Baekhyun si ritrovò per quella che sarebbe stata l'ultima volta davanti la porta dello studio di suo padre. Naturalmente i ricordi erano più forti di qualunque altra cosa - ci pensò sua madre a farlo smettere di pensare, girò la chiave nella serratura e si fece spazio nella stanza, lui poté solo seguirla, al momento si fidava ciecamente di lei. "L'ho nascosto nella cantina, la stessa dove tu hai trovato l'orologio di tuo padre, ora vado a prenderlo." gli fece sapere lei, gli disse di aspettare lì e Baekhyun così fece, si sedette sul sofà e riprese a pensare. In tasca aveva il suo cellulare, era spento e non aveva il coraggio di controllare le chiamate perse, sapeva che il suo migliore amico lo aveva cercato milioni di volte e sapeva anche che ormai erano destinati a separarsi, si sentiva così egoista.
Stava pensando solo a se stesso. Poggiando l'impronta sul pulsante di accensione il telefono lampeggiò, Yixing lo aveva chiamato trentasette volte. Andò sul suo contatto e registrò un messaggio vocale, non voleva chiamarlo, sapeva che non ce l'avrebbe fatta. Prese un respiro profondo e cominciò a parlare, non appena il cellulare riconobbe la sua voce cominciò a registrare il messaggio. "Yixing, ti prego di non dire a nessuno che ti ho inviato questo messaggio. Sono un pessimo amico e ti chiedo scusa, spero che potrai perdonarmi, sono successe delle cose che mi stanno costringendo a mollare tutto qui e ricominciare da qualche altra parte, passare questi anni insieme a te è stato davvero bello perché trovavi sempre il modo di farmi ridere e ti ringrazio per questo, mi mancherai tanto, ci sono tante cose che vorrei dirti ma in questo momento non ci riesco, hai tutto il diritto di odiarmi, anche io mi odio. Prenditi cura di te." detto ciò, inviò il messaggio, spense il cellulare e lo lanciò contro il muro. Non soddisfatto del suo gesto si alzò per calpestarlo ripetute volte, quando sua madre tornò con l'orologio rimase un po' sorpresa.
"Che stai facendo?"
"Cancello le mie tracce." rispose, lei annuì e si avvicinò a suo figlio.
"Baekhyun, so che è difficile -."
"Perché fai così?" chiese. "Dovresti sgridarmi, cavolo, ti ho rovinato la vita eppure tu sei così gentile con me, non capisco."
Lei lo guardò e rispose alla sua domanda. "Tutto questo non è colpa tua, sono arrabbiata con me stessa e nessun altro, è la verità."
Scosse la testa. "Ancora non capisco." mormorò, prendendosi la testa con le mani e respirando profondamente. "Dimmi solo che andrà bene."
I due si diressero in cucina, la donna selezionò l'anno in qui sarebbero arrivati e prese la mano di Baekhyun, poi mise l'orologio nel microonde. "Imposterò il timer e lascerò che si attivi tra quindici minuti, quando sono venuta a trovarti ho calcolato il tempo ed è questo che ci si impiega per arrivare lì, anche se non sembra affatto che ci voglia così tanto ho cronometrato tutto perché - si, insomma, dopo quindici minuti l'orologio si distruggerà col calore."
"Aspetta." disse Baekhyun, lasciandole la mano. "Non possiamo lasciare tutto così, gli appunti di papà sono ancora lì, dobbiamo distruggerli."
"So che questa cosa può starti a cuore ma pensa al fatto che quando saremo andati via di qui e avremo distrutto l'orologio, quando ci saremo rifatti una vita, tutto ciò non significherà più niente." spiegò, Baekhyun era confuso e non disse niente, la donna alzò gli occhi al cielo e aprì un cassetto, poi gli passò un accendino. "Brucia tutto, in quelle stanze non c'è l'allarme antincendio, le fiamme si propagheranno solo lì quindi per noi non c'è pericolo, così tutte le prove andranno distrutte."
Fu un attimo, Baekhyun afferrò l'oggetto e corse verso quella cantina, pensò a come si era sentito in quei giorni, a tutto il dolore che aveva provato. Guardò la fiamma viva, lasciò l'accendino sulla miriade di carte sparse e una volta che ebbero preso fuoco corse in cucina, in quel momento avevano i minuti contati, una volta arrivate nel corridoio le fiamme si sarebbero spente ma l'allarme sarebbe scattato comunque, dovevano muoversi. Prese la mano di sua madre e guardò l'orologio. "L'ho fatto."
"Bravissimo, ora stringi forte la mia mano."
Il nulla. Baekhyun non ricordava più niente, quando si risvegliò la testa gli faceva male, c'erano lui e sua madre distesi su un prato, lei stava ancora dormendo. Si mise sulle ginocchia e andò verso di lei, poi cominciò a scuoterla. "Mamma, ce l'abbiamo fatta." disse, lei non rispondeva. "Che cos'hai?" domandò, abbassò la testa e la portò al suo petto, il cuore batteva - e lei respirava, forse era solo questione di secondi. Circa un minuto dopo, aprì gli occhi. "Mi hai fatto prendere un colpo!"
"Ci siamo?" chiese, massaggiandosi le tempie.
"So dove ci troviamo, ma adesso devo andare a cercare Chanyeol." spiegò, aveva bisogno di vederlo, per l'altro ragazzo erano passati un sacco di giorni da quando lo aveva visto l'ultima volta, riusciva solo a immaginare quanto potesse essere preoccupato. "Puoi evitare di allontanarti?"
"Non posso aspettare qui, e se qualcuno mi vedesse?" chiese. Baekhyun pensò, casa sua non era distante, l'avrebbe fatta nascondere nella sua stanza, le diede una mano e l'aiutò ad alzarsi, poi camminarono verso la sua abitazione. Non c'era nessuno e non aveva la chiave quindi doveva pensare a un altro nascondiglio, le indicò il loro gazebo. "Lì ci sono strumenti e cose varie, la porta è sempre aperta ma stai attenta al filo spinato, torno presto."
Andò in garage e prese la sua bici, la prima persona da cui andò fu Sehun. Primo, era il più vicino. Secondo, non sapeva dove altro andare. Non appena l'altro lo vide per poco non scoppiò a piangere. "Posso sapere dove sei stato?" domandò abbracciandolo forte. "Eravamo tutti così preoccupati per te! Dio, credevo che fossi morto, devi dirmi che cosa hai combinato!"
"Sehun." lo interruppe e lo sollecitò ad abbassare il tono di voce, non voleva attirare troppo l'attenzione. "Devo parlarti di una cosa importante ma in questo momento ho bisogno di far sapere a Chanyeol che sto bene. Sai dov'è?"
"Chanyeol? Non lo vedo da quando sei sparito, pensavo foste scappati insieme!"
"Non far caso alla domanda, da quanto tempo sono sparito?" domandò, Sehun era confuso.
"Due settimane Baekhyun, quattordici giorni, hai idea di quanto io mi sia preoccupato?"
Baekhyun riusciva solo a pensare al fatto che Chanyeol fosse sparito dalla circolazione da due lunghe settimane, improvvisamente temeva il peggio.
STAI LEGGENDO
1960 - chanbaek
Fanfictionil padre di Baekhyun era uno scienziato, forse il più capace ed eccezionale di tutta la Corea. il ragazzo non potrà mai più godere della sua presenza, l'unica cosa che gli rimarrà saranno i ricordi. Baekhyun è cresciuto ed è diventato quasi pienamen...
