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"Ti sei divertito?" domandò l'uomo, poggiando la schiena contro il muro e guardandolo. Aveva un'aria sempre più trascurata e minacciosa, inoltre non era andato a lavoro quel giorno, cosa che preoccupava abbastanza Chanyeol. 

"Si." rispose, poggiando le chiavi nel vecchio posacenere decorato, era pronto ad andare in camera sua ma non lo faceva per un motivo - sapeva che suo padre aveva delle cose da dirgli, altrimenti non gli avrebbe mai rivolto la parola. "Mamma dov'è?"

"In salotto, sta dormendo insieme a tua sorella quindi non fare rumore." rispose, continuando a fissarlo. "Eri con un ragazzo?"

"Da solo."

Spalancò gli occhi. "Hai dormito da solo? Di solito hai troppa paura per fare qualunque cosa."

Chanyeol scosse la testa in segno di disapprovazione. "Sono cambiato."

"Avevi promesso che lo avresti fatto." provò a poggiargli una mano sulla spalla ma Chanyeol si scostò prima e lui lo guardò male, non fece troppo caso a quel suo comportamento e cambiò discorso. "Vieni ad aiutarmi a lavoro ora."

"Dammi un minuto." disse, poi andò in bagno per darsi una sciacquata. Si lavò il viso e i denti per provare a distrarsi ma non ci riusciva, non aveva voglia di aiutare quell'uomo, pensava a tutte le volte in cui si erano divertiti insieme e si sentiva così male perché erano momenti che non sarebbero ritornati mai più, non glielo avrebbe permesso dopo quello che era accaduto, un po' faceva male buttare tutto via in quel modo. Si guardò allo specchio e si sistemò i capelli, non era la prima volta che andava ad aiutare suo padre in negozio, non sarebbe successo assolutamente niente.

Suo padre si occupava di riporre i vari alimenti sugli scaffali del negozio e occasionalmente faceva dei lavori per sistemare le finestre, porte e quant'altro, probabilmente doveva aiutarlo per quel motivo. L'alimentari si trovava accanto alla loro casa, non era un grande negozio e i prodotti che venivano messi in vendita erano pochi e banali, nonostante ciò era l'unico negozio del genere presente in paese e faceva molti affari - ritornò da suo padre e insieme andarono verso l'edificio. "Il proprietario non c'è per cui io starò alla cassa, tu sistemerai i prodotti che ci verranno consegnati." l'uomo aveva preso posto alla cassa e stava conteggiando chissà cosa, per farlo usava un foglio di carta e una penna quasi scarica, il ragazzo invece doveva aspettare un po' per ricevere la consegna, si stava annoiando. "Chanyeol, invece di stare senza far niente vieni qui e fai questi conti al posto mio."

Avrebbe preferito annoiarsi. Sapeva di cosa si trattava quindi si mise a lavoro, trovò un po' ingiusto vedere come suo padre potesse prendere una sigaretta e andare fuori a chiacchierare con i suoi amici mentre lui era bloccato lì a fare il suo di lavoro, ma non aveva affatto voglia di ribattere. Pensò a come da quando aveva parlato con Baekhyun sulla collina per la prima volta non aveva più toccato una di quelle sigarette, gli era davvero bastato solo lui per fargli passare quel vizio? In verità c'erano periodi in cui ne aveva abusato, ora stava meglio, non gli importava neanche più - e aveva appena scarabocchiato sul foglio, senza rendersene neanche conto, sognava un po' troppo ad occhi aperti. L'uomo si era allontanato e lui era rimasto solo, la campanella posta sulla porta tintinnò e si rese conto del fatto che ci fosse qualcun altro, solo che non si aspettava di incontrare proprio lei.

"Chanyeol." Cindy lo riconobbe subito. In realtà non era la prima volta che si vedevano, non si conoscevano solo di vista come Chanyeol aveva fatto credere a Baekhyun, lei era sempre stata un problema per lui - marginale, si, ma un problema. Credeva di poter fare tutto ciò che voleva solo perché era una ragazza e nessuno si sarebbe permesso di picchiarla, la verità era che prima o poi a forza di prendere di mira chiunque le se fosse rivoltato contro qualcuno le avrebbe dato una lezione, era solo questione di tempo.  "Sono venuta per comprare delle cose, mia madre ha detto che tu sai già tutto."

"Non so un bel niente e mio padre non c'è, torna più tardi." rispose, non degnandosi di staccare gli occhi dal foglio di carta. Lei si avvicinò e poggiò entrambe le mani sul balcone. 

"Allora aspetto tuo padre qui, devo anche dirgli un paio di cose." disse sfidandolo, lui sollevò lo sguardo e sorrise.

"Non vedo l'ora." proprio in quel momento l'uomo rientrò, avendo visto un cliente entrare nel negozio.

"Cindy! Tua madre ha ordinato dei prodotti, sono qui, vieni." sorrise l'uomo, prendendo un cesto pieno di cibo e bevande. "Non c'è bisogno che mi paghi, io e lei abbiamo già sistemato tutto."

"È così gentile, grazie." sorrise, poi guardò Chanyeol e si diresse verso la porta. "Allora io torno a casa, ciao Chan, e salutami Baekhyun." detto ciò, scomparì dietro la porta. Il ragazzo aveva davvero voglia di farla stare zitta ma la verità era che per quanto potesse metterlo alla prova non avrebbe mai ricambiato con la stessa moneta e soprattutto non avrebbe mai usato le cattive maniere, sapeva cosa si provava. 

"Byun Baekhyun." disse suo padre, si ricordò subito il suo nome, il ragazzo stesso glielo aveva detto durante la chiamata. "Che tipo di rapporto avete voi due?"

"Siamo amici." rispose, un po' inquietato dal fatto che avesse pronunciato il suo nome completo.

"Se per amicizia intendi io sono innamorato di lui e lui andrà a dirlo in giro non credo siate amici." fece una pausa. "Voglio conoscerlo per esserne sicuro."

"Cosa? No."

"Perché no?"

Chanyeol si grattò il braccio, lo faceva sempre quando era nervoso e l'uomo lo sapeva. "Perché lui ha una fidanzata ed è sempre impegnato con lei e a lavoro."

"E tu perché non ce l'hai una ragazza? Avevi detto che saresti -."

"Buongiorno!" una signora fece il suo ingresso nel negozio. L'uomo guardò suo figlio come per fargli capire che non sarebbe finita lì e andò ad aiutarla, nel frattempo vennero anche consegnati i prodotti e Chanyeol cominciò a darsi da fare per finire di sistemare il più in fretta possibile. Voleva scappare via, era stanco di vivere con quella paura costante. E dopo l'incontro con Cindy e le parole dell'uomo sapeva che c'era qualcosa che non andava.

1960 - chanbaekDove le storie prendono vita. Scoprilo ora