Quattro ragazzi vanno a trascorrere le vacanze in Grecia dopo essersi finalmente liberati degli esami. Si stabiliscono a casa del nonno di Katja, dove incontrano il poco simpatico e per niente socievole cugino della ragazza, anche lui in vacanza al...
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"E voi chi siete?" disse il ragazzo sgranando gli occhi.
Katja si voltò di scatto, bloccandosi. La sua espressione sembrava stupita e arrabbiata allo stesso tempo.
Un ragazzo alto e snello stava guardando Niko. Lo scrutò da capo a piedi con un'espressione contrariata. "Quindi?" disse con tono interrogativo, togliendosi le cuffiette dalle orecchie. Aveva i capelli castanoscuri con la frangia, variante al nero, e occhi marroni. In testa indossava un cappello nero con frontino e sulla maglia rossa aveva stampato un pallone da basket.
Niko esitò. Poi sorrise, sfoggiando tutti i 32 denti, e disse: "Ciao, io sono..."
Poi il ragazzo incontrò gli occhi di Katja. "Non ci posso credere!" esclamò e interruppe il biondino, scansandolo insieme ad Axel. "Che ci fai tu qui?"
Katja fece un passo avanti. "Per tutti...! Che ci fai TU qui?" "L'ho chiesto prima io!" "Io sono venuta qui per passare le vacanze in compagnia dei miei amici!" La ragazza incrociò le braccia. "Ti crea qualche problema?" "Certo! La tua sola presenza mi irrita!" sbottò il ragazzo.
Axel sussurrò a Jasmina: "Chi è lui?" "È un parente di Katja. Da quel che ne so, si odiano già dalla tenera età."
"IO passerò le vacanze qui e TU non puoi farci niente!" strillò lei. "Beh, sappi, che IO da qui non me ne vado!" gridò lui. "Bene, allora sopportami!" "Bene!" "Bene!" Il ragazzo sbatté la porta in faccia ai quattro amici, e fece scattare il lucchetto chiudendo i ragazzi fuori.
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"Quindi lui è un tuo parente?" chiese Niko, sedendosi sul letto di Katja. Jan li aveva chiusi fuori, perciò i due ragazzi furono costretti ad andare nella camera delle ragazze. Lasciarono le borse davanti alla porta dello strano ragazzo con la frangia.
"Sì, è mio cugino e ha un anno più di noi. Si chiama Jan." sospirò Katja. "Vive non molto lontano da noi. Sapevo che anche lui sarebbe venuto dal nonno durante le vacanze, ma non mi aspettavo proprio durante queste due settimane. Mi dispiace per la scenata di prima." La ragazza si guardò le mani, imbarazzata. "No, no, tranquilla." sorrise rassicurante Jasmina. "Per me, in fondo, può essere simpatico." sorrise Niko. "Forse è solo nervoso per il viaggio con l'aereo." Katja lo guardò male. Jan lo aveva appena chiuso fuori dalla camera dopo averlo scansato con forza, ma lui rimase positivo, dicendo pure che gli stava simpatico. Katja non ha mai capito come riesce Niko a non arrabbiarsi mai. "Se lo dici tu." sbuffò infine.