27. From 12 pm

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Quella sera non riuscivo proprio a dormire. Mi giravo e rigiravo nel letto senza riuscire a prendere sonno, nonostante fossi molto stanca. Non riuscivo nemmeno a lasciare fluire i pensieri perché tutti si concentravano su un'unica immagine: la figura dell'incappucciato che si lasciava cadere dal tetto.
Se di giorno non ci facevo caso, di notte ci pensavo in continuazione.
So che lo conoscono da quando si è formato il gruppo.
So che all'inizio erano amici, ma che adesso si odiano... perché si odiano? Che cosa gli hanno fatto?
Sempre se gli hanno fatto qualcosa...
Mi alzai all'improvviso, mettendomi seduta: mi era appena venuta in mente un'idea.
Allungai il braccio verso il comodino e presi il telefono. Fino a quel momento non ero riuscita a trovare nulla sul gruppo, ma mi ero ricordata di una persona che poteva darmi una mano.
Composi il numero di un vecchio amico.
Squillò un bel po' di volte fino a quando non mi rispose.
-Sì?- rispose, assonnato.
Dormiva? Ma non è dall'altra parte del mondo, a Panama?
-Eiji, ciao, sono Jo- dissi.
Sentii un tonfo dall'altra parte della linea. Era chiaramente caduto dal letto.
-Jo? Sei davvero tu? Non ci credo...- chiese, sorpreso.
In effetti non ci sentivamo da quattro anni, anche io ero sorpresa di essere riuscita a contattarlo.
-Sono davvero io- risposi, ridendo.
Non sapevo come continuare: dopo così tanto tempo non sapevo che argomenti tirare in ballo, oppure semplicemente avevo troppe cose da dirgli e non sapevo da cosa cominciare.
Mi sentivo terribilmente stupida.
-Ho sentito dire che sei in Giappone, è vero?- chiese.
Grazie al cielo lui sapeva come riprendere il discorso, anche se era passato tanto tempo.
-Hai sentito bene- dissi. Pensai di dirgli subito quello di cui avevo bisogno. -Senti, avrei...-.
-Aspetta, anche io sono in Giappone. Vieni da me, possiamo parlarne di persona. Ti mando l'indirizzo- mi interruppe.
Ecco spiegato perché stava dormendo anche lui.
In quel momento mi arrivò un messaggio. Lo aprii: non era lontano, ci sarei arrivata benissimo a piedi.
Cominciai subito a vestirmi.
Se uscire di mattina per incontrare un vecchio amico che non vedevo da anni, senza nessun preavviso, seguendo la mia impulsività, era un'idea pessima, allora avevo avuto una pessima idea. Ma il bello era che non mi importava di che ore fossero o da chi sarei dovuta andare: se avrei cominciato a capirci di più su quella storia, lo avrei fatto volentieri.
Presi le prime cose che le mie mani toccavano e mi vestii completamente al buio. Non avevo intenzione di svegliare gli altri.
Avevo un piano?
Ce l'avevo.
Lo avrei portato a termine?
Certo, anche se avrei dovuto rubare una o due cose ai ragazzi.
Presi il telefono, tutti i documenti, un cambio d'abiti e infilati tutto in uno zainetto. Presi una paio di coperte e le arrotolai, infilandole sotto le lenzuola e facendogli assumere la forma del mio corpo.
È un'idea stupida, ma in teoria dovrei tornare prima che si sveglino. Non dovrebbero accorgersene.
Dopo aver sistemato tutto, uscii silenziosamente da camera mia, avviandomi verso il corridoio. Non appena arrivai davanti a una delle camere dei ragazzi mi fermai.
Dai, con calma, senza svegliarli.
Misi la mano sulla maniglia e la girai il più lentamente possibile, per poi spingere la porta ed entrare.
Dentro non si vedeva molto, ma comunque la poca luce proveniente dalla finestra delineava bene i contorni dei letti e delle figure che ci dormivano sopra.
Mi avvicinai a quello che sapevo essere il letto di Jin e mi accovacciai, tastando piano il comodino in cerca del suo telefono. Quando lo trovai lo presi e abbassai al minimo la luminosità.
Come avevo immaginato dovevo inserire il codice per sbloccarlo, ma avevo già un'idea su come fare. Lo presi e lo infilai nella tasca, per poi avvicinarmi al letto di Jimin e prendere velocemente il portafogli. Aprendolo trovai quello che mi interessava, ovvero la sua carta di credito. La presi e uscii dalla stanza.
In filai la carta di credito nel mio portafoglio e mi diressi verso la porta d'ingresso.
-Dove stai andando?- mi chiese una voce.
Alzai gli occhi al cielo.
Ma è possibile che mi vada bene qualcosa?
-Sì?- feci, scocciata, girandomi.
Jungkook era poggiato alla porta con un bicchiere d'acqua in mano. Mi sorrideva e si vedeva che amava il fatto di avermi beccato a fare qualcosa di sospetto.
-Ti ho chiesto dove stai andando- ripetè.
-Mmh- feci, fingendo di pensarci. -A fare una passeggiata?-.
-Con lo zaino?- chiese, indicandolo. -A mezzanotte?-.
-Sì, non riesco a dormire. E poi... magari rimango fuori più a lungo- risposi, decisa.
E dai... le domande fammele un'altra volta, adesso dovrei andare.
-Allora vai davvero dal tipo- disse.
A quelle parole rimasi spiazzata.
-Ti ho sentito parlare al telefono. Chi è Eiji?- chiese, guardandomi malizioso.
Fantastico... in questa casa non si può nemmeno sussurrare. Ti sentono comunque.
Si fece una risatina.
-Non dirmi che hai un appuntamento- rise.
Mi prendi per il culo? Ora lo picchio.
-Sì- dissi con tutta la calma che avevo.
-Pensavi che mi sarei innamorata di uno di voi?- chiesi.
Se in realtà sapesse cosa sto facendo...
Mi avvicinai a lui, schiacciandolo contro il muro.
-Sei geloso, Jungkook?- chiesi.
Non riusciva a parlare, era semplicemente bloccato, non respirava nemmeno.
-Non hai abbastanza attenzioni? Beh, se è così potrei aiutarti in qualche modo, ma devi dirmelo tu in che modo...-.
Il suo cuore stava cominciando a battere sempre più veloce.
-Io...- balbettò, incredulo.
Non riuscivo a trattenere più le risate.
Cominciai ad abbassare lentamente la mano destra.
Si sentiva un non so che di elettrico nell'aria.
Lui già si aspettava qualcosa di strano da parte mia.
La mia mano sfiorò la sua, la ritrassi un attimo e poi la accarezzai. Facendo questo presi il bicchiere e gli buttai l'acqua in faccia.
-Non essere stupido- dissi duramente.
Ci impiegò un po' a capire quello che avevo appena fatto: se ne restò fermo a fissarmi con l'acqua che gli gocciolava dalla punta del naso.
Mi avvicinai ancora di più a lui e gli diedi un bacio sulla guancia. Lui seguì la mia azione con uno sguardo perplesso.
Mi allontanai e mi diressi verso la porta. Prima di uscire però mi fermai un attimo.
-Ti voglio bene- dissi.
Considerati fortunato, è il grado massimo di dolcezza che ho mai avuto con una persona.
Sì insomma, era la solita formula che poteva addolcire benissimo un bambino, ma sicuramente non avrebbe avuto effetto con Jungkook... ma non era quello il momento per essere dolci... o qualsiasi altra cosa.

***

Non appena i miei occhi si posarono su quelli del mio amico, mi catapultai fra le sue braccia, buttandolo per terra.
Se ci fosse stata Mei mi avrebbe picchiata.
Già mi immaginavo le sue urla e la sua faccia contrariata...
"Come osi?! Hai sette ragazzi bellissimi che girano per casa e tu non li degni delle tue attenzioni?! Ci sarebbero ragazze che darebbero non so che cosa per poter essere al tuo posto!"
E cose del genere...
In sintesi sarei stata rincorsa per tutta la città da una pazza isterica con un istinto omicida.
Non fraintendetemi, nonostante fossi un essere morto dentro avrei avuto anche io dei sentimenti... ma semplicemente quello non era il momento.
Il mio amico mi strinse in un abbraccio.
-Ti prego, non muoverti- gli chiesi.
Cominciò a ridere.
-Come faccio ad aiutarti allora?-.
-Porta il computer a terra, io non mi stacco- dissi.
Allungai il braccio e presi il telefono di Jin dalla tasca. -Ho bisogno che sblocchi questo telefono e che cerchi alcune informazioni-.
Glielo passai.
Lui lo prese e mentre io ero ancora impegnata ad abbracciarlo, lui lo sbloccò.
-Cosa devo cercare, esattamente?- mi chiese.
-Foto, messaggi, posti dove è stato...- rispondo.
Se Jin ha davvero fatto qualcosa, in questo modo riuscirò a scoprire cosa.
-Non...- fece. -Non trovo nulla. Ha cancellato tutto-.
Sospirai.
-Ho bisogno del computer... devi alzarti-.
Sospirai di nuovo e mi alzai.
Si diresse verso l'apparecchio e io mi sistemai vicino a lui.
-Posso ritrovare tutte le foto che ha cancellato- mi informò.
Non appena le ritrovò tutte si alzò e mi lasciò sedere.
Cominciai a scorrere col mouse.
-Viaggi, viaggi, selfie, selfie, selfie... altri selfie, Jimin, Jungkook... Hoseok-.
Continuai a scorrere finché non trovai una foto.
-Questa è interessante...- bisbigliai.
Mi fermai su una foto di due ragazzi, uno dei quali era Jin, mentre l'altro non ne avevo la più pallida idea. Erano girati di spalle e uno aveva il cappuccio tirato sopra la testa.
Ma era l'unica foto che non assomigliava alle altre.
La stampai, molto probabilmente mi sarebbe servita se tutto fosse andato secondo i miei piani.
Cercai anche tra le altre foto, ma non trovai nulla.
Invece cercai di scoprire dove fosse stato negli ultimi giorni.
Non è che trovai molto dato che aveva abilitato il GPS pochissime volte. Da quello che risultava sul computer lo aveva fatto solo due volte....
Cliccai.
Eiji si avvicinò allo schermo.
-A quanto pare il tuo amico ha fatto un viaggio in Corea, recentemente-.

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