Quattro ragazzi vanno a trascorrere le vacanze in Grecia dopo essersi finalmente liberati degli esami. Si stabiliscono a casa del nonno di Katja, dove incontrano il poco simpatico e per niente socievole cugino della ragazza, anche lui in vacanza al...
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"Noi non siamo di qui?" ripeté Jan. "Beh, te l'ho appena detto! Veniamo dall'Italia! Italia!" Niko ascoltava soltanto con un orecchio Jan e Kaya che litigavano, ognuno cercando di dire la sua. In una parte della sua mente iniziarono ad apparire film mentali su elfi e centauri e di come lui ne cavalcherebbe volentieri uno (͡ ° ͜ʖ ͡°) con la sella, magari evitando di usare la briglia.
"Non intendevo che vi trovate nella città sbagliata. Ho come l'impressione che voi non... apparteniate a questo posto." "Sii più specifica!" esordì Jan. "Uff..." sbuffò l'Elfa. "Intendo dire che la vostra esistenza è come se non appartenesse a questo mondo. Ma non ci arriva da solo? Non percepisce la nostra energia vitale? La nostra aura? È molto diversa dalla vostra. Lo sente anche lei, vero, mispàiya Jarelyne?" "Veramente non chiaramente, ma se mi concentro sì, percepisco un leggero... non so... cambiamento, forse?"
"Ma guarda tu... Pensate mi scriva Gioconda qui?" fece una smorfia Jan, passandosi un dito sulla fronte (se non capite il gioco di parole scrivete e lo spiegherò). "Energia vitale? Pensi davvero che io ci creda?" Kaya continuò a guardarlo seria senza proferire parola. "Eh? Perché non rispondi?"
Axel prese Jan per la spalla. Costui si fece cadere sulla sedia incrociando le braccia, esausto, con un'espressione sconvolta e arrabbiata. Axel disse: "Kaya, che cosa intendi con energia vitale?" Axel aveva un'espressione tetra sul viso che Niko conosceva bene: voleva spiegazioni. E le esigeva subito. Jan sospirò esasperato. "Cavolo, Quattrocchi, ci credi anche tu?"
Kaya sospirò. "L'energia vitale, chiamata anche aura, è un sottile campo luminoso, invisibile alla normale percezione, che circonderebbe e animerebbe tutti gli esseri viventi come una sorta di bozzolo. È chiamata energia vitale anche perché, se vogliamo dire così, ci 'tiene in vita'. Facciamo un esempio: più sei o diventi potente, più grande e potente è l'aura. Se invece ti indebolisci, l'energia vitale si indebolisce con te. Quando muori, svanisce. Questa è la base da sapere. Poi, ovviamente, l'aura varia da individuo a individuo. Ma qui andiamo già nei dettagli. Quello che volevo dire, è che avevo notato che c'è qualcosa di sbagliato nella vostra aura già quando mi ero avvicinata a voi la prima volta. I vostri corpi emanano un'aura strana. Per farvi capire, la vostra sembra molto più... dolce e debole delle aure degli altri Humani. All'inizio ho dubitato del mio potere nel percepire le aure, infatti non sono ancora un'esperta in questo campo, ma adesso ne sono sempre più convinta. Spaventarsi alla vista di un Centauro, non sapere cosa siamo io e la mia gente... c'era qualcosa in voi che non andava fin dall'inizio. Ma non ci avevo fatto caso. Dopottutto, di tipi strani se ne incontra, al giorno d'oggi."
"Quindi... voi sareste tutti reali?" Niko sgranò gli occhi. "E tu non saresti un cosplayer?" L'eccitazione lo scosse fino al midollo. Aspettava da sempre che gli succedesse qualcosa di così interessante nella vita, e finalmente il fato lo aveva ascoltato. O almeno, così sperò.