Epilogo

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Quattro anni dopo.

''Christopher sei pronto?'' Urlo dal salotto su per le scale.

Christopher è una peste. Ha quasi quattro anni, corre per tutta la casa, urla come un dannato e ha preso completamente tutto da suo padre.
La sera hanno l'abitudine di suonare qualcosa alla chitarra, cantano qualche strofa di canzoni e devo ammettere, e non solo perché sono sua madre, che se la cava.

''Arrivo mami'' urla di rimando con la sua vocina.
Mentre aspettiamo il suo arrivo mi accarezzo il ventre.

Eh già, eccomi qua con una seconda gravidanza al quarto mese. Abbiamo appuntamento in ospedale per l'ecografia e scoprire se è maschio e femmina. Luke questa volta vuole una bambina, mentre a me non cambia.
Maschio o femmina amo già tutto di questa creatura.
Proprio come quella che sta scendendo di corsa ora le scale con le scarpine in mano.
I capelli biondi un poco ricci gli svolazzano intorno al viso, gli occhi azzurri come due cieli.

E' tutto suo padre.

''Forza Chris, papà ci aspetta in macchina.''

Si infila di corsa le scarpe e mi prende la manina. Gli infilo una felpina leggera e lo sistemo per bene. Poi prendo la borsa e usciamo.

Ma oggi non è solo una giornata importante per noi, lo è anche per Calum e Samantha.
Oggi hanno dato luce ad una bellissima bambina, di nome Lea.
La andiamo a trovare subito dopo la visita.

''Chris metti la cintura'' dice Luke girandosi indietro prima di uscire dal vialetto.

''Si papi'' e obbedisce.

Con loro non posso smettere di sorridere. Luke gli dice qualcosa e lui risponde sempre con un 'papi' finale.
Questa mattina abbiamo ricevuto proprio un bel buongiorno.
Ormai è abbastanza cresciuto per arrangiarsi da solo in alcune cose e dopo essere andato in bagno è corso in camera nostra, si è arrampicato sul letto e ha iniziato a saltare e urlare dicendo che andavamo a trovare Samantha, poi si è sdraiato accanto a me e ha posato le manine piccole sul pancione, mi ha guardato negli occhi domandandomi ''sarà il mio fratellino o sorellina?'' gli avevo risposto di si, e per tutta risposta aveva appoggiato la testa.

''Ma non fa nulla'' aveva detto.

''Ci vuole ancora un po' di tempo prima che tu possa sentire qualcosa''

''Mami?''

''Sì?''

''Io gli voglio già bene'' e a quelle parole delle piccole lacrime mi avevano riempito gli occhi, per tutta risposta si era arrampicato sul mio collo e mi aveva abbracciato. ''Ti voglio bene come il papi te ne vuole a te''

Come non poter amare un figlio così.
Luke si era aggiunto al nostro abbraccio mattutino e coccoloso con altrettante parole dolci e indimenticabili.

''A che pensi?'' mi riporta alla realtà.

''A questa mattina''

Lui sorride, gira il volante a destra e quando lo raddrizza mi sorride cercando il mio sguardo. ''Alla fine qualcosa di tuo l'ha preso'' scherza.

Che bugiardo.

Non ho mai visto un figlio così uguale ad un padre. In tutto e per tutto, di me non ha ereditato nulla. I modi di fare sono di Luke, di parlare lo stesso, ama suonare la chitarra e usa qualunque oggetto per fare rumore chiamandolo musica, canta dalla mattina alla sera e combina guai tutto il giorno tranne quando dorme... forse. Dato che una volta era caduto dal letto pensando di essere a cavallo.

Blue Eyes 2 ~Luke HemmingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora