Capitolo 9: Ti ho mentito.

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«Non potrò mai dimenticare ciò che hai fatto Alex.»

Io ed Alex siamo ancora sedute davanti il tavolo, con i piatti vuoti difronte.

«Mi dispiace...»

Continuo a guardarla negli occhi, i nostri sguardi sono completamente incatenati l'uno con l'altro.

So perfettamente che le dispiace. Ma non basta.

«Non basta Alex. Anni fa ti dissi che non avevo bisogno di spiegazioni ma ora si. Ora ne ho bisogno.»

«Lo so... hai perfettamente ragione.»

«Mi hai umiliata Alex.» devo dirglielo. Devo fargli capire tutto ciò che mi ha fatto provare quella sera.

«Mi hai umiliata difronte tutta la scuola.» continuo, seria.

«Mi hai fatto aspettare per ore e poi sei spuntata così, in quelle condizioni.»

Devo buttare tutto fuori.

«Per giorni mi hai fatto credere che tra noi ci sarebbe potuto essere ciò che ci aveva sempre legato. Invece mi hai solo illusa.
Avrebbe fatto meno male se non ti fossi proprio presentata.»

«Mi dispiace...» la voce gli trema.

Non cedere.

«Ti dispiace! Si ho capito che ti dispiace!» alzo la voce «Ma mi ha ferito! Mi hai ferito profondamente!»

«C'è sempre un motivo!» urla, mi guarda negli occhi.

Occhi pieni di amarezza, pieni di tristezza. Occhi di chi sa di essere colpevole, di chi sa di aver sbagliato.

«Cosa intendi dire?» chiedo, usando di nuovo un tono più calmo.

«C'è sempre un motivo, una ragione per il quale le persone si comportano in un determinato modo o fanno certe azioni.»

Fa una pausa, poi continua.

«Non ti sei mai chiesa il perché? Perché io mi fossi presentata in quel modo quella sera? Perché ero in quello stato? Perché avevo infranto la nostra promessa?»

«Ogni singolo giorno.»

Sgrana gli occhi, sorpresa.

«Mi sono fatta quelle domande ogni giorno. Per giorni, settimane, mesi ed ho pensato a qualunque spiegazione plausibile. Ma nessuna, NESSUNA, potrebbe giustificarti.»

«Posso metterti alla prova?» mi chiedi, quasi in modo sarcastico.

Sto un attimo a pensarci. Voglio davvero saperlo?

Al diavolo.

«Sentiamo.»

Prende un lungo respiro, chiude gli occhi per qualche secondo poi li riapre.

«Sai perfettamente che la mia famiglia non è mai stata perfetta, anzi. Già ancora prima di nascere si erano venuti a creare i primi problemi.» ride amaramente.

«Mio padre ci lasciò appena saputo la notizia della gravidanza e mia madre fu costretta a crescermi senza l'aiuto di nessuno.» continui ad avere lo sguardo basso. Ti torturi le dita, nervosamente.

«Sono sempre stata sola, non ho mai avuto giocattoli nuovi, vestiti nuovi. Non ho mai avuto amici.
Poi però sei arrivata tu...» finalmente alzi lo sguardo e lo punti dritto dentro il mio «...e la mia vita cambiò drasticamente.
Avevo solo 6 anni e tu riuscisti finalmente a farmi sorridere. A farmi sentire viva, non più sola.
Gli anni passati con te probabilmente sono i più belli della mia vita.»

Partner In Love || Vauseman StoryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora