Arrivati, Derek mi guardò, poi aprì la portiera, non fece nemmeno in tempo a mettere il piede fuori dalla macchina che qualcuno lo scaraventò a terra e continuava a picchiarlo.
Aprì la portiera, ma mi capitò esattamente la stessa cosa, mi scaraventarono a terra, cercavo di contrattaccare ma non ci riuscivo.
"Ehi ehi!" una mano mi continuava a muovere, "svegliati!" continuava.
Aprì gli occhi di scatto, ero seduta in macchina, avevo un gran caldo ed ero sudata marcia, la macchina era ferma.
"Era solo un sogno, calmati" disse Derek.
A quelle parole mi alzai e abbracciai subito Derek, con gli occhi lucidi mi staccai un po' dall'abbraccio e lo guardai negli occhi "promettimi che starai attento, promettimelo"
"Certamente, tesoro" rispose.
Fece segno a Stiles che era sulla jeep ferma dietro di noi di partire, e così ricominciò il viaggio.
Dopo neanche mezz'oretta, era il tramonto, le moto davanti a noi che ci guidavano si erano fermate, forse per fare sosta.
Derek si tolse la cintura, Scott e Kira scesero subito, io avevo paura e lui lo capì.
Scese dalla macchina in fretta così che non potessi fermarlo e venne ad aprirmi la portiera, la mia mano toccò la sua e scesi, non successe niente; finché mi ritrovai una freccia davanti a me, proprio davanti al mio viso, immobile, Derek la stava tenendo, mi aveva salvata.
Vidi una cosa in lontananza, mi misi immediatamente davanti a Derek e una freccia mi trafisse, poi un'altra, ma l'ultima colpì la spalla di Derek.
Delle ombre venivano dal fondo della strada deserta, iniziavo a vedere tutto sfocato, la mia mano stringeva quella di Derek, sentivo gli altri farfugliare qualcosa ma non capivo cosa stessero dicendo, le ombre si avvicinavano sempre di più, una sembrava una donna, un'altra pareva un uomo abbastanza in carne, dopo di che dietro ce n'erano altre due, ma non capivo.
"Fate bei sogni" sentì dire dalla donna, che dalla voce capì non essere molto giovane.
Poi l'oscurità.
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Qualcuno mi stava accarezzando i capelli, aprì gli occhi e vidi il viso di Derek sopra il mio; ero sdraiata sulle sue gambe, non eravamo nella sua macchina, ma sulla jeep.
"Si è svegliata" disse Derek.
"Finalmente!" gridarono insieme Malia e Stiles.
Provai a tirarmi su, ma Derek me lo impediva, stava giocando con i miei capelli e con i miei nei.
Gli piaceva collegarli, partiva sempre dal neo sotto la guancia destra, per poi arrivare a qualche altro neo, anche io lo facevo a volte, con la scusa per trovare altri nei gli facevo sempre togliere la maglia, e anche lui lo faceva a me.
"Le ombre!?" chiesi.
Me ne ero completamente dimenticata.
"Che ombre?"
"Quando ci hanno attaccati, c'erano delle ombre! Ci hanno detto 'fate bei sogni', sono frecce non mortali!"
"Che fossero non mortali lo abbiamo capito, ma non c'era nessuna ombra Mar, le avrai sognate" disse Malia.
Mi credevano pazza, ma io le avevo viste. Non poteva essere solo un effetto della freccia.
Era buio ormai, e proseguire sarebbe stato pericoloso, così ci fermammo e saremmo ripartiti all'alba.
Nella jeep quasi tutti dormivano, provai ad inviare un messaggio ad Isaac ma non ricevetti risposta, molto probabilmente dormivano anche loro, anche se erano abbastanza stretti poiché dentro la macchina c'erano anche Braeden e i gemelli.
Restai sveglia tutta notte, provai a chiudere gli occhi diverse volte, ma mi veniva sempre in mente il sogno o ciò che era successo quel pomeriggio, i miei pensieri furono interrotti da un bacio sul collo coperto dai capelli da parte di Derek.
Mi girai e gli sorrisi.
Dopo poco intravidi il sole, e il viaggio continuò; durò per lo più dieci minuti.
Scesi subito dalla macchina e mi limitai ad osservare la chiesa. Era distrutta e si capiva fosse vecchia, alcune parti mancavano e quelle rimaste avevano un colore schiarito.
Non avevamo un piano ben preciso, i lupi usavano i loro artigli, kira la sua spada e Lydia avrebbe potuto usare la sua capacità per urlare.
E gli umani?
Braeden era abbastanza brava a cavarsela, anche se sinceramente non la vidi più.
"Tieni" disse Stiles porgendomi la mazza facendomi l'occhiolino.
Era di alluminio, mentre la sua era di legno.
Entrammo, sembrava più una caverna che una chiesa ormai abbandonata, per farci luce usavamo delle torce.
Dopo poco sentimmo delle voci, era una risata malvagia.
Si accesero delle luci, comparve una ragazza con una benda su un occhio, seguita da due berserker.
"C-Chiara" dissi.
"Non c'è più" disse chiara, o meglio, il berserker.
Iniziarono a spuntare nemici da tutte le parti, ci prendevano e ci tenevano fermi, non riuscivamo a slegarci. Avevano preso tutti, tranne me e Derek.
"Voi avrete un trattamento speciale" disse Chiara.
L'avrei chiamata così per sempre.
Un berserker mi prese le braccia, ma non forte quanto gli altri, dopo di che un altro di loro ebbe l'ordine di prendere Derek.
Provai a scalciare, ma era inutile, più cercavo di liberarmi, più mi stringeva.
Neanche Derek riusciva a controbattere.
Chiara prese una maschera, non capivo cosa fosse e cosa volesse fare, mentre aveva le mani sulla maschera, Derek grazie all'aiuto della tenuta stretta dei Berserker, alzò le gambe e tirandole un calcio la scaraventò a terra.
La ragazza si alzò, non era Chiara, aveva una maschera sopra con il suo viso, aveva un viso sfregiato, come il taglio di Braeden, ma il suo era molto peggio.
Si arrabbiò e ordinò di portare fuori dalla sua vista colui che gli aveva rovinato il piano.
Poi mi scaraventarono a terra.
C'era pochissima luce in quella stanza, poiché la luce che c'era proveniva dai fori della chiesa, ero seduta per terra e legata, mugugnai dal dolore della corda sui miei polsi, dopo di che vidi che c'erano anche gli altri, ci assicurammo solo che fossimo tutti vivi, non parlammo.
Stava andando tutto molto male.
Poiché non ci fu traccia di Braden, pensai, e speravo, sarebbe venuta prima o poi a salvarci, sarà andata a chiedere aiuto oppure per chi lavorava le aveva ordinato di piantarci in asso e lei lo aveva fatto, faceva tutto per i soldi.
Vidi una figura poco lontano da noi, dalle spalle capì fosse Derek, era vivo, più o meno.
Camminava piano, ogni suo passo era pesante, sembrava facesse fatica, la luce di un foro illuminò il suo viso, non era più Derek, lo aveva trasformato, Deaton ci aveva avvisati ma non siamo stati in grado di proteggerlo, di proteggerci tutti.
Non parlai, avevo paura, non era più lui e avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa che gli veniva ordinato.
Da come strisciava i piedi, pareva cercasse di controllarsi, Derek c'era ancora e stava cercando di combattere il Berserker, ma non ci riuscì.
Un passo grande e venne di fronte a me, vidi i suoi occhi vuoti che amavo e che avrei sempre amato guardarmi, mi mise le mani al collo, spingeva, il suo pollice e indice mi schiacciavano il collo, non riuscivo più a respirare.
"Der..ek..sono io..Derek.."
Usai gli ultimi respiri che avevo per dire ciò che avrei sempre voluto dirgli, forse non ci sarebbe stata più occasione.
"Ti amo, Derek"
*****spazio autrice*****
2000 letture yay *-*
Oggi è il mio compleanno, mi regalate tyler hoechlin? Grazie prego ciao
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a miserable heart.
FanfictionCome quando lo vidi per la prima volta, che a primo impatto non capì se i suoi occhi fossero azzurri o verdi; nei suoi occhi non ci avevo visto niente, il vuoto, ma l'ho arredato, sono diventati casa mia; e avrei voluto sentirli sulla mia pelle, ch...
