenso fece un passo in avanti.
" Sta dicendo la verità" ripeté e Cris la prese per un braccio trovandosi faccia a faccia con la gemella.
Erano così simili, differivano solo in pochi particolari, ma le espressioni le rendevano completamente diverse.
" So che ti piace credere alle persone e piace anche a me, ma se sbagli, qua moriamo tutti" l' ammonì nervosa e Zoe si liberò con un gesto d' impazienza.
" Per Silente, Cristel, credi non sappia cosa c' è in ballo?" la rimproverò e sentendosi chiamare con il suo nome intero Cris fece un passo indietro, ma non smise di guardare la sorella in cagnesco.
" Hermione, cosa dici?" la interpellò Cris e Hermione pensò.
Lei sapeva chi era Cindy e comunque fosse andata sarebbe stato importante averla con loro, quindi l' avrebbe portata con loro; forse avrebbero rischiato la trappola, ma era un rischio che andava corso.
Guardò Zoe, era comunque curiosa di sapere perché ne fosse così sicura.
" Come mai sai che non sta mentendo?" le chiese e Zoe guardò Cindy prima di spostare lo sguardo su J.J. " l' abbiamo conosciuta nel futuro" disse lui " quale futuro?" chiese Cris " io non l' ho mai..."
" Non nel nostro" la interruppe J.J. " nell' altro. Quello dove abbiamo conosciuto per la prima volta James" disse soltanto.
Cris aprì le labbra sorpresa ed Hermione li guardò entrambi, ma non disse niente, né fece capire i suoi pensieri, limitandosi a rilasciarla.
" E ora portaci da loro" le disse e Cindy annuì, senza riuscire però, a smettere di pensare al significato delle parole di quei due ragazzi.
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E se domani...
FanfictionE se un giorno un giovane ragazzo di vent'anni arrivasse e preannunciasse una nuova guerra magica? e se nessuno conoscesse davvero quel ragazzo? e se le cose non fossero esattamente come appaiono? Ennesima Lily / Scorpius che mi è balzata in testa :...
