Capitolo 30

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POV CAMERON

Rimasi immobile, teso come una corda, mentre ascoltavo ogni parola tra quei due. Il cuore mi batteva forte, e la rabbia montava ad ogni frase che udivo. Ma proprio quando stavo per avvicinarmi un po' di più, una mano mi toccò la spalla all'improvviso.

«Cameron!»
Esclamò Nash allegramente.

«Cazzo, Nash! Mi hai fatto prendere un colpo!»
Mi girai di scatto, trattenendo un'imprecazione.

«Ma che fai qua dietro? Perché non sei al tavolo?»
chiese lui, confuso.

«Vieni qui, ti spiego tutto.»
Lo feci abbassare accanto a me, indicandogli di stare in silenzio. Mi avvicinai al suo orecchio e sussurrai:

«Ho visto Shawn entrare con Paul.»

«Cosa?! Quel Paul? Ma sei sicuro?»
gli si sbiancò il volto.

«Sì. E voglio assolutamente sapere di cosa parlano.»
Nash annuì con serietà e restammo in ascolto, nascosti, cercando di cogliere ogni parola.

POV SHAWN

Finalmente era arrivato il momento di concludere l'accordo con Paul. Scelsi un bar lontano dal centro, fuori dalla vista di occhi indiscreti. Doveva essere un incontro veloce, senza intoppi.

«Amico mio, che piacere rivederti!»
disse Paul entrando con il solito sorriso arrogante.

«Non sono qui per fare chiacchiere. Parla chiaro e fammi tornare a casa.»
Ci sedemmo a un tavolino in un angolo nascosto del locale.

«Calma, calma... Non abbiamo nemmeno iniziato.»
rispose lui con quel tono mellifluo che mi dava sui nervi. Fece una pausa, studiandomi attentamente, godendosi ogni secondo della mia irritazione.

«Paul, non ho tempo da perdere. Ho raccontato una bugia a Madison per venire qui.»

«Come procede la tua "relazione"?»
domandò, accentuando la parola.

«Non ho ancora fatto quello che mi hai chiesto...»
mormorai, mordendomi le labbra. «Stasera ci proverò. Ma non è facile, lei non è una da convincere con poco.»

Paul sbuffò. «Voglio risultati, Shawn. Questo gioco deve finire. Raggiungiamo l'accordo e poi ognuno per la sua strada.»

Si alzò, ma lo fermai con una spinta sulla spalla.

«Sono io quello stanco. Sono stufo di seguire i tuoi ordini come un cane. Farò il possibile, ma se non funziona, la lascerò in pace.»

Mi voltai e me ne andai senza dargli il tempo di replicare. Camminando verso l'auto, dentro di me si faceva sempre più strada un dubbio velenoso: Madison meritava tutto questo?

POV CAMERON

Mi si gelò il sangue nelle vene. Quelle parole, quel tono... era tutto vero. Non potevo crederci. Madison era solo un gioco, una dannata scommessa per Shawn.

Nash era pietrificato, il volto impallidito.

«E adesso? Le dici tutto?»
chiese con voce tesa mentre uscivamo dal locale.

Scossi la testa. «No. Non ora. Lei non mi crederebbe. Penserà che voglio solo separarli. Deve scoprirlo da sola... dalle sue parole.»

«Hai ragione. Se glielo dici tu, penserà solo che sei geloso. Si fiderebbe di lui, non di te.»

«Esatto.»
Lo salutai e me ne andai, con lo stomaco in fiamme.

Sarei stato zitto. Per lei. Per la sua felicità. Anche se significava soffrire in silenzio.

~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora