Where do broken hearts go

2.1K 143 38
                                        

LUKE.

Posso giurare su tutto l'oro del mondo che quegli occhi erano i suoi.
Nel momento in cui li ho incrociati, anche se per pochi secondi, ho subito riconosciuto che erano i suoi e posso avere anche la conferma da come mi stanno guardando i miei amici e Samantha.

Ho sentito un vuoto nello stomaco nel momento in cui ho realizzato che ce l'avevo a pochi centimetri da me e me la sono fatta scappare, ma quel ragazzo l'ha chiamata e poi l'ha seguita e mi sono come bloccato. Magari è il suo ragazzo e intromettermi come il suo ex ragazzo di sei anni fa non è proprio il massimo.

Era così bella, proprio come me la ricordavo, proprio come nella foto nostra che ancora conservo nel sotto cassetto del mio comodino. Non potevo buttare via tutti i nostri ricordi come se nulla fosse, quindi con un asse di legno delle misure del cassetto ho creato un posto segreto dove ci sono i suoi ricordi.

''Ehi ragazzi! Scusate del ritardo. Ciao Luke'' Angelica si siede accanto a me depositandomi un bacio leggero sulle labbra. ''Tutto ok?'' annuisco e sorrido appena, riprendo la mia birra e me la scolo tutta d'un fiato.

''Wooo, qualcuno stasera ha bisogno di bere eh!''

''Sta' zitto Calum.'' ribatto.

Chiamo il cameriere chiedendo di portare diverse caraffe con cocktail per tutto il tavolo, ritorna poco dopo con cinque caraffe tutte per noi.
Inutile dire che ce le siamo bevute solo noi, tra cui due solo io. 

''Non dovresti bere così tanto tesoro.'' mi riprende Angelica. ''Non mi piace quando lo fai''

''Allora se non ti piace, quella è la porta e puoi andartene'' rispondo prendendo un altro sorso dal bicchiere. Sconcertata e forse anche offesa si alza e ci saluta tutti.

''Sei stato uno stronzo Luke.'' mi fa notare Michael.

''Sai cosa mi interessa in questo momento? Meno di zero'' Prendo la bottiglia di Wisky e ci bevo a canna.

''Ok, questo è un modo di bere da un uomo ferito con il cuore ancora infranto...'' Scherza Ashton, ''Stai bene amico?''

''No, non sto bene per niente.''

BIANCA.

Mi sveglio di colpo in un letto scomodo che non è il mio, in vestiti che non sono il mio pigiama, in una casa che non è la mia.
Mi guardo intorno ed è proprio quello che pensavo. Harry mi ha portata a casa sua. Sbuffo e mi alzo per andare in bagno, tornata sento il rumore di pentole sbattere in cucina.

''Perché mi hai portata a casa tua?''

''Oh buongiorno anche a te, ho dormito bene grazie e sto bene. Comunque non potevo riportarti a casa, eri distrutta e ti eri addormentata in macchina, svegliarti mi dispiaceva quindi...'' scrolla le spalle e riprendere a cuocere l'uovo.

''Le uova non mi piacciono.''

''Lo so, è per questo che sto preparando la colazione per me, la tua è proprio sotto il tuo dolce naso.'' Abbasso la testa, un dolce profumo di Krapfen al cioccolato e capuccino con tanta, tantissima schiuma mi danno il buongiorno.

Non lo ringrazio nemmeno da tanta fame e voglia di dare un morso a questa meraviglia di dolce che ho. Lo addento e la crema al cioccolato mi accarezza la lingua in un dolce sapore, ''Grazie'' dico con la bocca piena.

''Figurati... Principessa.'' Alzo gli occhi al cielo e continuo con la mia colazione.

''Devo passare da casa a cambiarmi e farmi una doccia, non posso andare al lavoro così.'' Annuisce e dopo aver fatto colaizone passiamo velocemente da casa mia che mi faccio una doccia veloce e mi cambio.
Ho zero voglia di andare al lavoro, non ho voglia di vedere gente felice, entusiasta del nuovo acquisto, tanto meno accendere la radio e rischiare di sentire QUELLA canzone.

E' stato uno sbaglio continuare a guardarlo, è stato uno sbaglio averlo fissato, è stato uno sbaglio incrociare il mio sguardo con il suo e riprovare il ricordo di cosa sentivo quando stavo con lui: cuore che batte, vuoto nello stomaco, gambe molli e... felicità.
Peccato che la felicità non ha voluto sbattermi in faccia la sua presenza, al contrario, la tristezza e la malinconia si sono fatte sentire subito dopo.

La giornata fila abbastanza liscia, siamo riusciti a convincere un cliente a comprare un buon pianoforte ad un buon prezzo.
Per il resto il negozio è silenzioso.

''Non possiamo accendere la radio vero?'' Domanda Harry.

''Non oggi.''

''Dovreste incontrarvi per parlare.''

Mi blocco sul posto, ''Sei andato fuori di testa per caso?''

''Ho visto come lo guardavi, e devo dire che ero un poco geloso.'' Scherza.

''Harry, non puoi capire.'' scuoto la testa in un no ripetuto.

''Sì che capisco, capisco benissimo. Lo amavi, lo hai amato con tutta te stessa, e molto probabilmente lo ami ancora... Solo che devi ammetterlo a te stessa.''

Ha così ragione. A me stessa dovrei ammettere tante cose. Cose del tipo che continuo a scappare per paura di affrontare le cose, che vorrei parlargli ma ho paura del suo giudizio e di ciò che potrei provare. E se mi respingesse? Non posso farlo, perché non voglio farlo, per paura di essere respinta.
Lo amo ancora? Probabile, non lo so. Alla fine lui è stato l'unico ragazzo che io abbia mai amato.

''Non lo amo ancora.''

''Sei un bugiarda, non solo con me. Ma soprattutto con te stessa. Come puoi mentirti?''

''Ho avuto altri ragazzi, ricordi?''

''Oh si certo. Peccato che li scaricavi dopo qualche settimana o mesi perché 'Non stavi bene con loro' suvvia. Inizia ad ammettere le cose e vedrai che starai meglio.''

Alzo gli occhi al cielo e lo lascio perdere anche se, ripeto, ha ragione. Harry ha sempre avuto ragione. In quasi due anni che lo conosco ne ha viste di belle e di brutte da parte mia. La maggior parte dei ragazzi con cui mi sentivo e che gli presentavo li bocciava tutti, o almeno in gran parte. Pensava che non fossero alla mia altezza, che mi meritavo di meglio. Tipi come lui, anzi, solo lui.
Mi ha sempre fatto ridere il suo modo di approcciarsi con me, e anche se sa da sempre che non ci sarà mai niente tra noi due, lui continua a provare. Penso che lo faccia solo per divertimento e per vedermi sclerargli dietro quando esagera con le battute. Oppure è diventata pura abitudine.
In questo momento sta parlando al telefono e ne approfitta finché il nostro capo non c'è ancora, torna domani, per fortuna. Dieci minuti dopo torna da me con un ghigno sul viso che non mi piace affatto.

''Stasera. Tu più io uguale festa privata.''

''No.'' rispondo secca.

''Non era un invito, era un obbligo.'' assume una posa sicura.

''E sentiamo, di chi sarebbe la festa?'' alzo un sopracciglio.

Esita un attimo a rispondere, ''Ehmmm... di una mia amica.''

''Chi è?''

''Ehm, non la conosci'' sposta lo sguardo prima a destra per poi riposarlo su di me.

''Senti Harry non sono scema, cosa mi stai nascondendo?'' incrocio le braccia sul petto.

''Ma niente. Hai un vestito elegante? Se no andiamo a comprarlo insieme.'' Sorride.

''Sicuro di non essere gay?''

''Te lo dimostrerei anche, ma tu non vuoi'' alzo gli occhi al cielo e rido. Non cambierà mai nemmeno quando un giorno si sposerà, se si sposerà mai.

---


Blue Eyes 2 ~Luke HemmingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora