Sembra ieri

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Siamo entrambi seduti davanti ad un tavolo in un bar tranquillo e isolato dal centro, sicuri che nessuno lo possa trovare, comprese le fan.
Da quando è diventato famoso insieme alla sua band gli riesce difficile camminare per le strade senza essere osservato o riconosciuto, finisce sempre col trovarsi cento ragazzine che vogliono un suo autografo e una sua foto.

Ammetto di essere in imbarazzo, cosa che con lui non mi era mai successa, almeno non in queste circostanze.
Al posto del caffè ho preferito ordinare un tea caldo per calmare il nervosismo e scaldarmi un poco, fuori inizia a fare fresco.

''Allora...'' inizia lui sorseggiando il suo caffè, ''Raccontami di te.'' appoggia i gomiti sul tavolo e sfoggia uno dei suoi fantastici sorrisi.

''Perché mi hai portata qui Luke.'' cerco di arrivare al punto. Lui sospira e alza gli occhi al cielo mentre appoggia la schiena allo schienale, le gambe sono stese lunghe sotto il tavolo e sfiorano le mie. Se lo fa apposta gliele taglio.

''Avanti Bianca... Ti ho rivista e vorrei parlare con te. Sai com'è: sono sei anni che non ho tue notizie.''

''Non ero scomparsa Luke''

''Lo vedo bene. Partiamo da zero ok? Dimentichiamoci di tutto, e ripartiamo.'' Sorrido. ''Piacere, sono Luke Hemmings, tu sei?'' mi allunga la mano sorridendo a quello stupido gioco.

Vorrei riprenderlo, dirgli che non siamo più dei ragazzini, che ora dobbiamo affrontare le cose più seriamente e con più responsabilità, e che sappiamo entrambi il motivo vero per cui siamo seduti qui: chiarire che cosa è successo alla festa di venerdì sera.
Però, per una volta, decido di fare la guasta feste e stare, di nuovo, ad uno stupido gioco, sperando questa volta di non rovinare tutto come con Harry.

''Bianca Queen'' Rispondo sorridendo e stringendo la mano nella sua.

''Bianca, che bel nome. E cosa fai nella vita?'' corruga la fronte in un'espressione interessata. Fa di tutto per stuzzicare il mio autocontrollo. Fa tutte cose per cui vorrei riprenderlo, vorrei dirgli che con l'espressione addosso più che interessato sembra una brutta copia di un bambino con il muso.

''Lavoro in un negozio di musica, te?''

''Me non ha importanza. Negozio di musica ah? E quele sarebbe?''

''Regent Sounds Studio''

''Wow''

E andiamo avanti così, a conoscerci da capo dopo anni e anni che non ci parlavamo.
Parliamo di molte cose, scopriamo che siamo andati a vedere al cinema molti film in comune, che ascoltiamo la stessa musica (ma era risaputo), che Luke non aveva finito di laurearsi per inseguire il suo sogno di musicista insieme ai suoi amici mentre io ero bella laureata con un lavoro, confronto al suo, misero.

''Penso che chiunque lavori con la musica abbia per le mani uno dei migliori lavori del mondo. Lavori sugli strumenti, li accordi, li lavori modellandoli, o semplicemente li vendi. Ovviamente senza togliere nulla agli altri lavori. Tutti i lavori servono.''

''Su questo hai ragione''

''Io ho sempre ragione'' ribatte fiero.

''Chi sostiene di avere sempre ragione è la prima persona che ha torto nella maggior parte delle cose. Ed è una persona che non è disposta ad ascoltare opinioni altrui.'' ribatto io sorseggiando il mio tea.

''Scusa, ma ti sei laureata in musica o in psicologia?''

''Finisci il caffè, penso sia ora che tu vada.'' controllo l'orologio che ho al polso e mi sorprendo nel vedere che sono già passate quasi due ore.

Blue Eyes 2 ~Luke HemmingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora