Quattro ragazzi vanno a trascorrere le vacanze in Grecia dopo essersi finalmente liberati degli esami. Si stabiliscono a casa del nonno di Katja, dove incontrano il poco simpatico e per niente socievole cugino della ragazza, anche lui in vacanza al...
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Cavalcarono due ore senza fermarsi verso sud, direzione Isola Deerter. Jarelyne aveva spiegato loro che uno dei pochi modi per oltrepassare il tratto di mare che separa le due isole è percorrere il Ponte dei Titani, un enorme passaggio costruito tremila novecento anni fa, appunto, dai Titani.
Dopo essere usciti dalla Foresta degli Alberi Giganti, un'enorme distesa piena di colline, campi coltivati e prati fioriti si propagò davanti agli occhi dei giovani. Il sole, chiamato Soum, si stava lentamente alzando sopra le collinette disparse per l'isola, illuminando la rugiada sull'erba, facendola brillare come se fosse cosparsa di pietre preziose. Ogni tanto si sentiva Jan, in fondo alla fila, lamentarsi.
Durante il tortuoso viaggio sui dorsi di quei "maledetti animali da tortura"- citazione di Jan - aggirarono un paio di poveri e malandati villaggi, alcune case, superarono dei contadini, tutti sudati e già sfiniti dal lavoro nei campi, e cavalcarono avanti. Jarelyne era tentata di fermarsi così tante volte che ormai aveva perso il conto: prima di incontrare i cinque ragazzi, nella sua vita non l'avevano mai portata a visitare i villaggi dei contadini, perciò si era creata un stereotipo tratto dalle descrizioni dei libri. Ora tutto quello che voleva fare era sparpagliare e dare in dono ai poveri l'intero tesoro della famiglia Host - si sentiva uno schifo a vivere nella bambagia mentre tutte quelle persone soffrivano. Le veniva da vomitare.
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Finalmente, dopo un'altra ora passata a evitare villaggi, i ragazzi intravidero il mare. Una larga fascia blu si estendeva fino all'orizzonte e pareva non finire mai. Candide nuvole bianche si muovevano pigre nel cielo, oscurando ogni tanto i forti raggi del Soum che intanto si specchiava nella distesa d'acqua facendola brillare. I ragazzi indirizzarono i cavalli su una strada mattonata costeggiata da un recinto di legno. Sul prato passeggiava pigra una mandria di mucche. "Finalmente il mare!" gridò Katja al vento. "Non ce la facevo quasi più!" "Ci fermeremo nella città Neghise-Ruhm per far bere i cavalli e dissetarci anche noi." disse Jarelyne e indicò verso la spiaggia, dove grandi case di pietra si ergevano in tutta la loro possenza. Dando l'ordine ai cavalli, accellerarono la corsa degli animali.
La città Neghise-Ruhm era molto, ma molto più grande del villaggio Otthau. Le case di pietra e mattoni erano costruite sulla sabbia della spiaggia, mentre enormi barche in legno e metallo dondolavano calme sul mare. Non c'era vento, perciò le vele cadevano morte sugli alberi delle imbarcazioni. Intorno alla città si estendevano campi coltivati.