Capitolo XXVIII

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Per due giorni Byron si era chiuso in se stesso, e per Astrid era stato difficile perfino rivolgergli la parola. Capiva che il marito stava passando un momento difficile e che era tormentato dalle emozioni contrastanti che lo pervadevano. Per questo rimase alquanto sorpresa quando richiese la sua presenza nel suo studio. Non credeva che avrebbe voluto parlare proprio con lei, prima del funerale, ma si fece coraggio perché sapeva quale era il suo compito di moglie. Entrò nella stanza con un po' di timore e si guardò attorno perché non era mai stata lì, prima di quel momento. Era il posto dove Byron passava molto tempo, perciò era curiosa. Chissà che cosa si era immaginata ma quello che le si presentò davanti non era altro che un semplice studio come tutti gli altri. 

Il camino era acceso, trasmettendo calore in tutta la stanza, e una poltrona era stata messa proprio lì davanti, con un tavolino al fianco dove sopra vi era posato un vassoio con tre bottiglie di liquori e due bicchieri, uno dei quali sembrava essere stato usato ripetutamente. Byron era in piedi davanti alla grande ed unica finestra, dietro alla scrivania, con le mani in tasca e lo sguardo assente. Si rese conto di non essere più da solo quando sentì la porta chiudersi e si voltò leggermente per guardare la moglie. La stanchezza era ben visibile sul suo volto, visto che aveva impiegato i suoi ultimi due giorni ad organizzare il funerale del padre. Ma era anche turbato, mentre con la tesa indicava un foglio posto al centro della sua scrivania.

"Devo fare il discorso, sono il figlio maschio maggiore..." Era quello che lo turbava di più, salire sul pulpito e leggere un discorso che avrebbe dovuto essere sentito e commovente. Astrid poteva solo immaginare che cosa gli passasse per la testa in quel momento ma quando si avvicinò alla scrivania vide che sul foglio c'erano scritte solo due righe. Lo guardò di spalle, visto che già si era voltato verso la finestra, confusa. Non aveva apertamente chiesto il suo aiuto, eppure erano da soli. A chi altro avrebbe potuto chiedere se non a lei? Un po' spaesata, tornò a guardare il foglio e quelle poche parole, scritte in una grafia incerta e tremolante.

"Perché hai chiamato me?" Avrebbe voluto tacere e non fargli una domanda simile. Ma non poteva rimangiarsi le sue parole, però restò in risoluto silenzio, ad aspettare una risposta che non tardò molto ad arrivare.

"Sei mia moglie" disse soltanto come se fosse la risposta ad ogni quesito. Byron si voltò per avvicinarsi a lei, ma senza toccarla, e fece una cosa che di solito non osava permettersi con nessuno. Chiese il suo aiuto, con voce quasi supplichevole: "Non so che cosa dire, Astrid, puoi aiutarmi? Ho bisogno di te".

Alzando lo sguardo per poterlo vedere negli occhi, riuscì a scorgere tutta la tristezza che albergava dentro di lui. La sua breve vita non le aveva dato abbastanza esperienza da sapere che cosa dire in quel momento. Quali erano le parole giuste da usare per confortare un uomo come suo marito, in un momento così difficile? Non fece in tempo a trovare neanche una singola parola che lui si allontanò per andarsi a sedere sulla poltrona vicino al camino. Lo osservò con attenzione, scrutandolo in cerca di qualche comportamento strano o pericoloso come se fosse un'animale selvatico, mentre apriva una delle bottiglei e si riempiva il bicchiere prima di portarselo alla bocca e scolarlo con un solo movimento della testa. Da quando erano sposati non lo aveva mai visto vacillare, era sempre forte e imperturbabile, eppure quando aprì di nuovo la bocca, con tono un po' roco a causa dell'alcol, quello che notò in lui fu soltanto la fragilità.

"Ho passato la mia vita ad odiare quell'uomo, l'uomo che mi ha messo al mondo, promettendo a Dio che non sarei mai diventato come lui e alla fine... alla fine non sono riuscito a mantenere la promessa" versò di nuovo il liquido trasparente per riempirsi il bicchiere e Astrid non se la sentì di fermarlo, nonostante fosse consapevole che stava esagerando. Byron sfogava il suo dolore attraverso l'alcol, perciò chi era lei per impedirgli di alleviare un po' tutta l'angoscia che provava in quel momento? Restò immobile, a osservare con timore quell'uomo che sembrava sull'orlo della distruzione, senza sapere che cosa fare. Byron, d'altronde, non sembrava avesse voglia di essere salvato, ma cercava soltanto qualcuno che l'ascoltasse. E Astrid era molto brava a prestare attenzione agli altri.

The Masked LadyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora