Aereoporto.

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"O MIO DIO!".
Inchiodai nel parcheggio.
"E ADESSO CHE C'È?!".
Guardai April.
Si tolse la cintura,"Ho dimenticato il succo",sorrise e scese dall'auto correndo,sbattei la testa contro il volante,"Ti prego Roxy...Fammi trovare tutta la pazienza che ho perso...",Roxy ululò.

Finalmente eravamo arrivati al semaforo.
Ovviamente lei se ne stava con i piedi sul cruscotto,"Allora April cara.Ripeti con me.Andrà tutto bene",la guardai,sbuffò,"Andrà tutto bene",sorrisi,"Ottimo","Si ma-",la fulminai con lo sguardo,"Ti ricordo che stai per sposare un medico,se mi fai perdere la pazienza per la quarta volta,dopo averti detto tremila volte che andrà tutto bene..",la guardai,stava facendo la faccia da cane bastonato,le presi la mano e gliela baciai,"Amore,io ti amo.Ma devi fidarti di me.Andrà tutto bene","Lo sai vero che non ti credo?".Mi disse sistemandosi i capelli e io non potei che scoppiare a ridere,April era unica.

Una volta arrivati in aeroporto,parcheggiammo il suv,sistemammo il guinzaglio a Roxy e ci avviammo verso il grande edificio.
April mi stringeva forte la mano.
Era evidentissimo che fosse agitata.
"Andiamo a bere qualcosa,tanto siamo in super anticipo",le feci l'occhiolino,"Va bene".
Prendemmo due tea freddi,uno alla pesca e l'altro al limone.
"Tua madre si chiama Cora e tuo padre Kristopher...Devo darli del lei?".
Conoscendo mia madre...
"Ehm si,sai mia madre è una all'antica".
APRIL.
Sua madre avrebbe sicuramente visto TUTTI i miei difetti.
Che sono imbranata.
Che sono disoccupata.
Che non so cucinare quasi nulla.
Che sono una pasticciona cronica.
Che sono timida.
Che sono disordinata.
Che non sono la donna perfetta,super tette,super labbra e super trucco.
Che non so il russo....

Volevo andare a casa e rinchiudermi in camera da letto.
Volevo essere uno struzzo.
Forse in realtà sono uno struzzo...
Ci mettemmo davanti l'ingresso degli atterraggi,c'era molta gente che aspettava i propri famigliari,amici oppure colleghi di lavoro.
Io me ne stavo inginocchiata ad accarezzare Roxy.
"Vedrai ai miei piacerai",mi disse Mike con un pacca sulla schiena,sospirai,"Non so se darti retta o ridere",Roxy mi diede una leccata di incoraggiamento sulla guancia.

Forse ero ancora in tempo per scappare.
Forse dovevo prendermi un biglietto aereo per Tokyo.
For-
"Mamma!Papà!".
Iniziò ad urlare Mike agitando la mano.
Guardai prima lui e poi spostai lo sguardo verso i miei suoceri.......

Il mio angelo custode col camice.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora