Capitolo 12

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Resto sconvolta da quest'affermazione. Sono contentissima ma anche stupita. Lui vuole parlare con me? L'adrenalina sprizza a mille nel mio corpo.
Rimango incantata a guardare il pavimento per qualche secondo. Poi alzo gli occhi verso Adriano.

"Ma... Ora?"

"Sì ora, se te la senti"

"Certo... Arrivo subito"

Ritorno al mio letto e avviso mia madre di quanto è appena accaduto.
Poi mi cade lo sguardo sulla mia borsa. Dentro c'è ancora la lettera che ho scritto per lui, gliela avrei dovuta dare al raduno ma non mi è stato permesso.

È l'ultima occasione Sofia, devi portargliela.

Infilo la mano nella borsa e tiro fuori la lettera. La rileggo un'ultima volta.

"Caro Niccolò vorrei che tu sapessi che a me va bene anche se siamo distanti, tanto ti porto e ti porterò sempre con me. Ti porto con me nel mio cuore che avrà sempre un angolino libero per te, adesso quest'angolo è enorme e si espanderà sempre di più. La mia paura è che questo con il passare del tempo si possa restringere ma sono certa che mai potrà scomparire. Sei una parte molto importante della mia vita, la rendi migliore e nessuno potrà mai giudicare quello che provo per te, perché è indescrivibile e soprattutto è strano. Sei così lontano da me,prima di oggi, non ti avevo mai visto da più di 5 metri, non ci siamo mai guardati negli occhi, né abbracciati, eppure ogni notte mi addormento pensandoti e sperando di sognarti. Quando questo succede, il mattino mi sveglio con il cuore caldo, continuando a sognarti anche ad occhi aperti. Spero solo che tu sia sempre felice, che anche tu possa svegliarti con il cuore caldo ogni mattino e continuare a vivere nelle tue mani. Grazie alla tua musica  ogni giorno canto, rido, ballo, mi commuovo e imparo dai tuoi sbagli, dalle tue fragilità, dai tuoi sentimenti.
Sembra banale dirti queste cose, in molti penseranno che non abbia senso ringraziare un cantautore per quello che le sue canzoni gli lasciano, perché infondo scrivere e comporre è il suo lavoro. Ma tu mi hai insegnato a non arrendermi, a credere sempre in ciò che faccio, e a inseguire le mie passioni. Mi hai insegnato cosa significa essere umili, specialmente quando durante i concerti ti inchini al pubblico come per ringraziarci di cosa sei diventato in così poco tempo. Per questo ti ringrazio, perché tu prima di tutto ringrazi noi. Non cambiare mai e continua a sorridere sempre. E ricorda che sei il mondo ti schiaccia ,non provarci che tu...lasciali parlare.
Grazie di tutto questo"

L'ho letta così tante volte che non mi fa neanche più effetto, ma ogni volta mi sembra più vera e sincera. L'ho scritta in nemmeno dieci minuti e quando, per la prima volta, l'ho riletta interamente ho sentito di aver detto tutto. È come se il mio cuore abbia pompato il sangue oltre che nelle arterie anche in quella penna nera e lì si fosse trasformato in inchiostro che già racchiudeva tutto ciò che sentivo e che avevo bisogno di dire a Niccolò.

Giro i tacchi e raggiungo Adriano fuori la porta della mia stanza.

"Andiamo?"mi invita lui.

Faccio un respiro profondo allargando al massimo la gabbia toracica.

"Sì, dov'è la sua stanza?"

"Al piano di sopra dobbiamo prendere l'ascensore"

Iniziamo a camminare.

"Lui come sta? Come è andata l' operazione??" chiedo finalmente sicura di ricevere una risposta.

"Sta bene, si è svegliato da poco, comunque i medici hanno detto che è andato tutto bene, si deve solo riprendere dall'operazione"

"E quando lo faranno uscire?" chiedo mentre lui pigia il pulsante dell'ascensore.

"Dovrà restare ancora una settimana, poi appena torneremo a Roma sarà sommerso da centinaia di giornalisti"

Entriamo in ascensore.

"Povero, non penso proprio che gli piaccia"

"Non gli piace per niente, è un tipo timido che si apre solo con poche persone e ogni volta che lo intervistano si capisce che un po' gli scoccia"

Ci somigliamo molto da questo punto di vista. Anche io sono un tipo timido che riesce ad aprirsi solo con poche persone e in questo modo a dimostrare veramente chi è.

"Si vede che lui è timido, ci sono alcuni artisti che non si perdono un'occasione per apparire su uno schermo"

"C'hai ragione c'hai" dice sorridendo.

Usciti dall'ascensore Cassio indica subito una porta. Fuori da questa si trova una lunga panca dove siedono i genitori di Nic, che ho visto spesso in foto, e i suoi due fratelli.

Mentre io e Adriano ci avviciniamo vedo uscire dalla stanza uno dei suoi amici, Gabriele, insieme ad una ragazza bionda. La riconosco subito, è Federica, la sua ex. Ultimamente girava la voce che si fossero rimessi insieme, ma loro non hanno mai detto o annunciato niente.
Sicuramente però sono rimasti in buoni rapporti se no lei non sarebbe qui ora.

Ho sempre invidiato il fatto che sia o sia stata la sua fidanzata e infatti in questo momento sarei molto tentata a farle una smorfia in faccia, ma meglio evitare. In fondo penso che sia una ragazza molto dolce e anche simpatica e se piace a Nic significa che lo è davvero. Lei è stata la fonte di ispirazione della maggior parte delle sue canzoni tra cui "La stella più fragile dell'universo",una delle mie preferite.

Ormai abbiamo raggiunto la porta e appena lei mi vede mi sorride.

"Sei tu Sofia?"

"Sì" rispondo timidamente.

"Niccolò mi ha detto che sei stata coraggiosissima e lo hai praticamente salvato"

COSA? Niccolò ha parlato di me a lei?  E gli ha detto che l'ho salvato!?

"Si... più o meno"

"Grazie mille per quello che hai fatto veramente"

"È quello che dovevo fare" sorrido anche io.

"Devi entrare?" chiede poi vedendomi sulla porta.

No guarda, sono venuta a salutare te.

"Ehm sì"

"Vai entra" dice allora facendomi passare e poi salutandomi con la manina corta e sorridendo.

È vero che sei più grande di me, ma non mi sembra che io abbia tre anni.

Apro la porta e automaticamente il cuore inzia a battermi a mille. Non ci posso fare niente, lui mi fa quest'effetto.

Entro. Niccolò è sdraiato sul letto a leggere una rivista. Indossa un camice bianco da operazione e al braccio la flebo. Mi guarda contento ma ancora non ha molte forze.

Mi chiudo la porta alle spalle.

"Ehi Sofi"

Oh cazzo, mi ha chiamato Sofi? Cioè non solo si è ricordato il mio nome, ma ha anche usato un diminuito. Potrei morire.

"Ciao Nic" rispondo timidamente.

"Vieni qui" dice vedendomi davanti la porta

Mi avvicino con un sorrisino stampato sulla faccia. Lo guardo ed è così bello, mi sorride mostrando i suoi denti perfetti, per non parlare dei suoi occhi.

"Ti ho portato questa" dico porgendogli la lettera.

"Te la volevo dare al raduno ma... "

"Grazie, dopo me la leggo, quando sono da solo" risponde lui immediatamente sorridendo.

"Hai visto Federica qui fuori vero?"

E ora che c'entra lei?

-
Ciao ragazzi, vi sta piacendo la storia, mi diverto molto a scriverla e mi fa piacere che sta ricevendo parecchie visualizzazioni.
Se vi è piaciuta la lettera che gli ho scritto fatemelo sapere, così gliela porto veramente al raduno 😊
Se volete lasciate una stellina e aggiungetela alla vostra biblioteca per restare sempre aggiornati ✌⭐❤ V. V. B

-Sofia




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