29. Up to here

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Jo's pov.

Now

Sono in Corea, davanti alla casa in cui era stato Jin.
È notte e non vedo quasi nulla.
Accendo la torcia del telefono e mi avvicino alla porta. Quando illumino la maniglia per entrare, vedo che qualcuno ha forzato la serratura. Devo solo spingere per aprirla.
Entro e illumino la stanza.
Sono in un soggiorno che da sulla cucina.
Muovo il telefono da destra a sinistra per vedere cosa mi circonda.
Non ci sono foto, non ci sono oggetti sui mobili, nulla, è tutto vuoto.
Vado avanti e mi avvicino al frigo.
Se qualcuno è stato qui recentemente deve esserci del cibo.
Lo apro.
Di solito si accende la lucina, ma questa volta nulla. Non c'è elettricità.
Ma c'è cibo.
Allora chi stava qui non se n'è andato da molto tempo.
Lo richiudo e mi dirigo verso le scale.
Salgo al piano superiore e mi ritrovo in un corridoio con quattro stanze.
Provo ad entrare nella prima, ma la porta è chiusa.
Provo anche con la seconda, lo stesso.
Anche con la terza.
La quarta è quella fortunata.
Entro.
Mi ritrovo nella stanza di un ragazzo. C'è un letto, una scrivania e un armadio, ma anche qui neppure un oggetto.
Sembra quasi che non ci sia mai entrato nessuno.
Che cavolo ci sta a fare qui questa stanza allora?
Guardo nell'armadio, niente.
Non so cosa pensare.
Esco e scendo, dirigendomi verso la cantina.
Se nella stanza in cui avrei dovuto trovare qualcosa, non ho trovato niente, qui dove non dovrei trovare nulla trovo un letto disfatto e un sacco di fogli per terra.
Ne prendo uno e lo illumino con la torcia.
Non è un foglio, ma una foto.
Una foto di Hoseok con una grossa x dipinta sopra.
La lascio e ne prendo un'altra.
Questa volta è la foto di Jimin e anche lei ha la x.
Illumino da destra a sinistra fino a quando non mi fermo sul muro davanti a me.
E qui rischio di far cadere il telefono per terra.
Mi avvicino per vedere meglio.
Non credo ai miei occhi.
Sfioro con i polpastrelli una delle foto e deglutisco.
Davanti a me ritrovo appese sette foto, sei delle quali disposte in cerchio, una invece al centro.
Tutte hanno una x rossa disegnata sopra e una linea colorata che va a cerchiarla...
Namjoon
Hoseok
Jimin
Yoongi
Taehyung
Jin
Tutte tranne quella di Jungkook, che è anche quella al centro. L'unica che è cerchiata da una linea nera e non ha la x.
Jungkook... perché proprio lui?
La prendo e istintivamente la giro, per curiosità.
Mi stupisco quando invece trovo delle parole scritte.

Alla fine tutti commettiamo errori.
Io ti ho dato la chiave e tu l'hai accettata.
E tempo che tu ti unisca a tutti noi.

-Cosa?- chiedo ad alta voce. -E dai... non puoi finire così! Che cosa capisco io in questo modo?-.
-Non devi capire nulla- dice un'altra voce.
Mi giro di scatto e la illumino con il telefono, vedendo l'uomo incappucciato.
Ci mancava solo lui.
-Non è per te- dice.
-E allora per chi è?- chiedo.
-Per Omelas- risponde.
Sbatto gli occhi nel tentativo di capire.
-Per chi, scusa?- lo schernisco.
Ma questo è pazzo.
Comincio a ridere.
-Per il fantomatico bambino di una fantomatica città, rinchiuso chissà dove, nella miseria, solamente per il bene degli altri?-.
-Vai avanti, ridi- dice. -Non rideresti se sapessi cosa si prova a stare rinchiusi-.
Cosa?
Guardo la fotografia e poi lui. Ripeto l'azione un'altra volta.
-Jungkook non è mai stato rinchiuso- gli faccio notare. -Però hai detto che è per Omelas-.
Non mi risponde.
La scritta dietro la foto di Jungkook...
Mi prende un'ansia improvvisa per quello che sto pensando.
L'ha scritta per lui...
-Tu sei stato rinchiuso qua dentro. Tu sei omelas-.
Non so cosa pensare.
Aspetta...
-Ma hai detto che l'ha scritta per omelas, non puoi essere tu-.
Ragiona Jo.
Se lui fosse davvero omelas... e se fosse stato rinchiuso in uno scantinato per non so quanto tempo, adesso che si è liberato, cosa farebbe?
Rabbrividisco all'idea.
No...
Mi muovo velocemente e cerco di uscire da quella stanza il più in fretta possibile.
Devo avvertirlo!
In quel momento l'incappucciato mi prende per un braccio e mi spinge indietro.
-Non vai da nessuna parte- dice.
E invece vado eccome.
Ci riprovo, ma mi blocca.
Questa volta mi spinge più forte, facendomi cadere.
Si gira ed esce dalla stanza.
-Sei solo una marionetta- dice e chiude la porta a chiave.
Mi alzo velocemente e cerco di aprirla.
-Non puoi rinchiudermi di nuovo!- urlo.
Non si apre.
Devi aprirti!
Jungkook non è al sicuro. Devo avvertirlo in qualche modo.
Ci provo e ci riprovo, nulla da fare.
Mi prende un senso di ansia opprimente, una peso enorme che sta proprio sopra il cuore e che mi impedisce di respirare bene.
Prendo la maniglia e tiro con tutta la forza che ho.
Comincio a piangere, è l'unica cosa che posso fare in questo momento.
Mi abbasso lentamente e mi siedo a terra, poggiando la schiena contro la porta.
Alzo la mano destra e guardo il tatuaggio sul polso.
-Cosa faccio in questa squadra se non riesco nemmeno a capire cosa vi succede?-.
In quel momento mi viene ancora di più da piangere. Mi asciugo le lacrime solo per lasciare spazio alle altre.
Perché non riesco a proteggervi?
Mi frullano per la testa tutte le possibili frasi che mi hanno detto quei sette ragazzi da quando ci siamo conosciuti, ma nessuna sembra darmi conforto.
Mi vengono in mente i loro sguardi, da quelli allegri di Hoseok che mi abbraccia, a quelli annoiati ma allo stesso tempo divertiti di Yoongi che mi dice di non correre per casa, e ancora quelli freddi di Jungkook che nascondono più di quanto non sembri.
Sospiro.
Jungkook...
"Qui cominciano le tue risposte"
Dove l'ho sentita questa frase?
Me la sto inventando?
No che non la sto inventando, l'ho sentita per davvero. Lui me l'ha detta.
Quel giorno Taehyung è stato scoperto per qualcosa che aveva sulla clavicola sinistra.
E se fosse stato un tatuaggio?
Un tatuaggio che hanno tutti e sette.
Non ho visto bene, ma non credo che sia come il mio, è troppo grande.
Se fosse solo una lettera?
-Se fosse solo una lettera...- ripeto.
Mi alzo e busso sulla porta.
Aspetto qualche secondo e comincio a parlare.
-Farò quello che vuoi-.
Non mi risponde.
Sospiro: -Non saresti entrato in contatto con me, se non avessi voluto che facessi parte del tuo gioco. So che vuoi farci soffrire tutti, compresa me- dico, con la voce che trema.
Quello che sto per dire... Me ne pentirò sicuramente.
-Allora fammi giocare-.
Vedo strisciare un foglio sotto la porta.
Lo prendo.

Prova a salvarli.
Se ci riesci.

Eighth/BTS ✔Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora