"Dio sei proprio negato....la ragazza che ti sposerà non oso immaginare che pazienza dovrà avere con te..oltre che una moglie ti serve una cuoca, e in aggiunta devi trovarne una che sopporti il tuo disordine cronico" la frase mi viene fuori di getto..non penso affatto alle conseguenze di quello che dico...di solito pondero in maniera maniacale le parole, cerco sempre di non dire nulla che potrebbe portarmi ad un discorso che non voglio assolutamente affrontare. Stephan invece ha il difetto, se poi voglio considerarlo un difetto, di farmi scordare assolutamente delle possibili conseguenze delle mie parole..mettere in mezzo la parola 'sposare' non è stata un'idea brillante ma ormai non posso rimangiarmi quello che ho detto "Quindi tu non ti candidi?"
"Ma ti pare che potrei mai candidarmi? Troppo disordinato e poi con il lavoro che faccio rischieresti di non mangiare spesso e volentieri. A volte lavoro così tanto che mi scordo anche di cenare" assaggio la pasta decidendo che è sufficientemente cotta, che per me poi vuol dire che è al limite del crudo. Non sono una maga nel fare da mangiare ma la pasta cacio e pepe è una delle pochissime ricette che mia madre mi ha insegnato a fare...ovviamente ci vorrebbe il pepe in grani ed il mortaio per pestarlo invece che quello già triturato ma non posso certo pretendere la perfezione. Già molto che abbia comprato i tonnarelli invece dei classici spaghetti "Puoi scolare e poi buttare la pasta nella ciotola per favore?"
"Vuoi cambiare argomento per caso?"
"No, anche perché il discorso non sussiste Stephan e poi dobbiamo veramente scolare la pasta" alla fine quella è una ricetta semplicissima ma non si devono assolutamente commettere alcuni errori...il pepe per esempio non va messo sopra la pasta ma va fatto soffriggere con l'olio in padella e poi la pasta non deve essere mantecata sul fuoco ma a freddo. Stephan scola la pasta e poi la butta nella ciotola dove io mi metto a girarla con un pochino di acqua di cottura, il pepe e l'olio prima di buttarci sopra una generosissima dose di pecorino "Non sussiste perché? Sei di quelle che non vogliono sposarsi?"
"La mia battuta non voleva assolutamente aprire un dibattito sul matrimonio Stephan..." anche perché io un abito per sposarmi ce l'ho già e anche una location e pure una lista di invitati ma ovviamente lo sposo sarà un altro uomo "Non ti capisco Martina sai? Non so se mi stai usando per qualche cazzo di motivo che non riesco a capire oppure sei veramente convinta che la nostra potrebbe essere solo una storia di sesso e basta"
"Perché non possiamo mantenerla una cosa leggera e basta? Io sto usando te e tu stai usando me...che cazzo devo dirti d'altro?" porto la ciotola verso il tavolo della cucina e poi inizio a distribuirla nei piatti "Il problema è che io non ti sto usando Martina...mi piaci veramente...e il fatto che tu mi stia usando per non so che cazzo di motivo mi fa girare i coglioni. E poi so benissimo che non mi stai usando e basta..lo sento che c'è qualcosa bambina" mi siedo su una delle sedie, accavallo le gambe e poi prendo la forchetta, decisa a chiudere l'argomento iniziando a mangiare "Anche tu mi piaci...perché non possiamo semplicemente vivere per qualche ora quello che c'è fra noi due? Ho sbagliato a dire che ci usiamo a vicenda...scusa" anche lui si siede e mi posa una mano sul ginocchio. Come da sua espressa richiesta indosso solo una sua camicia bianca, le mutandine che ho recuperato dalla borsa e le mie scarpe rosse "Perché non vorrei che fosse solo per qualche ora...cosa fai questo fine settimana? Perché non ce ne andiamo da qualche parte?" bene, lasciamo un argomento difficile per affrontarne uno peggiore...perfetto proprio "Stephan..." assaggio la pasta e convengo che non è la mia migliore cacio e pepe ma neppure la peggiore in assoluto "Non ti sto chiedendo di sposarmi o di legare la mia vita alla tua per sempre.. parlo di due giorni da qualche parte...poi non avrò più molto tempo libero e quindi volevo approfittare di queste 48 ore...potremmo andare in una città d'arte...secondo me sei una tipa da città d'arte...sei mai andata a Venezia?"
"Si..." e ci tornerei volentieri perché è una delle città che mi dà più spunti per il mio lavoro in assoluto...potrei andare a fare un giro nelle botteghe dove soffiano il vetro e prendere spunti per qualche complemento d'arredo "Ti piacerebbe tornarci assieme a me? Mettono bel tempo e anche abbastanza caldo per essere metà ottobre quindi potremmo girare tranquillamente...e poi il 27 è il mio compleanno e potrebbe essere un regalo anticipato" durante la mia fase da stalker di qualche ora prima ho letto anche del suo imminente ventiseiesimo compleanno e quel mini viaggio potrebbe veramente essere un bel regalo solo che ho paura che poi la mia dipendenza da lui peggiori ulteriormente "Devo lavorare"
"Nel fine settimana? Comunque posso lasciarti lavorare ovviamente, insomma mica intendi lavorare per tutto il tempo no? Puoi anche fare entrambe le cose no?" come può pensare che io mentre sono a Venezia con lui possa mai lavorare? Al massimo posso farmi venire qualche spunto ma non potrei mai pensare seriamente al lavoro. Non è stato mai un problema per me lavorare dovunque e in ogni situazione...nelle ultime 24 ore però è come se ogni mio pensiero fosse fisso su di lui. Non riesco a staccare la testa da Stephan e quello è un problema bello grande per me. Non sono abituata ad avere un pensiero fisso che non sia il mio lavoro e ho paura che lui invece risucchi e catalizzi tutte le mie attenzioni impedendomi di pensare ad altro...tutto rimane sullo sfondo e al centro dei miei pensieri c'è solo e soltanto lui "Probabilmente ho sbagliato a venire qui stasera..." finisco in fretta la mia porzione di pasta e poi mi alzo sbuffando "Meglio che me ne vada a casa"
"Tanto hai ottenuto quello che volevi no? Un orgasmo e adesso tanti saluti e te ne vai a casa..alla fine sei come tutte le altre Martina...tutte cercano solo quello, la scopata con quello famoso...quando però cerco di fare un discorso leggermente più serio e non parlo di matrimonio e amore ma semplicemente di un fine settimana assieme sembra che non possiate mai...tu hai la scusa del lavoro..bhe vai a lavorare allora ma domani non presentarti qua dicendo che mi hai pensato tutto il giorno e che hai bisogno di me..." rimango zitta fissandolo "Non doveva andare così Stephan"
"Vuoi che quando ci vediamo scopiamo e basta? Senza neppure parlare? Sono stufo marcio di ste cose Martina..non ti ho mica chiesto di trasferirti qua ma di passare 48 ore assieme.. due giorni del cazzo a Venezia...sai da quanto tempo non vado via per qualche giorno con una ragazza? Saranno anni...faccio sempre le vacanze con gli amici ultimamente ma sembra che a volte loro mi facciano un favore a venire qualche giorno via con me lasciando a casa moglie e fidanzate...sono uno dei pochi single e a quasi 26 anni inizia davvero a pesare...non ti sto chiedendo nulla ma sei la prima ragazza da parecchio tempo con cui so che potrei veramente passare qualche giorno fuori senza che diventi un peso alla fine...sai mantenere un discorso sensato per più di due minuti e ti assicuro che non ce la fanno in molte ultimamente...mi piaci Martina ma non solo a livello fisico...mi piace il tuo essere stronza, il fatto che a volte ti strozzerei ma che poi ti bacerei fino a perdere il fiato...cazzo non ho staccato il pensiero da te un attimo oggi e non mi succedeva da un sacco di tempo"
"E quella ragazza?" devo sapere se ha in ballo altre conoscenze perché non voglio essere il terzo angolo di una specie di triangolo...che poi io sia impegnata passa in secondo piano...so che dovrei dirglielo ma per qualche motivo che non so neppure io non voglio farlo. Se glielo dicessi lo perderei sicuramente e nonostante quello che sto facendo e sto dicendo non sono pronta a perderlo...ho un casino in testa allucinante e vorrei solo che lui zittisse ogni pensiero. Pensavo veramente che lui fosse la classica botta e via ma già dal primo sguardo avrei dovuto capire che non sarebbe stato affatto così "Quale?"
"Quella tua simpatia di cui si parla su Internet" scalcio via le scarpe con il tacco e cammino lentamente verso il divano. È uno dei pochi pezzi di arredamento che mi piace...è un divano che sa di serate passate a guardare la televisione abbracciati per poi prendere il telecomando, oscurare lo schermo e usare quell'oggetto di pelle nera per fare qualcosa di più costruttivo. Mi siedo ripiegando le gambe sotto il sedere "Hai cercato notizie su di me?" alzo le spalle mentre lui mi raggiunge reggendo in mano la scodella con ancora una mezza porzione di pasta "È stata semplicemente una simpatia passeggera e basta..non posso neppure definirla una relazione...se mi stai chiedendo se ci ho scopato la risposta è si, ma ti posso assicurare che abbiamo parlato in qualche settimana molto meno di quanto io e te possiamo fare in un'ora scarsa. Vorresti fare lo stesso? Scopare e basta? Io sinceramente con te non ce la faccio Martina" anche io non ce la faccio ma non ce la faccio neppure a sostenere quella relazione, quella conoscenza che mi sta letteralmente incasinando la vita "Come mai non hai ancora una compagna? Non mi sembri uno che vuole solo divertirsi"
"Hai mai amato tanto per poi accorgerti che alla fine era solo un'illusione?" scuoto la testa "Non ho mai amato Stephan...non mi sono mai innamorata veramente...l'unica volta che ci sono andata vicina avevo 17 anni ma lui poi si è messo con l'allora mia migliore amica e poi si sono anche sposati quindi..."
"Quindi non ti sei mai innamorata?"
"No..." non amo neppure Giulio. La nostra relazione è nata da un'amicizia di anni, dato che i nostri rispettivi genitori si frequentavano quando eravamo molto piccoli e già allora ci avevano detto che saremmo stati molto bene assieme. Dopo anni in cui ci eravamo persi di vista ci siamo ritrovati, entrambi con il lavoro come pallino fisso...piuttosto che sorbirci ancora le solite lamentele sul quando avremmo finalmente deciso di prendere in considerazione l'amore oltre che la carriera avevamo deciso di fidanzarci. Dall'esterno potevamo sembrare una coppia come tante, ovviamente non molto affettuosa ma comunque affiatata in qualche contorto modo che solo noi potevamo capire "E non ti manca?"
"Non so cosa voglia dire amare quindi non può mancarmi" Stephan arrotola attorno alla forchetta uno degli ultimi bocconi di pasta e mi imbocca "Mi sono innamorato sul serio solo una volta ed è andata male quindi dovrei dirti che è molto meglio non amare ma alla fine sarebbe una gran cazzata...amare è favoloso, ed ovviamente ogni volta speri che sia quella giusta o che quantomeno tu non debba soffrire troppo ma non sempre va così..."
"Non so se sono capace di amare Stephan...ho sempre messo al primo posto il lavoro e so che se mi innamorassi veramente darei così tanto al mio fidanzato che poi non resterebbe posto per altro...perderei tutto il resto"
"Puoi lavorare ed amare...una cosa non esclude automaticamente l'altra..."
"Perché stiamo facendo questo discorso?" non ho mai parlato molto dei miei sentimenti.. la mia famiglia non è mai stata molto propensa a parlare di quelle cose...mio padre se ne è andato da casa quando avevo circa 7 anni e mia madre che lo amava da impazzire da quel momento si è attaccata alla bottiglia, morendo due anni prima per delle complicanze insorte dopo un problema al fegato..il giorno del funerale, mentre guardavo le poche persone intervenute in quella piovosa e ventosa mattinata mi ero ripromessa che mai avrei fatto la sua fine. Ero già sposata con il mio lavoro e non avrei mai permesso a nessun uomo di farmi così tanto del male da annientarmi fisicamente e psicologicamente "Perché mi sono reso conto che sei la prima ragazza con cui mi va di parlare di determinate cose e sei la prima che potrebbe veramente farmi dimenticare il motivo per il quale non mi sono più innamorato"
"Non mi conosci...abbiamo solo scopato e basta....questo non vuol dire conoscere una persona..." mi alzo dal divano ma Stephan mi afferra per il polso e mi blocca "Hai paura Martina...perché cazzo sei venuta qua stasera? E non dirmi per scopare e basta che non ci credo...prima hai detto che non volevi tornare in una casa vuota...ma penso che tu sia tornata in una casa vuota un sacco di volte e non ti abbia mai fatto lo stesso effetto...allora perché adesso è diverso?"
"Perché ho incontrato te...va bene? Si, ho incontrato te e all'improvviso dopo 25 anni in cui sono stata benissimo da sola la mia cazzo di vita da sola mi fa letteralmente schifo...ora che te l'ho detto ti senti realizzato?" lui annuisce ed io in quel momento vorrei mollargli una sberla.. è odioso con il suo cazzo di sorrisino stampato in faccia e quell'espressione soddisfatta...lo odio da morire in quel momento ma mi viene anche da ridere "Vieni qua" Stephan mi fa cenno di sedermi in braccio a lui ma io all'inizio scuoto energicamente la testa "No..." lui allora mi regala uno dei suoi sorrisi che gli formano quelle dannate rughette attorno agli occhi e quelle cazzo di fossette a cui obiettivamente nessuna ragazza sana di mente può pensare di resistere "Dai stonzetta vieni qua"
"Fanculo" sbuffando mi siedo a cavalcioni su di lui mentre lui posa la ciotola ormai vuota sul tavolino accanto al divano "Mi racconti qualcosa di te...solo qualche piccolo dettaglio"
"Non c'è moltissimo da raccontare...mio padre ha lasciato mia madre quando avevo sette anni e lei ha iniziato a bere...è morta due anni fa dopo una complicazione dovuta ad una cosa al fegato, non chiedere i dettagli perché non ci ho mai capito nulla...so solo che lei è diventata un'alcolizzata e dai sette anni io ho dovuto fare tutto da sola"
"Sorelle? Fratelli?" quasi nessuno sa di mia sorella...ma una sorella ce l'ho "Luna ha tre anni più di me e non potrebbe essere più diversa dalla sottoscritta...a 18 anni si è sposata con il suo fidanzatino del liceo e ora hanno già due figli...lei si che crede all'amore a differenza mia"
"Quindi non credi proprio all'amore" alzo le spalle mentre giocherello con i suoi capelli e le sue mani mi massaggiano la schiena "So solo che ha contribuito ad ammazzare mia madre quindi sinceramente preferisco non sperimentare quel tipo di amore totalizzante che quando finisce sembra che tu muoia con lui...molto meglio non amare no? Si, so che l'esempio di mia sorella dovrebbe farmi cambiare idea ma credo solo che ci siano persone destinate ad amare e ad incontrare il loro grande amore ed altre invece no...io mi sa che appartengo alla seconda categoria" a volte dico a Giulio che lo amo e lui fa altrettanto ma so benissimo che il nostro non è amore..è semplicemente la voglia di unire le nostre vite per fare contenti soprattutto i suoi genitori...io mi sono semplicemente adeguata, e poi nei nostri rispettivi lavori chi è sposato è visto in maniera differente. O forse è solo una cazzata che mi racconto io per giustificare una cosa che a conti fatti so essere uno sbaglio...il matrimonio dovrebbe fondarsi su molto altro...era tutto pressoché perfetto fino alla sera prima...poi lui è entrato nella mia vita e ha ribaltato ogni cosa..non posso dire di provare qualcosa per Stephan come non posso assolutamente dire se lui potrebbe mai essere quello giusto per me ma sicuramente non mi lascia indifferente "Così non dai la possibilità a nessuno di farti cambiare idea però"
"Non so se voglio cambiare idea...il mio lavoro è la mia vita...fino ad ora non ho mai avuto bisogno di altro" troppo tardi mi accorgo che quel 'fino ad ora' pesa come un macigno... potrebbe voler dire niente o tutto "Ed ora?" non so cosa dire e vengo per fortuna salvata dal mio telefono che suona insistentemente nella mia borsa posata sul divano "Lascialo suonare...sono le dieci quasi"
"La capa non dorme mai" lui sbuffa ma lascia che io risponda "Dimmi" è uno dei miei assistenti, uno di quelli cazziati dalla sottoscritta qualche ora prima "Martina scusa l'orario ma oggi non sono riuscita a dirti che mi dispiace enormemente per quello che è successo" non ho voglia di affrontare un piagnisteo a quell'ora...soprattutto se nel frattempo Stephan mi sta prendendo per i fianchi e mi sta facendo sdraiare sul divano. Tento di serrare le gambe ma lui scuote la testa e mi sfila le mutandine..io intanto lascio parlare la ragazza che sta praticamente per mettersi a piangere al telefono...non sto capendo un cazzo di quello che sta dicendo perché sono concentrata totalmente su altro...Stephan slaccia i bottoncini della sua camicia e poi inizia a baciarmi l'incavo dei seni "Ascolta...possiamo sicuramente parlarne domani....basta che voi tre mettiate a posto il progetto e andrà bene" la sua bocca si sposta sulla mia pancia mentre le sue mani stringono i miei seni...ok, sono al telefono e quindi non andrà oltre no? Invece il suo sorriso diabolico mi fa intuire che ha un obiettivo ben preciso....soffia sulla pelle delle mie cosce ed io inarco la schiena "Chiudi sta chiamata perché sono capace di leccarti mentre parli di progetti e cazzate varie" lo sfido con lo sguardo e lui raccoglie la sfida ovviamente "L'hai voluto te" inizia a leccarmi e non c'è nulla di delicato in quel gesto...rischio di venire immediatamente mentre la mia assistente si scusa ancora e mi chiede che cosa può fare per farsi perdonare "Cerca di seguire quello che ti dico...sei brava ma devi avere più iniziativa...sei l'unica donna dei tre ma detto sinceramente sei la migliore..."
"Davvero?" credo di non averle mai detto nulla di così carino "Si davvero...ma ora smetti di lavorare che è tardi e riposati...ci vediamo domani in ufficio" anche lei mi saluta poi chiudo velocemente la chiamata ed imposto il silenzioso...cose importanti non dovrebbero essercene fino alla mattina successiva "Brava bambina...giusto in tempo" sa che sto per venire infatti poco dopo sibilo il suo nome..non riesco neppure a riprendere fiato perché la sua bocca è sulla mia...il mio sapore mischiato al suo odore dà alla testa "Regola numero uno...quando siamo insieme io ho la priorità...il lavoro va in secondo piano"
"Il lavoro è la cosa più importante" i suoi occhi mi inchiodano al divano mentre lui entra dentro di me...ancora con gli strascichi del primo travolgente orgasmo serro gli occhi ma lui mi dice di guardarlo "Cosa è più importante? Il lavoro o questo?"
"Stephan..."
"Dimmelo...è più importante il lavoro o questo?" dovrei dire il lavoro ma ovviamente direi una cazzata colossale "Questo...."
"Lo senti che quando stiamo assieme non conta nient'altro?" annuisco e spengo completamente il cervello...sono irrimediabilmente e fottutamente persa di quel ragazzo...e mi accorgo che quando sono con lui Stephan riempie ogni angoletto di me, anche quelli più nascosti, anche quelli che neppure sapevo di avere...
STAI LEGGENDO
TI SENTO VIVERE
FanfictionDue stronzi che si odiano dal primo istante....giusto il tempo di capire che forse sono stronzi proprio perché non stanno assieme....
