Capitolo 13

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Mi alzo, sono le 9AM e, dato che fra poco arriverà mio "padre", quindi sveglio Daniel.
«Dani... oi... sveglia!» dico muovendolo e lui si alza di colpo.
«Ei Alexis, dimmi.» dice.
«Dobbiamo prepararci, fra poco arriverà mio padre.»
«Ah già... mi dispiace per il pugno... ma come mai sei in intimo?» mi chiede poi.
«Non ti ricordi niente?»
«Del pugno sì, poi quando sono entrato mentre tu eri fuori con Patrick ho bevuto un po' e non mi ricordo nulla. Perché cosa è successo?» mi chiede.
«Nulla, io mi stavo cambiando e tu sei entrato e alla fine sei rimasto qui...» mento...
«Immaginavo... ora vado in camera a prepararmi ci vediamo giù, a fra poco.» mi dice e poi corre senza farsi vedere da nessuno.
Vado in bagno e con un po' di trucco riesco a coprire il viola del pugno, ma lascio comunque i capelli sciolti a coprirmi l'occhio.
Quando scendo sento bussare alla porta e quando apro non c'è papà, ma ci sono Ryan, Austin e Kate.
«Che ci fate qui?» chiedo.
«Ci volevamo scusare per ieri.» dicono.
«Tranquilli.» dico io.
«Ti va di stare tutto il giorno con noi oggi?» chiedono.
«Vorrei, ma non posso. Oggi andiamo tutti a casa di mio padre.» dico io.
«Ah... va bene, ci sentiamo più tardi.» dice Ryan con la voce triste.
«Ma no, perché non venite anche voi da me?» chiede papà quando sente la nostra conversazione.
«Se per voi non c'è nessun problema neanche per noi c'è.» dicono sorridendo.
Quando mio padre mi dice un semplice "ciao" io gli faccio un piccolissimo sorriso e poi aspetto che escano tutti per andare.
I ragazzi vedono che mi dà fastidio la presenza di Kate, Austin e Ryan.
Decidiamo di andare a casa di papà.
Io vado in macchina con Daniel, non voglio stare in macchina con loro tre perché certe volte stanno proprio addosso.
Mentre Daniel sale in macchina, Ryan lo guarda malissimo ma a lui non importa.
«Come stanno addosso quei tre!» dice ridendo.
Io scoppio a ridere perché ha proprio ragione!
Quando arriviamo nel vialetto della casa di papà tutti rimaniamo a bocca aperta.
«È stupenda!» diciamo tutti.
Quando entriamo ci fanno visitare la casa: è enorme e stupenda. Magari la nostra casa fosse così grande. Ognuno avrebbe la sua camera e non ci sarebbe solo un bagno per tutti...
Carly mi prende per mano e mi porta a vedere la sua camera.
«È bellissima.» dico io.
«Grazie. Ma quel ragazzo con cui sei venuta è il tuo ragazzo?» chiede.
«No! È un amico di Jake, di cui io però sono innamorata dal primo giorno in cui l'ho visto. Però il mio ragazzo è quello magro non molto alto, Ryan.» dico io.
«Ah okay, scusa ma non avevo capito.» dice ridendo.
«Signorine voi desiderate qualcosa?» chiede una donna entrando in camera, penso sia la cameriera.
«No, grazie.» rispondiamo noi.
«Permesso, posso?» dice Ryan bussando.
«Ei amore.» dico io.
«Siete una bellissima coppia voi due insieme.» dice Carly scattandoci una foto.
Dopo un po' che parlavano sono venuti a chiamarci per andare a mangiare.
«È tutto molto buono.» dico io guardando papà.
Lui mi sorride.
«Si dovrebbero fare più spesso queste giornate tutti insieme, magari Debra la prossima volta potrebbe portare il suo compagno.» dice Caroline.
«Sì, magari!» risponde la mamma.
Il pomeriggio lo passiamo un po' a giocare in giardino e un po' in casa.
«Si è fatto tardi, è meglio che andiamo.» dice la mamma.
«Hai ragione. Buonanotte a tutti.» dice Caroline.
Tutti la salutiamo con la mano e usciamo.
«Noi torniamo a piedi, tanto io abito qui vicino e loro due vengono da me. Buonanotte a tutti.» dice Ryan.
«Va bene, buonanotte.» e li abbraccio.
Quando torniamo a casa parliamo un po' della giornata e poi andiamo a letto.
Penso proprio di voler perdonare mio padre, nonostante tutto è mio padre e gli voglio bene. Poi mi è anche mancato troppo...

Uno splendido disastro. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora