Dopo essermi ripresa vedo davanti a me i miei fratelli che cercano di tenere fermo il mio cane, Federica e tutti i miei parenti: cugini, zii e nonni. Le persone a cui tengo di più.
Resto sbalordita e vedendomi così iniziano tutti ad abbracciarmi tra le lacrime e le chiacchiere.
Sono qui per me e mi riservano tutte le attenzioni. Dopo aver parlato con tutti, quando ormai le acque si sono tranquillizzate, vedo mio padre arrivare da me con una bustina in mano.
"Da parte di tutti noi"
"Ah grazie"
Prendo la busta di cartone e mi accorgo di avere gli occhi di tutti puntati addosso. La apro. È un IPhone 6. Non ci posso credere. Ho sempre voluto un IPhone, e questo anche se abbastanza datato, è il mio modello preferito.
"Che fico grazie!" urlo e poi mi tocca abbracciare e baciare tutti.
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Si fanno le 8:30 e accendiamo la TV per vedere il telegiornale. Non mi interessa di vedere me, voglio solo capire cosa ha detto Niccolò.
Mi piazzo davanti alla televisione e mi siedo a gambe incrociate. Partono i titoli iniziali e fra questi vi è anche il nostro: "Ultimo e la ragazza con cui è stato rapito spiegano come è andata veramente, direttamente dall'ospedale"
Infatti potevate aspettare che tornassimo a casa no? Penso.
Quando inizia il nostro servizio vengono mostrate delle immagini dei luoghi in cui è avvenuto tutto, mentre la voce di un giornalista spiega come si sono svolti i fatti. Prima il locale dove si è svolto il raduno, poi il casale.
Il silenzio più totale alleggia nel salone. Vedere di nuovo quel posto mi mette i brividi. Eccolo, il sangue di Niccolò sparso a terra. Il punto in cui vi si trova è circondato da transenne gialle, proprio come nei film.
Quando quelle immagini finiscono faccio un respiro di sollievo. Inizia la mia intervista. Ho il viso coperto essendo minorenne. Ascolto con attenzione le mie stesse parole, pensando che non ne avrei potute dire di più vere.
Poi ecco Niccolò, come l'ho visto io stamattina. Sdraiato sul letto con il camicie da operazione. Stavolta però indossa gli occhiali da sole. Lo fanno sentire protetto e mi fa piacere che con me invece non li abbia messi, significa che non ha paura di mostrare quello che è, non ha paura di mostrare i suoi occhi profondi e sinceri.
Inizia l'intervista. È la stessa giornalista che mi ha intervistato me, che ora lo fa con lui. Sorride, al contrario di me che ero impietrita. È appena uscito da sotto i ferri, è ipocondriaco, e sorride.
"Eccoci qua. Ultimo, o meglio Niccolò, abbiamo appena intervistato la ragazza che era con te fino a poco fa e ci ha raccontato come è andato tutto, ma ci piacerebbe sentire anche la tua versione dei fatti"
"Beh, i fatti sono gli stessi, quello che è successo in quel locale lo sanno tutti ormai"
Lo guardo piena di ammirazione e stupore. Anche se conosco il suo carattere da parecchio tempo, a forza di vedere interviste e video vari, mi stupisce sempre.
"Quello che è successo dopo invece è stato molto più brutto" continua.
"Potresti descriverci con precisione quello che è successo quando siete stati caricati su quella macchina?"
Tira un respiro per non sbuffare, anche se i suoi occhi sono coperti dagli occhiali, capisco che non è molto contento di rispondere a questa domanda.
"Ero veramente molto spaventato, non avrei mai immaginato che sarebbe potuto accadere una cosa del genere...e... appena siamo saliti ho visto la ragazza svenuta perché aveva sbattuto la testa e lì ho iniziato veramente a impazzire dentro"
Le sue parole mi fanno male, sentire quello che provava e capirlo, è come una pugnalata.
"Nella macchina non è successo niente di particolare, mi hanno solo messo una benda davanti agli occhi per non farmi vedere la strada. Quell'uomo mi teneva stretto e... "
Si blocca e guarda in basso senza dire niente per qualche secondo.
"Ed è stata come una tortura"
Sento i miei occhi inumidirsi. Io c'ero ma non potevo fare niente. Forse è stato meglio così, sarei impazzita a reggere quella situazione per l'intero tragitto.
"Poi siete arrivati in quel posto" continua la giornalista senza pietà.
"Sì... lì siamo stati derubati di tutto ciò che avevamo di prezioso compresa la mia carta di credito, che però è stata bloccata"
"E poi sei stato ferito" lo interrompe lei.
"Sì... come potete vedere"
"Il motivo di questo gesto ti è ignoto?"
Le parole di quel mostro mi riecheggiano nella mente: "E questo era per mia figlia" Tremo, solo io e lui sappiamo il motivo e lo vedo in difficoltà, ma già so quale sarà la sua risposta.
"Sì" dice abbassando leggermente il tono della voce.
Come pensavo.
"Poi la ragazza si è svegliata, non è vero?"
"Sì... forse sentendo lo sparo"
Sì, è stato il primo rumore che ho sentito appena ho ritrovato i sensi.
"E cosa ha fatto?"
Non capisco perché debba chiederglielo nuovamente.
"Mi ha aiutato a fermare il sangue con la mia maglietta... e poi in qualche modo è riuscita a portarmi fuori. Sì"
"E lì avete aspettato l'auto che vi ha salvati vero?"
"Sisi"
"Come ti sentivi mentre aspettavate?"
"Beh... L'unica cosa che mi ricordo è era che ero sfinito e non ci capivo niente... Lei è riuscita a mantenere il lume della ragione... Non so come avrei fatto se non si fosse svegliata"
L'intervista si conclude così. Non riesco a trattenere le lacrime e a questo punto sento le braccia di mia madre stringermi e tenermi al sicuro. È come se con questo abbraccio volesse riuscire a tenere a bada le mie emozioni, che in questi due giorni non si sono mai date pace.
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Dopo cena gli ospiti iniziano a tornare a casa e quando se ne sono andati tutti accendo il nuovo cellulare. Inserisco la nuova SIM dove mio padre è riuscito ad inserire il vecchio numero e subito dopo scarico whatsapp e Instagram. Mi trovo migliaia di messaggi su entrambi i social. Decido di partire da whatsapp.
Rispondo a tutte le persone che mi hanno contattato da ieri pomeriggio. Il gruppo del fanclub ha 7000 messaggi e dopo averli scorsi senza leggere, scrivo un messaggio per informarli delle mie condizioni.
"Ciao ragazzi, sono Sofia, volevo dirvi che come avete visto sto bene e vi prego soltanto di non iniziare a riempirmi di domande, quello che è successo lo sapete e come mi sento lo potete immaginare, grazie ❤"
Invio il messaggio e iniziano ad arrivarmi tantissime risposte. Poi entro su instagram e trovo anche lì migliaia di direct, ma a questi ci penserò più avanti. Poi vedo un nuovo post di Nic. Il suo faccione è ritratto al centro della foto in cui accenna un sorrisino e fa il "✌" con la mano. Leggo la descrizione:
"Grazie per esservi preoccupati tanto, mi sto ancora riprendendo dal l'operazione, ma ho intenzione di ritornare più carico di prima"
Che cucciolo.
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Ore 23:00.
Sono nel letto e cerco di non pensare a niente e riposarmi un po'. La mia vita ormai però non è più la stessa.
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Ciao ragazzi, se vi è piaciuto anche questo capitolo fatemelo sapere come sapete ❤ V. V. B ⭐
-Sofia
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Si ama ciò che non si ha || Ultimo
FanfictionLui è davanti a me. Lo guardo. Mi guarda. Scoppio per la seconda volta a piangere. È più forte di me. Vedendomi così apre le braccia invitandomi ad un caldo abbraccio. Ora sono a pochi centimetri da Niccolò, ma in questo preciso istante due mani all...
