Capitolo 11: Abbiamo solo cominciato.

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Le porte dell'ascensore si aprirono e tutti quanti uscimmo.

Vedo Alex confabulare con Nicky, non riesco a sentire che cosa dicono perché sono molto più indietro.

Vedo che Tasha, la mia segretaria, mi raggiunge.
«Ci ha per caso cercate qualcuno?» chiedo.

«Si ma nulla di importante, le ho fissato alcuni appuntamenti dalla mia agenda elettronica. Potrà vederli anche lei dalla sua postazione.
In più ha chiamato James Tomura. L'appalto della metropolitana è nostro.»

«Mi stai dando delle ottime notizie Jefferson, grazie.» le dico sinceramente, sorridendole.
«Vedo anche che qua in ufficio è tutto in ordine.» dico, guardandomi attorno e vedendo che tutti gli impiegati lavoravano senza alcun problema.
«Davvero un ottimo lavoro.»

«Grazie per essersi fidata di me signorina.»

«Taystee...» dico, usando il nomignolo con cui la chiamavano tutti «Chiamami Piper, basta con tutta questa formalità.»

Sembra perplessa poi mi sorride «Va bene, basta formalità.»

«Bene mi potrai trovare nel mio ufficio. Devo andare a sbrigare le solite pratiche.»

Lancio uno sguardo dietro di me, vedendo che Alex stava ancora discutendo con Nicky... le lascio perdere, magari erano questioni importanti.
Mi dirigo quindi nel mio ufficio.

Per più di due ore svolgo pratiche su pratiche, dopo un po' mi fermo e, come mio solito, vado a controllare i conti in bilancio del mese.
Continuano ancora ad esserci delle piccole perdite anche dopo aver effettuato la fusione. Sono minime, nulla di ché, ma non riesco a capirne il motivo.

Credo sia meglio parlarne con qualcuno.

Qualcuno bussa alla porta.

«Avanti.» dico, senza distogliere lo sguardo dal monitor.

«Hey...» alzo lo sguardo riconoscendone la voce.

«Hey...» dico, sorridendo ad Alex.

In mano ha due bicchieri Starbucks.

«White Chocolate Mocha, il tuo preferito.» dice, porgendomelo.

«E tu il solito Iced Skinny Mocha?» chiedo, prendendo in mano il bicchiere.

«Esattamente.» dice, facendo il giro della scrivania e sedendosi proprio su di essa.

Non posso fare a meno che fissarla.

È semplicemente meravigliosa.

«Allora...» dice dopo aver preso un sorso del suo caffè.
«Qualche problema?»

Prendo anche io un sorso del mio, poi le rispondo.
«In effetti si.» dico, facendogli segno con il dito di avvicinarsi.

Scende dalla scrivania, mettendosi poi alle mie spalle.
Si abbassa per vedere meglio lo schermo, appoggiandosi a me. Appoggiandosi sulla mia schiena.

Dio ti prego no.

Una scossa mi percorre tutta. Riesco a sentire il suo seno sulla mia schiena. Il suo respiro è sul mio collo.
Appoggia la mano destra sulla mia mano che in quel momento era sul mouse e comincia a muoverlo.

«Ti preoccupano questi dati, vero?» chiede, facendo un cerchio con il puntatore sulla somma di perdita.

Tento di riprendermi ma è troppo difficile non pensare al suo seno schiacciato contro la mia schiena.

«S-si... S-sono piccole somme... ma che accumulate nei mesi formano un bel malloppo.» chiudo gli occhi, non riuscendo proprio a fare altro.

Dio perché mi fai questo?

Partner In Love || Vauseman StoryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora