Il tempo era orrendo.
Il vento era fortissimo e per lo più a volte mancava la corrente.
Non riuscivo a guardare la mia serie tv preferita,"Maledetto tempaccio!".
Sbuffai gettando il telecomando dall'altra parte del divano.
Erano le 12:33,non avevo nulla da fare.
Presi il cellulare,c'erano cinque messaggi,uno era da parte di Mike.
Ciao April!
Scusa ma oggi non riesco a liberarmi per l'ora di pranzo.
Perdonami :(
Bhe...Perché non andare da lui?
Mi fermai al primo bar che trovai vicino all'ospedale,presi due panini vegetariani.
Mi sedetti in sala d'attesa,forse sarebbe passato per di qua,sospirai,"Hey ma tu sei April",alzai la testa,era l'infermiere Robert,"Heyy!".
Mi alzai e ci abbracciammo,"Quanto tempo,come stai?".
"Tutto bene grazie.Tu invece?".
"Come ti sembro April?".
Fece una giravolta su se stesso,"In piena forma",sorrisi,"Sei qua per il Dr.Varshavski",annuii imbarazzata,"Dovrebbe essere nella stanzetta,vai pure",mi fece l'occhiolino e andai alla ricerca della stanza dove i medici e infermieri si riposano.
Quando aprii la porta vidi Mike gettai a terra una cartella,sobbalzai dalla paura,"Merda!".
Era arrabbiato.
Non l'avevo mai visto così.
Rimasi immobile.
Quando si girò,corrugò la fronte,"April?".
Lo salutai con la mano,"Che ci fai qua?".
Mostrai il sacchetto col cibo dentro,"Ah","Ho letto il tuo messaggio così ho pensato di pranzare insi-","No assolutamente no.Non ho tempo da perdere.Potevi evitare di venire fin qua,non hai visto che tempo c'è fuori?!".
Il suo tono di voce si era sempre di più alzato.
Era quasi arrogante.
"Bhe scusa tanto se volevo farti un favore!".
Misi il sacchetto sul tavolino,ci guardammo negli occhi,notai le sue occhiaie e la barba.
Aveva l'aria stanca.
Forse era nervoso per via del poco sonno,"Scusa ma ho da fare",mi spostai per lasciarlo passare,ma lo presi per il braccio.
Il suo sguardo passò dal mio braccio ai miei occhi,"Che c'è April?".
"Mike...Hai bisogno di riposare,da quanto non dormi?".
Si passò una mano sulla faccia stanca,"I-io non dormo da ieri",mollai la presa,"Oggi quando finisci il turno,va subito a casa",mi accarezzò la guancia,"Torna a casa April".
Il suo tono...era così secco...sembrava quasi che la mia presenza lo infastidisse...
Lo superai e andai via da lì.
Se fossi restata ancora un po',di sicuro avrei iniziato a urlargli di tutto.
Quando le porte si aprirono una raffica di vento di colpì in pieno viso,e i miei capelli mi finirono dritti in faccia.
"Ci mancava solo il vento".
Stavo crepando di freddo.
MIKE.
Ero stato un vero maleducato.
Non avrei mai dovuto trattare April in quel momento,in fondo lei mi aveva fatto solo un favore,aveva pensato a me.
Era una ragazza così gentile,mentre io ero stato un vero stronzo.
Ma dopotutto stavo lavorando il triplo del solito per poter curare il mio paziente,non volevo perderlo.
Avevo la sua vita nelle mie mani.
La sera finito il turno,andai dritto a casa di April,dovevo farmi perdonare.
Bussai sulla porta marrone,"Arrivo",mi sistemai la sciarpa,sentii la chiave girare,"Ec-",quando mi vide corrugò la fronte,"Ciao April",fece un verso simile a un ringhio,"Ciao",sorrisi,"Come stai?".
Si appoggiò alla porta,"Bene",annuii,"Scusa ma sto facendo la cena",stava per chiudere la porta,quando con la mano la bloccai.
Spalancò gli occhi.
"Ma che ti prende?!".
Mi urlò contro.
"Oggi mi sono comportato male con te.Perdonami April,ma sono pieno di lavoro",alzò la mano,"Frena!Questo non vuol dire che TU,debba trattare male la gente,specialmente quando ti porta il pranzo a lavoro",sospirai,"Hai perfetto ragione",tolsi la mano dalla porta,mi girai e mi avvicinai alle scale,quando sentii tirarmi per la giacca.
Girai lo sguardo e vidi i suoi bellissimi occhi e il suo sorriso.
"Credo che siamo entrambi nervosi",le presi la mano,"Hai ragione.Allora mi perdoni April?".
Mi saltò al collo.
Solo in quel momento sentii l'odore di vaniglia che emanavano i suoi capelli.
La strinsi forte a me.
"Si,ti perdono".
La spostai un po',per poterla guardare negli occhi.
Sorrise,"Che c'è?".
Solo in quel momento mi accorsi di quanto fosse importante per me.
Ti quanto mi piacesse...
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Il mio angelo custode col camice.
FanfictionA volte,la vita ci gioca brutti scherzi. Come quella notte fredda di Dicembre. Mancavano pochi giorni a Natale,i negozio erano pieni di decorazioni,per le strade si sentivano le tipiche canzoni natalizie,etc... La neve bianca ricopriva le strade... ...
