"Sofia, è... è un bel nome, e ti sta anche bene"
"Grazie" dico imbarazzata e temo di essere diventata un pomodoro bagnato dalle lacrime.
"Si ma non sforzarti troppo" dico di rimando.
"Dobbiamo andare via da qui, stai perdendo troppo sangue Niccolò" continuo.
Mi guardo intorno e vedo la mia borsa buttata da una parte. La prendo e infilo la mano in cerca del cellulare. Non c'è niente. Nè cellulare, nè portafoglio, solo la lettera che ho scritto per Nic.
"Niccolò la mia borsa è vuota come è possibile? Avevo tutto qui dentro"
"Quei bastardi hanno rubato tutto quello che avevamo di prezioso, anche... anche il mio cellulare, tutti i miei gioielli e il mio portafoglio. Poi mi... hanno chiesto il pin della carta di credito"
Ancora non capisco. Tutta questa messa in scena per rubare un paio di cellulari e i soldi di Niccolò. Sono incazzata nera. Quel lurido verme dato che è tanto bravo con le armi e con le parole poteva direttamente andare a rapinare una banca. E invece ha scelto Nic che ci ha anche rimesso un fianco e ora io e lui siamo sperduti in un posto sconosciuto.
Se prima o poi lo rivedrò non so cosa potrebbe succedergli.
Come facciamo ora? Senza cellulari non siamo nemmeno rintracciabili.
Pensa Sofia, pensa.
"Tu non ti muovere, vado a vedere cosa c'è fuori"
"E do vado"
Senza volere mi spunta un sorriso sul volto. È incredibile come riesca a scherzare anche in situazioni come questa.
Mi alzo e il più velocemente possibile raggiungo la porta già aperta. Mi affacio. Verde. Vedo solo verde.
Dove cazzo siamo.
Esco dal casale e mi affaccio sull'altro lato della struttura. Forse c'è una speranza. Di fronte a me corre una strada ghiaiosa, la solita strada di campagna dove talvolta passa un trattore o un'apetta.
Corro dentro da Niccolò.
"Dobbiamo uscire fuori, c'è una strada, l'unico modo per andare via da qui è fermare una macchina"
"No.. Non ce la faccio ad alzarmi"
"Ti prego Niccolò, ce la devi fare, ti aiuto io"
"No, non ce la faccio"
Scoppio in un pianto silenzioso,ma disperato. Il suo volto sta diventando sempre più bianco a causa dell'emorragia. Vedo che riesce a stento a tenere gli occhi aperti.
"Sono stanco... tu vai fuori io...io aspetto qui, mi riposo un po"
"No Niccolò devi stare sveglio,non puoi addormentarti, devi restare cosciente... Ti prego Nic, ti prego... resta con me" dico ancora fra le lacrime e i singhiozzi.
È ancora cosciente ma non reagisce e non può addormentarsi, deve restare sveglio.
Ho capito. Devo reagire io.
Con decisione lo afferro da dietro mettendo le mani sotto le sue ascelle. Lo tiro su con tutte le forze che ho, ma è pesante. Sento che la presa sta per cedere, poi succede qualcosa. Diventa più leggero. Capisco il motivo: è in piedi.
"Bravo Nic...la porta è là" lo incoraggio.
La indico e lui inizia a dirigersi in quella direzione ma non riuscirà tenersi in piedi per molto. Lo vedo barcollare. Prendo la borsa e mi metto accanto a lui.
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Si ama ciò che non si ha || Ultimo
FanfictionLui è davanti a me. Lo guardo. Mi guarda. Scoppio per la seconda volta a piangere. È più forte di me. Vedendomi così apre le braccia invitandomi ad un caldo abbraccio. Ora sono a pochi centimetri da Niccolò, ma in questo preciso istante due mani all...
