17. SEI TU CHE MI ACCENDI

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"Si ovviamente....si possiamo fare la prossima settimana...certo, può passare in ufficio quando vuole e parlare con Antonella...no, io non sono sempre presente allo studio, ora lavoro molto tempo fuori, spesso da casa...no, nel fine settimana non sono disponibile...certo, le auguro una buona serata..." la vedo terminare la chiamata battendo il polpastrello sull'auricolare...rimango a fissarla per un minuto buono sorridendo perché la situazione se vista da fuori ha del comico. Chiunque abbia deciso di mettere assieme me e Martina doveva avere bevuto parecchio o doveva per forza essersi calato di qualcosa di bello potente perché in quel momento non potevamo essere più diversi. Io, come al solito, avevo fatto tardi e peraltro quella mattina avevo fatto un casino con il borsone e mi ero ritrovato ad avere a Trigoria solo le magliette di allenamento. Lei si sarebbe incazzata ma ora sto arrivando davanti al negozio del tatuatore con la maglia blu che di solito usiamo per gli allenamenti...in mano ho anche la felpa ma dato che mi ostino a pensare che sia ancora giugno invece che il primo novembre giro per la capitale ancora in maniche corte...ovviamente indosso un paio di pantaloni della tuta e le scarpe da ginnastica...Martina invece è..beh è semplicemente Martina, nella sua versione da donna in carriera. Quella mattina avevamo anche discusso perché la sera prima avevamo partecipato ad una festa di Halloween ma a metà serata Martina se ne era andata, non capendo assolutamente il senso di stare in quel posto, circondata da persone mascherate e travestite a 30 anni e passa..quando ero arrivato a casa lei stava già dormendo, o almeno non si era mossa di un millimetro quando l'avevo raggiunta. Quella mattina le avevo urlato dietro, lei mi aveva urlato dietro e alla fine si era chiusa in bagno mentre io facevo da solo il borsone, facendo appunto casino dato che quella precisa era lei...per fortuna eravamo tutti e due davanti al tatuatore, perché io avevo seriamente pensato che lei non si presentasse alla fine. Orgogliosa com'era pensavo che mandasse all'aria quell'appuntamento che aveva organizzato lei stessa per fare quella cosa che io avrei evitato volentieri di fare se fosse dipeso da me...no, non era totalmente vero...volevo fare quella cosa con Martina, sul serio, anche se avevo una paura fottuta degli aghi e del dolore. Detto da uno che era finito sotto i ferri più di una volta era comico. Ormai l'incazzatura nei confronti di Martina era scomparsa, anche perché ancor prima di raggiungere il locale era perfettamente consapevole che lei non avrebbe retto per tutta la festa..non era proprio il suo ambiente, fra le maschere ed il casino...a volte dimenticavo che pretendevo un sacco da lei, forse di più da quanto lei pretendesse da me. In fondo era lei ad aver stravolto totalmente la sua vita per me...io continuavo a vivere le mie giornate come prima, con l'aggiunta di una ragazza che mi aspettava a casa ogni sera...Martina continua a guardare il cellulare battendo il piede a terra....se potessi la porterei direttamente a casa, per perdermi totalmente dentro di lei, per sapere che va tutto bene...ho bisogno di sapere che fra di noi va tutto bene...mentre mi avvicino la guardo, cercando di tagliare fuori tutto il resto, compreso quel coglione che sta passando in quel momento e le sta guardando palesemente il culo. Martina indossa un tailleur pantalone nero, con una camicia bianca lasciata troppo aperta per i miei gusti, una giacchina corta che le lascia scoperto il fondoschiena, oltretutto sottolineato degnamente da un paio di pantaloni strettissimi fino alle cosce poi man mano sempre più ampi. I capelli raccolti non aiutano affatto dato che il collo è lasciato scoperto "Ciao"
"Amore mio...sei stranamente in orario per i tuoi standard...forse abbiano tempo anche per un caffè" scuoto la testa e le prendo il volto fra le mani baciandola con foga "Ho bisogno di stare da solo con te un attimino" Martina annuisce e dice che possiamo chiedere al tatuatore di lasciarci un attimo per parlare...entriamo nello studio che non è affatto come me lo aspettavo. Pensavo che lei avesse scelto qualcosa di sofisticato mentre quello in cui mettiamo piede è il classico studio buio e ingombro di disegni di tatuaggi alle pareti "Martina...amore mio...ma quanto sei bella da uno a dieci? Fatti guardare...questi pantaloni ti fanno un culo pazzesco" ok, anche questa accoglienza non me l'aspettavo. Colui che ha parlato è un ragazzo di circa 30 anni, ovviamente coperto di tatuaggi e piercing che abbraccia Martina come se fosse sua sorella ma non la guarda come guarderebbe una sorella "Ciao Samuele....senti dato che stai lavorando possiamo andare nella saletta di là così aspettiamo che tu finisca con questo ragazzo? A proposito gran bel tatuaggio..." osservo anche io il tatuaggio che Samuele sta ultimando, una specie di simbolo tribale che corre per tutto l'avambraccio del ragazzo...io sarei già morto sicuramente "Certo bambola...datemi ancora tre quarti d'ora"
"Vi conoscete bene vedo..." lui sorride "Molto bene Stephan..." non dice altro ma continua a guardare il culo di Martina, così la seguo sbuffando verso l'altra saletta, coprendogli la visuale per quanto riesco. Quando chiudo la porta alle mie spalle le prendo di nuovo il viso fra le mani e la bacio facendole scappare un sospiro "Scusa per ieri e per stamattina.."
"È tutto passato..." so che non è totalmente vero e quindi decido che anche se non ne ho voglia dobbiamo parlare prima di fare altro...perché faremo altro, di quello sono assolutamente sicuro "Come fate a conoscervi?" Martina si toglie la giacchina nera..merda, la camicia è praticamente trasparente, e le mette in mostra il reggiseno nero a balconcino "Ho perso la verginità con Samuele al liceo"
"Scusa?" spero scherzi ma la sua espressione è dannatamente seria "Si, abbiamo scopato una decina di volte quando andavamo al liceo..."
"E lui scommetto che vorrebbe ancora scopare con te"
"Non lo so Stephan, anche se lui volesse farlo io non voglio...siamo qui perchè è semplicemente diventato uno dei tatuatori più bravi di Roma e quindi ci siamo rivisti settimana scorsa quando sono venuta a prendere l'appuntamento, il giorno che tu sei partito per Napoli, dopo che sono venuta a salutarti in stazione...non ci vedevamo da tipo 7 anni ma quando ho pensato alla storia del tatuaggio mi è venuto in mente che lui mi aveva invitato tempo fa all'inaugurazione del suo negozio. Io non ci ero venuta se te lo stessi chiedendo...e no, non abbiamo più scopato ovviamente...e no, non ci ho minimamente pensato..Samuele è molto espansivo ma tutti quei 'tesoro' e roba varia non mi interessano sinceramente...fanno parte del suo modo di fare"
"Ok" non so cosa dire sinceramente perché non mi aspettavo certo di scontrarmi in pieno a cento all'ora con una parte del suo passato, e anche bella consistente come la sua prima volta "Ora mi spieghi perché sei con la maglietta d'allenamento?"
"Perché stamattina ho fatto un casino con il borsone...e quindi non avevo altre magliette" Martina tenta di mascherare un sorriso ma non ci riesce molto "In due giorni già ti sei abituato troppo al fatto che sia io a prepararti il borsone...senza di me sei perso amore mio" lo dice ridendo ma io riconosco che è maledettamente vero "Lo ammetto...e non mi è piaciuto per un cazzo come ci siamo lasciati stamattina, senza salutarci come si deve..come non mi è piaciuto che abbiamo dormito distanti la scorsa notte e che..." faccio un gesto per farle capire che non mi è piaciuto neppure il fatto che non abbiamo fatto l'amore prima di addormentarci. Io avrò dormito si e no un'ora scarsa e credo che neppure lei abbia riposato chissà quanto "Pensi che a me sia piaciuto Stephan?" scuoto la testa e mi siedo sul lettino bianco che assomiglia troppo a quello di un dottore per i miei gusti. Lei si siede accanto a me e mi prende la mano "Era inevitabile che litigassimo..è anche normale farlo in una coppia no? Soprattutto se la coppia è formata da due persone che hanno un carattere del cazzo come noi due..."
"Ho sbagliato ad insistere di andare alla festa ieri sera"
"No, ho sbagliato io a venirci...sapevo che non ci sarei rimasta neppure un'ora perché fondamentalmente odio quelle feste, odio la musica di quel tipo e il casino...odio le tipe che si vestono da troie e ci sono venuta proprio per tenerle d'occhio ma ho preteso troppo da me stessa sinceramente...sto cercando di fare anche delle cose che di solito non farei e che prima non ho mai fatto ma quello di ieri sera era decisamente troppo come esperimento...avrei dovuto capire che la cosa migliore era dirti di andarci da solo"
"No Martina, era una cazzata e..." lei mi interrompe scuotendo la testa "No è la tua vita ed io non posso pretendere di tenerti sempre e solo per me o di accompagnarti dappertutto, in ogni situazione...si, mi piacerebbe essere una di quelle ragazze a cui piacciono quei tipi di festa ma non lo sono e non posso improvvisare...meglio che in determinate situazioni tu vada da solo..non amo che tu vada in giro per locali ma mi fido di te e so che tu non mi tradiresti mai quindi.." mi volto e sorrido "Ti fidi così tanto di me?"
"Si, sei l'unica persona di cui mi fidi...preferisco aspettarti a casa piuttosto che venire e farmi il sangue amaro...starò a lavorare o a girovagare su internet cercando qualche cosa per la casa nuova...quando tornerai ti aspetterò sveglia e così non staremo tuttta notte incazzati per una minchiata e la mattina dopo ci sveglieremo sorridenti e non scoglionati e pronti a litigare di nuovo semplicemente perché siamo troppo orgogliosi entrambi per fare il primo passo e chiederci scusa...ho sbagliato ieri sera e ti chiedo scusa ma non posso e non puoi pretendere neppure tu che io mi snaturi completamente e finisca a ballare su un cubo in un locale vestita da bambola assassina..." a quella visione mi scappa da ridere e anche lei sorride "Ultimamente, prima di conoscere te, ho creato questo gruppo di amici con cui mi trovo bene e..."
"E a me va benissimo...non dobbiamo mica stare appiccati 24 ore su 24, e non iniziare il discorso che passiamo già troppo tempo separati..si, è vero ci saranno settimane dove ci vedremo poco ma come succede a noi penso che succeda a mille altre coppie nel mondo..dobbiamo solo abituarci...a me capiterà di dover andare a delle cene di lavoro e a te capiterà di andare in qualche locale con i tuoi amici...ci abbiamo provato ma non è andata proprio benissimo. È un tipo di festa che non fa decisamente per me. Magari la prossima volta partiamo con una cena e non con la festa di Halloween, andiamo più sul soft ok?" annuisco e intreccio le dita alle sue "Senti se vuoi, se non ti senti a tuo agio possiamo sempre cercare un altro posto per farci i tatuaggi. Sinceramente non ho pensato molto a questa storia di Samuele perché per me è una cosa assolutamente morta e sepolta..lui per me non è stato altro che un ragazzo dei tanti con cui sono stata...che poi tanti è un parolone..diciamo che sono stati nell'ordine della decine, non pensare che mi sia fatta mezza Roma. Solo che il fatto che abbia sempre e solo cercato il sesso fine a se stesso senza coinvolgimento emotivo ha fatto si che soprattutto dopo la morte di mia madre mi sia divertita parecchio. Ma non pensare che io sia una mangiauomini" in realtà non mi ero mai soffermato a pensare molto a quanti amanti avesse potuto avere Martina...già immaginarla con Giulio non è che mi piacesse particolarmente "Guardaci Martina...io in maglietta della Roma e tu in tailleur...chiunque ci abbia messo assieme doveva avere qualche serio problema"
"Concordo..ma gli opposti si attraggono no? E poi stiamo bene assieme...litighiamo, ci mandiamo a fanculo ma alla fine ci ritroviamo sempre assieme...sarebbe peggio se non ci confrontassimo mai ma se soprattutto non avessimo mai la voglia di superare le differenze che comunque ci sono..sapevamo di essere diversi...sai che riguardo ad alcune cose siamo uguali però?" si, siamo molto simili per quanto riguarda alcune cose...siamo due orgogliosi del cazzo e facciamo fatica ad ammettere i nostri errori ma lo abbiamo appena fatto e ci siamo ritrovati comunque unit, più uniti di prima "Si siamo uguali..." scendo dal lettino ed inizio a passeggiare nella stanzetta "Non so se mi piace che il tatuatore che hai scelto sia anche quello con cui hai perso la verginità" Martina annuisce e scende anche lei poggiando i tacchi altissimi a terra "Va bene..allora ne scegliamo un altro..anzi lasciamo direttamente perdere sta cazzata del tatuaggio..perché fondamentalmente è una cazzata colossale...facciamo che andiamo direttamente a firmare il contratto del casale...o non va bene neppure quello adesso?"
"Martina...che cazzo stai dicendo?" sembrava che la tempesta iniziata la sera prima fosse passata, invece lei è ancora incazzata a morte "Sto dicendo che sto cercando di fare tutto quello che vuoi da me ma sembra che non sia mai abbastanza...non ti sto chiedendo nulla in cambio se non di accettare che il tatuatore sia un ragazzo con cui sono stata otto anni fa una decina di volte..non ho più sentito Samuele da allora, se non quando sono venuta nel suo studio la settimana scorsa dopo aver fatto una corsa allucinante per venirti a salutare in stazione...poi sono venuta a Napoli, poi siamo andati a Posillipo, poi ti ho fatto vedere il casale...e in questi ultimi due giorni ho cercato di non lavorare più dello stretto necessario..ho lavorato a casa, per far si che quando tu torni dagli allenamenti non lo faccia in una casa vuota ma in un appartamento con leggermente un pochino più di vita di quella che aveva quando ci sono stata la prima volta...cosa cazzo pretendi di più da me Stephan?"
"Si vede quanto tu ci abbia provato ieri sera...sai quanto mi sono sentito coglione quando hai preso e te ne sei andata? Con tutti i miei amici che mi guardavano chiedendosi se avevano fatto qualcosa di male?"
"Ancora con la storia di ieri sera? Che cazzo Stephan, che due coglioni..non mi ci trovavo a mio agio in quell'ambiente...più che dirti che la prossima volta puoi andarci da solo anche se ci sono mille troie che ti girano attorno che cazzo posso fare?"
"Non ti sei sforzata un minimo per rimanere lì un pochino di più..."
"Non sono fatta per stare in quei locali...devo starci per forza? Già mi sto adattando a fatica a dei nuovi ritmi, non puoi pretendere che mi faccia piacere per forza delle cose che non mi piacciono per nulla...pensi che sia facile per me tutto questo? No, non lo è.. stai pretendendo cose che non stanno né in cielo n'è in terra...io sto cercando di fare dei passi verso di te mentre tu pretendi soltanto ma non ti stai sforzando per un cazzo di capire me...pretendi e basta...non credo sia molto costruttivo sai? Sei stato tu a dirmi che dobbiamo cambiare leggermente entrambi ma qui quella che sta cambiando sono solo io...ora se non vuoi fare questo tatuaggio va bene, non me ne frega un cazzo" Martina va a prendere la giacchina che aveva posato su una sedia e poi fa per imboccare la porta della stanza. Metto la mano sul battente prima che possa aprirlo "Mi dispiace" non volevo litigare ma non riesco a mandar giù il fatto che quel coglione tatuato che la chiama 'bambola' abbia messo le mani su di lei e ce le abbia anche tenute per un pochino di tempo, tanto da essere stato la sua prima volta. So che è irrazionale ma non riesco a tollerare che ci siano stati altri ragazzi e che lei soprattutto in qualche modo li frequenti...sono un deficiente "Fammi aprire la porta Stephan...sono incazzata nera e quindi se non ti sposti ti sposto di peso e ti faccio anche male...poi dovrai spiegare a Di Francesco perché non puoi camminare" mi lascio scappare una risata ma capisco ben presto che lei non sta affatto scherzando "Possiamo trovare un altro metodo per farti passare l'incazzatura..non volevo litigare di nuovo Martina, so di aver sbagliato ieri sera e so di aver sbagliato anche adesso ma sono tremendamente geloso di te e pensare a te e a quel coso là fuori assieme mi manda letteralmente il sangue al cervello...scusami"
"Pensi che a me piaccia sapere che quando non sei con me sei contornato da troie? Ieri sera la più coperta aveva il culo fuori, letteralmente.. pensi che me ne sia andata perché non soppportavo il posto? Piuttosto non sopportavo la gente che c'era e me ne sono andata perché altrimenti avrei fatto un'autentica strage Stephan...mi fido di te ma non mi fido delle altre...ma provo a passare sopra a questa folle gelosia che provo nei tuoi confronti...pensi che non mi sia innervosita a vedere quelle che ti hanno portato miliardi di regali per il tuo compleanno? Ma ho cercato di capire, sto cercando di capire una marea di cose Stephan ma se non mi dai una mano non ce la faccio ok?" Martina si volta e penso che si sia calmata ma ha ancora gli occhi che fiammeggiano...porca miseria, nella versione incazzata è bella da morire "Spostati" mi dà una leggera gomitata, abbastanza lieve da non farmi male ma abbastanza secca da farmi fare mezzo passo indietro "Calmati Martina....ho sbagliato ok? So che stai facendo un sacco di sforzi per starmi dietro ma neppure tu sei facile da capire sai?" lei si volta del tutto e mi punta il dito contro "E questo che cazzo significa? Se volevi una facile da gestire penso che tu avessi l'imbarazzo della scelta sai? Ci sono un sacco di ragazze facili in tutti i sensi che ti ruotano attorno...sai benissimo che io non sono quella che se ne sta zitta in un angolo e te le fa passare tutte lisce..se non ti vado bene puoi anche andare a fanculo e pure bello spedito"
"Ti ho mai detto che nella versione incazzata sei scopabile da morire?"
"Scopare con te è l'ultimo dei miei pensieri adesso fidati" so che sta dicendo un sacco di stronzate, perché anche lei mi vuole...entrambi sappiamo benissimo che parte della frustrazione che sentiamo e che ci fa continuare a litigare deriva dal fatto che non stiamo assieme dalla mattina precedente...la sera prima ero tornato a casa in mega ritardo come al solito, ma stavolta non era dipeso da me...una ragazza che anche gli anni precedenti mi aveva preparato qualche sorpresa per il mio compleanno mi aveva portato una piccola torta ed aveva insistito perché ne mangiassimo una piccola fetta assieme, nello spiazzo accanto al cancello di Trigoria...avevo fatto tardi per quello e a pensarci bene l'umore di Martina era mutato proprio quando le avevo raccontato quel particolare "Sei gelosa della ragazza della torta?"
"Sono gelosa di un sacco di ragazze Stephan, compresa lei...e se proprio vuoi sapere la verità è perché mi sento....inferiore in qualche modo" sgrano gli occhi perché non me lo aveva mai detto...e poi mi sembra assolutamente folle che lei si senta inferiore a loro "Non ti seguo"
"È come se fossi un'intrusa nella tua vita...mentre io fondamentalmente una vita prima di conoscere te non ce l'avevo tu si ed è come se io mi fossi intrufolata a spintoni..devo destreggiarmi fra i tuoi amici, le tue amiche, il calcio, le tue fan...è snervante e frustrante essere l'ultima arrivata e non sapere un cazzo di te...è come se tutti gli altri sapessero un sacco di cose di te mentre io no...e odio sentirmi in questo modo, odio non avere il pieno controllo della situazione.. odio sbagliare e odio non sapere che cazzo fare..odio essere debole e adesso mi sento dannatamente debole...mi sento svantaggiata in qualche modo e...ti odio per questo..ora spostati" tenta di tirarmi un'altra gomitata ma io mi sposto, le afferro i polsi e la faccio girare di modo da abbracciarla da dietro...sento il suo respiro accelerato e il.fatto che tremi e sono so assolutamente a capire perché "Tu sai un sacco di cose di me...e ieri sera ho sbagliato io...ma pensi che anche io non mi senta nello stesso modo nei tuoi confronti?"
"Ma io ho solo il mio lavoro...non ho amici, non ho fan che sanno anche quanti cazzo di gol hai fatto nel tuo primo anno di serie A...non so un cazzo Stephan e odio sentirmi in questo modo"
"Hai solo il tuo lavoro? Cazzo l'altra sera ti ho sentita parlare in inglese per due ore in quella videoconferenza e sembravi...così a tuo agio...e ora scopro che hai perso la verginità con uno che adesso fa il tatuatore e che ti chiama 'bambola'..."
"Questo non vuol dire un cazzo Stephan...se ti senti a disagio andiamocene via ma non dire che sei in posizione svantaggiata perché quella sempre un passo indietro sono io...le tue fan, le ragazze che ti seguono sanno un sacco di cose che io non so e questo non mi piace...odio non sapere le cose...."
"Ma tu sai tantissime cose che loro non sapranno mai...non sei in svantaggio rispetto a loro" la faccio voltare e le faccio appoggiare la giacca sul lettino "Se avessi voluto una di loro me la sarei portata a casa qualche sera e me la sarei scopata...se non l'ho fatto, se loro sono sempre rimaste semplicemente fan è perché io ho voluto così...tu sei entrata in casa mia, casa nostra adesso, esattamente un'ora dopo esserci conosciuti..e se fosse stato per me ci saresti rimasta a vita già dalla mattina successiva...fatti due calcoli Martina...tu hai e avrai sempre qualcosa che loro non avranno mai..."
"Anche se cerchi di ammansirmi non scoperò con te"
"Oh si che lo farai perché fino a quando non lo faremo sarai intrattabile e anche io e quindi smettila di fare la difficile e fatti scopare" incollo la mia bocca alla sua e cerco di superare l'ostacolo delle sue labbra chiuse forzandole con la lingua...lei però non mi dà vita facile e mi morde il labbro facendomi imprecare "Stronza che non sei altro"
"Anche quella sera me lo hai detto ma alla fine sei riuscito a scoparmi..." mentre ci fronteggiamo con gli occhi che fiammeggiano le slaccio i pantaloni e glieli abbasso. Glieli tolgo insieme alle mutandine e poi le parlo soffiandole il fiato sulle cosce nude "Ora come quella sera ti farò stare zitta facendo qualcosa di molto più costruttivo che mandarci a quel paese...e comunque voglio farlo il tatuaggio, basta che mi dici che..."
"....Stephan....non me ne frega un cazzo se Samuele vuole scoparmi...l'unico che io voglio sei tu, fine della storia...ok?" annuisco e poi la assaggio...quella giornata è stata una lenta agonia ma alla fine si sta rivelando una di quelle giornate che seppur difficili alla fine hanno un finale favoloso..in lontananza sento Samuele bussare alla porta e sento Martina che gli dice che fra dieci minuti saremo pronti...non so se basteranno dieci minuti ma al massimo aspetterà ancora...la porto dritta dritta verso un orgasmo che la lascia senza fiato poi mi alzo e la bacio "Sapevi che sarebbe finita così bambina"
"Secondo te perché ti ho portato qui? Prima quando ho detto che riguardo ad alcune cose siamo uguali intendevo anche che entrambi conosciamo un modo soltanto per scaricare tutte le tensioni della giornata...da quando stiamo assieme ufficialmente non abbiamo mai passato tanto tempo senza fare l'amore ...ora intendi fare qualcosa oppure devo andare da Samuele?"
"Dubito che possa soddisfarti sai?" le slaccio i bottoncini della camicia bianca e gliela abbasso parzialmente sulle spalle baciandole il collo "Non era male sai? Magari negli anni è anche migliorato...dovrei eventualmente provare per poter fare un raffronto"
"Col cazzo...." Martina per la prima volta da quando ci siamo visti fuori dal negozio ride "E allora muoviti a entrare dentro di me...ti avviso che questa sarà una specie di scopata d'emergenza ma che poi appena arriviamo a casa ci prendiamo almeno un'ora per fare le cose come si deve" pienamente d'accordo con Martina entro dentro di lei velocemente...ecco quello che ci serviva...non serve che lei sappia ogni dettaglio che mi riguarda, come non serve affatto che io sappia tutto di lei...entrambi sappiamo che la cosa importante, quella che conosciamo solo io e lei, è la sensazione che proviamo quando siamo uniti...diamo vita a qualcosa che io non ho mai conosciuto con nessun'altra e che sono convinto che neppure Martina abbia mai conosciuto con un altro ragazzo "Ti amo bambina"
"Anche io...fin troppo per i miei gusti..." sorride e mi abbraccia...si, a volte è fin troppo, a volte fa quasi male ma è l'unico modo in cui sappiamo amare...e fra poco avremo tatuato sulla pelle il simbolo di quell'amore leggermente folle ma soprattutto assolutamente vero...

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