15. Persuade

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Quella mattina mi svegliai con la testa poggiata al tavolo.
Ci impiegai un po' per ricordarmi che avevo passato tutta la notte a parlare con Jin. Mentre gli altri erano andati a dormire, noi due ci eravamo rifugiati in cucina. Mi aveva addirittura insegnato a cucinare un paio di dolci. I dorayaki che avevamo preparato erano ancora sul piatto in cui li avevamo messi.
Mi alzai, ne presi uno e pensai che per essere stati fatti alle tre di mattina avevano un buon sapore.
Mi venne in mente la sua espressione stanca e mi sentii in colpa per averlo tenuto sveglio.
Chissà dov'è ora?
Non me lo aveva detto, forse perché non lo sapeva nemmeno lui.
Mi stavo preoccupando. Era stato tanto carino con me, non avrei potuto non affezionarmi.
Mangiai il dolce e andai in soggiorno.
Vidi Taehyung che dormiva sul divano.
E lui quando è arrivato qui?
Mi avvicinai e gli scossi leggermente la spalla.
-Non è meglio se vai a dormire in camera tua?- chiesi, quando aprì gli occhi.
Quasi sicuramente era così addormentato che non sentì nemmeno quello che dissi, ma lo vidi alzarsi e dirigersi verso le camere da letto.
Sono scandalosi questi ragazzi.
Presi il suo posto e mi sdraiai sul divano.
Stavo per addormentarmi, quando sentii qualcosa che suonava. Era vicino a me, ma non vedevo telefoni in giro, c'era solo il computer.
Lo aprii.
Mi apparì la faccia di Yoongi.
Quando mi vide fece una smorfia.
-Non dovevi rispondere tu- disse.
-Ero la più vicina e anche l'unica sveglia-.
-Stanno ancora dormendo?- chiese. Sembrava infastidito.
-Non so chi sta dormendo, ma so che non vola una mosca- risposi.
-Quelli dormono mentre io devo stare qua a farmi il culo... dai, passami qualcuno-.
-Ma ti ho detto che stanno dormendo- insistetti.
-Non mi importa, ho bisogno di dirgli una cosa-.
Mi venne in mente un'idea: se facevo parte della squadra significava che anche io avevo il diritto di sapere.
-Dilla a me- proposi, maliziosa.
Alzò le sopracciglia: -Non pensarci nemmeno-.
-Senti, uomo: faccio o no parte della squadra?-.
Non mi rispose.
-Ne faccio parte e ho il diritto di sapere cosa succede. Se non ti fidi di me, non mi interessa, ma almeno degnati di considerarmi al pari degli altri, anche se sono nuova. Non mi conosci, chi ti dice che non saprei fare un buon lavoro come uno dei tuoi compagni?-.
-Sai recitare?- chiese.
Mi colse allo sprovvisto.
Annuii.
-Allora si può fare- disse. -Ma ho bisogno che tu esca da quella casa e vada a conoscere qualcuno-.

Dopo essermi cambiata uscii di casa. Yoongi aveva trasferito la videochiamata sul mio cellulare, così che potessi seguire le sue istruzioni passo per passo. Entrai in macchina e lo poggiai sul supporto.
-Devi darmi altri dettagli: con chi devo parlare?- chiesi.
-Non esattamente parlare, piuttosto pedinare- ripose.
-Pedinare... e per quale motivo?-.
-Sai che fai troppe domande?- disse infastidito.
-Non ne faccio troppe. Se tu non mi spieghi, come faccio a sapere che cosa fare?-.
Sospirò.
-Va bene. Devi pedinare una ragazza, abbiamo bisogno di informazioni. È una questione importante-.
-Dove la trovo?- chiesi.
-Ad un...-.
Sentii il rumore di colpo di pistola.
-Era uno sparo?- chiesi, preoccupata.
Lo vidi che guardava dietro.
-A quanto pare... c'è Jin che cerca di eliminare un uomo- rispose.
Mi venne l'ansia. Lui invece sembrava tranquillo.
-E sei tranquillo?- chiesi.
-Sì, perché dovrei essere agitato? Mi fido di Jin e di Hoseok-.
-Non dovresti aiutarli?-.
-Mi stanno coprendo per poter parlare con te, direi di no-.
-Va bene, ho capito. Dimmi dove posso trovare la ragazza-.
Se perde ancora tempo va a finire male.
-Ad un locale nel centro, va sempre lì- mi rispose. -Ti invio l'indirizzo per messaggio-.
Sentii un altro sparo e vidi Hoseok che si avvicinava a Yoongi. Quando mi vide, mi salutò.
-Spero che tu non ne abbia ancora per molto, abbiamo bisogno di te- disse.
Vidi Yoongi poggiare il computer davanti a sé e girarsi: stava arrivando un uomo vestito in nero.
Guardai meglio: gli stava puntando un'arma addosso.
Yoongi prese la sua pistola e mirò, sparandogli a una gamba.
Si rigirò verso di me come se non fosse successo nulla.
Nemmeno io sono così fredda... wow.
-Comunque, ti stavo dicendo: ti invio l'indirizzo e tu cerca di scoprire tutto quello che puoi-.
-Qualcosa in particolare?-.
-Notizie su suo padre. Non farti scoprire-.
-Suo padre, ho capito. Altre richieste?- chiesi.
-Ha una particolare...- cominciò a dire, ma poi si interruppe.
Guardai il telefono e vidi che lo schermo era diventato nero.
-No, devi funzionare. Ti prego! Non abbandonarmi, non adesso!- urlai.
Come se potesse sentirmi...
Accostai e cercai di richiamarlo.
-Ti prego...-.
Non mi rispondeva nessuno.
Riprovai.
Cominciai a preoccuparmi. Non volevo che gli succedesse qualcosa.
Erano esperti, ma non è che gli altri non lo fossero.
Sanno quello che fanno, stai calma, non si faranno nulla... Non so nemmeno com'è fatta sta ragazza! Perché proprio adesso?
Cominciai ad agitare il telefono.
-Testa di...- stavo per dire quando mi arrivò un messaggio.
Era l'indirizzo del locale.
Stanno bene.
Sospirai.
Dovevo arrangiarmi con quello che mi aveva detto.

***

Il locale era uno di quelli ispirati allo stile europeo. Non c'era quasi nessuno: un paio di uomini d'affari, la barista e alcune donne che stavano parlando.
Della ragazza non c'era traccia.
Andai verso i tavoli attaccati al fondo del locale pensando che magari non fosse ancora arrivata.
Non me ne sarei andata comunque: non volevo che pensassero che non sapessi cavarmela.
Mentre andavo verso il tavolo passai vicino ad una persona incappucciata che stava ad un tavolo nascosto dietro una colonna.
Non l'avevo nemmeno vista.
Stava facendo qualcosa, era chinata sul tavolo e i capelli biondi le coprivano il viso.
Guardai e passai oltre.
Aspetta...
Realizzai solo dopo quello che avevo visto.
Era un disegno di...
Girai rapidamente la testa per guardare di nuovo.
Credevo di aver avuto una visione.
Stava disegnando e quello era un volto che mi era noto.
Anche troppo.
È chiaramente lui...
È Jungkook.

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