Capitolo 13: Due parole.

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POV. Alex

Sono già passati cinque giorni, e di Piper non c'è traccia. Nessuno sa nulla di lei.
Non si è fatta sentire, non ha risposto alle mie chiamate, ad i miei messaggi.
Solo quel "mi dispiace" e la telefonata fatta a Jefferson.
Sembra scomparsa nel nulla, quando invece a me basterebbe dirgli due parole per potermi sentire meglio.

Sospiro, mentre le porte dell'ascensore si aprono.

«Signorina Vause abbiamo bisogno del suo consenso per la stipulazione dell'accordo con la Pricewaterhouse Coopers»

«Signorina Vause abbiamo un problema con l'amministrazione.»

«Signorina Vause si sbrighi, la conferenza intercontinentale con la Toei JAPAN sta per cominciare.»

«Signorina Vause, è la banca. Hanno riscontrato un problema con l'accredito dei bonifichi alla FTP. Hanno bisogno che qualcuno li raggiunga al più presto possibile.»

«Signorina Vause...»

Piper, dove sei?

***

POV. Piper

Piove.

«Strano» penso, mentre poggio una mano sulla vetrata. La pioggia scendere con insistenza.
Di norma in questo periodo c'è sempre un tempo meraviglioso qua, a Los Angeles. Ma da quando sono arrivata alla casa a mare non ha fatto altro che piovere.

«Forse non è poi tanto strano.» penso di nuovo, sedendomi per terra proprio vicino alla vetrata.
In mano ho una tazza di tè calda, alla mia destra c'è un libro. Sta lì aperto da quando sono arrivata ma non una sola parola sono riuscita a leggere.
«Forse non è strano neanche questo.» penso ancora, bevendo un sorso dalla tazza fumante.

Strano però è ciò che ho fatto.

«Sono scappata.»

Già... sono letteralmente scappata.

«Ma perché?» mi chiedo ancora. «Stava andando tutto così bene.»

Chiudo gli occhi, assaporando di nuovo mentalmente le labbra di Alex che calde... fameliche... mi baciavano.
Un brivido mi percorre tutta.

«Perché sono scappata?» mi domando di nuovo.

«Ma chi vuoi prendere in giro?» una voce echeggia nella mia mente.
«Sai perfettamente perché sei fuggita.» continua.
«Hai paura.»

Paura... Si, forse questa voce dentro di me ha ragione.

Ho paura.

Paura di aprirmi di nuovo. Di donare il mio cuore di nuovo a qualcun altro.
Ho paura di vivere una vita felice, di fare progetti, di far avverare desideri, sogni.
Ho paura di perdere di nuovo tutto. Di sprofondare nell'abisso della solitudine.

Ho paura di amare.

Il temporale aumenta sempre di più. La pioggia batte violentemente contro la vetrata.
Sembra quasi corrispondere al mio animo.
Corrisponde alla mia paura, alle mie insicurezze.

Ma perché? Perché ho così tanta paura di vivere? Di amare?

«Sai anche questo.» ecco di nuovo quella vocina.

«E sentiamo mister so tutto io. Tu che ne sai?»

«Perché anche io ho sofferto per amore, proprio come te.»

Partner In Love || Vauseman StoryLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora